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Gmg Seul 2027, card. Farrell: “Tanti giovani si trovano nel deserto della vita”

(Foto Dicastero Laici Famiglia e Vita)

“Anche oggi tanti giovani vengono morsi dai ‘serpenti brucianti’ del peccato, della tristezza, della depressione e dell’incredulità. Anche per loro la salvezza non sta in strategie umane, non sta nei beni materiali, non sta nelle nuove tecnologie, ma nell’alzare lo sguardo e accogliere da Dio il perdono, l’amore e la vita”.

Lo ha affermato il card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita, nell’omelia della messa di apertura del 2° Incontro internazionale in preparazione della Giornata mondiale della gioventù di Seul 2027, celebrata nel pomeriggio il 14 settembre, a Seul. Nella festa dell’Esaltazione della Croce, il cardinale si è rivolto ai circa 300 delegati della pastorale giovanile provenienti da diversi Paesi, richiamando il significato della croce nella storia delle Gmg. “Sapete bene che la croce è uno dei simboli più forti delle Gmg e ne ha accompagnato il cammino fin dall’inizio della loro storia”. Dal 1986, ha ricordato, essa viene portata tra i giovani dei vari continenti, toccando il cuore di intere generazioni. Commentando il brano dei “serpenti brucianti” nel deserto narrato dal Libro dei Numeri, Farrell ha paragonato quella esperienza alle sfide che molti giovani affrontano oggi. “Tanti giovani si trovano nel deserto della vita, attraversano momenti di prova difficili, di smarrimento, di ribellione, di vuoto”, ha detto, indicando nella fede e nell’incontro con Cristo la risposta alle ferite esistenziali del nostro tempo. Guardando alla Gmg del 2027, il prefetto ha poi lanciato un appello a testimoniare il Vangelo con coraggio: “Anche noi innalzeremo Gesù crocifisso, perché tanti giovani credano in Lui e abbiano la vita eterna. Tutto quello che faremo durante la Gmg servirà a questo. E lo faremo senza paura, senza vergogna e senza compromessi. Non possiamo vergognarci di Gesù; non possiamo vergognarci della croce!”. Farrell ha infine sottolineato come una delle esperienze più significative delle Gmg sia l’incontro tra popoli e culture diverse. “Nei giorni della Gmg, i giovani mostrano al mondo che si possono superare le divisioni, i pregiudizi e le ostilità. I giovani mostrano che, accogliendo Cristo, nasce una nuova umanità”. Per il cardinale, è questo “il miracolo della comunione nell’unico Spirito che la croce di Cristo ha portato nel mondo”.