
“Da un piccolo seme è cresciuto un grande albero”. Lo ha detto Papa Leone XIV ricevendo in Vaticano i partecipanti al simposio della “Communio Internationalis Benedictinarum”, nel discorso pronunciato in lingua inglese.
Il Pontefice ha ricordato di aver visitato di recente, da pellegrino, i monasteri di Subiaco e Montecassino, per pregare “in quei luoghi che hanno un significato così profondo per l’intero popolo di Dio e per la nostra storia”. La vigna, ha osservato, si è estesa e “ha riempito la terra”, portando molto frutto perché profondamente radicata nel Signore. Rivolgendosi alle monache giunte da numerosi Paesi, Leone XIV ha definito “un grande segno e un dono profetico” il loro impegno a essere “sempre più profondamente radicate in Cristo” e a farsi suoi testimoni viventi e oranti su tutta la terra, in un tempo “segnato dalla sete di vita autentica, di comunione e di pace”. Il Papa ha apprezzato il progetto avviato “a Roma e altrove, attraverso strumenti digitali”, per offrire “nuove opportunità di formazione specificamente dedicate alle monache benedettine”. La Communio, ha ricordato, prosegue da venticinque anni “il cammino di comunione e coordinamento” avviato da Leone XIII per la Confederazione benedettina.