SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È iniziato con un mandato e una benedizione il pellegrinaggio che sta portando quattordici pellegrini da Lisbona a Coimbra, passando per il Santuario di Fátima. Un percorso di oltre 300 chilometri, pensato come esperienza di fede, amicizia, fraternità e preghiera, ma anche come occasione per riscoprire il valore del camminare insieme.
Nel gruppo non tutti sono credenti e stanno vivendo questo cammino come segno di amicizia e condivisione, decidendo di condividere un lungo percorso alla scoperta non solo di luoghi belli e intrisi di storia e di fede, ma anche di sé stessi, degli altri e del valore profondo dello stare insieme, passo dopo passo.
Il gruppo, proveniente dalla Diocesi di San Benedetto del Tronto, è accompagnato dal diacono permanente Walter Gandolfi e non è alla prima esperienza condivisa: lo scorso anno i pellegrini avevano già affrontato insieme la Via Francigena. La nuova partenza è stata preparata anche attraverso momenti di formazione e confronto, tra cui l’incontro con il fotografo e pellegrino Claudio Pupi, che ha messo a disposizione del gruppo la propria esperienza maturata lungo diversi cammini, compreso quello da Roma a Santiago de Compostela.
Il pellegrinaggio è entrato nel vivo con la partenza per il Portogallo, dopo che il 25 agosto, nella chiesa di San Giuseppe a San Benedetto del Tronto, la Confraternita Jacobea di Ascoli aveva consegnato ai partecipanti le credenziali del pellegrino. Un segno concreto dell’inizio di un percorso che, oltre alla dimensione fisica, porta con sé una forte valenza spirituale.
Lisbona, l’incontro con il Patriarca
Prima di mettersi sulla strada, il gruppo ha avuto modo di conoscere Lisbona e i suoi luoghi più significativi. La Cattedrale, la chiesa legata alla casa natale di Sant’Antonio di Padova, il monastero dei Jerónimos, la Torre di Belém e il monumento alle Scoperte hanno accompagnato i primi passi dell’esperienza portoghese.
Non è mancato il passaggio attraverso il moderno Parque das Nações, testimonianza della Lisbona contemporanea, che conserva anche il ricordo della Giornata Mondiale della Gioventù del 2023 attraverso il Parco Papa Francesco.
Ma il momento più significativo dell’avvio del pellegrinaggio è stato l’incontro con il Patriarca di Lisbona, mons. Rui Valério, che nel tardo pomeriggio del 3 settembre ha ricevuto i quattordici pellegrini presso la Casa Patriarcale di Moscavide.
Il Patriarca ha salutato il gruppo e impartito la benedizione per il cammino che li attendeva. Al termine dell’incontro ha consegnato ai pellegrini anche una medaglia con la Cattedrale di Lisbona e i santi patroni della diocesi: un piccolo segno da portare lungo la strada.
Il gesto ha dato un particolare significato ecclesiale alla partenza: un gruppo proveniente dall’Italia che entra in cammino nella Chiesa portoghese, diretto verso uno dei luoghi mariani più conosciuti della cristianità.
5 settembre, i primi chilometri lungo il Tejo
Il 5 settembre il gruppo ha lasciato Lisbona per affrontare la prima vera tappa del Cammino Portoghese, con destinazione Alverca.
Sono stati circa 28 i chilometri percorsi, seguendo per lunghi tratti il corso del fiume Tejo. Una prima giornata impegnativa anche per il caldo, aggravato dalla partenza avvenuta in tarda mattinata.
Il percorso ha permesso ai pellegrini di attraversare alcune delle zone più caratteristiche della periferia lisbonese, compreso il Parque das Nações, fino a raggiungere Alverca attraverso lunghe passerelle in legno affacciate sul fiume.
La fatica dei primi chilometri ha segnato concretamente il passaggio dalla preparazione all’esperienza del pellegrinaggio. Da quel momento, il cammino ha iniziato a imporre il proprio ritmo: la strada, le pause, la condivisione e il silenzio.
6 settembre, una tappa più breve
Dopo la prima giornata particolarmente impegnativa, il gruppo ha scelto di ridurre la distanza, percorrendo circa 12 chilometri da Alverca a Vila Franca de Xira.
La tappa si è sviluppata ancora lungo il Tejo, alternando tratti sul percorso fluviale e altri lungo la viabilità ordinaria. La presenza di una competizione di triathlon ha richiesto alcune modifiche al percorso.
Anche in questa giornata non sono mancati gli incontri con la popolazione locale. Saluti, sorrisi e gesti di cordialità hanno accompagnato i pellegrini lungo la strada, mentre la cucina portoghese è diventata parte integrante dell’esperienza, con piatti semplici, vari e accessibili.
Il cammino, intanto, cominciava a costruire la propria dimensione comunitaria. Camminare insieme significa alternare conversazione e silenzio, condividere la fatica e trovare nella preghiera un ritmo comune.
7 settembre, verso Azambuja
Il giorno successivo la distanza è tornata a crescere. Da Vila Franca de Xira ad Azambuja sono stati percorsi circa 22 chilometri, seguendo per buona parte la linea ferroviaria che collega Lisbona a Porto.
Il caldo ha consigliato anche questa volta una partenza all’alba, quando la luce non era ancora pienamente comparsa. È in queste ore, prima che il sole renda più pesante il percorso, che il pellegrinaggio mostra forse uno dei suoi volti più autentici: il gruppo che procede insieme, tra conversazioni, momenti di silenzio e preghiera.
Lungo la strada, anche le strutture di accoglienza hanno contribuito a rendere più agevole il percorso. Gli ostelli e gli Albergue incontrati nelle diverse tappe si sono rivelati ordinati e accoglienti, con personale disponibile verso i pellegrini.
8 settembre, l’accoglienza di Paolina
L’ultima giornata raccontata dal gruppo ha portato i pellegrini da Azambuja a Valada, per una tappa di circa 14 chilometri.
Ad attenderli all’Albergue «Dos Caminhos» c’era Paolina, originaria di Pescara, che dopo aver vissuto in prima persona l’esperienza del pellegrinaggio e aver svolto il servizio di hospitalera ha scelto di fermarsi lungo il Cammino per dedicarsi all’accoglienza.
La sua presenza ha trasformato l’arrivo in un momento particolarmente significativo. Non soltanto un luogo dove riposare dopo i chilometri percorsi, ma uno spazio di incontro e di servizio ai pellegrini diretti verso Santiago o verso Fátima.
Nel pomeriggio Paolina ha accompagnato il gruppo alla scoperta di Valada, offrendo la propria disponibilità e condividendo con i pellegrini la conoscenza del territorio. Non è mancato neppure un momento di ristoro sulle rive del Tejo, con un bagno nel fiume, prima della serata trascorsa insieme.
Il pellegrinaggio assume così, tappa dopo tappa, il volto delle persone incontrate lungo la strada. Accanto alla fatica e alla dimensione spirituale, sono proprio gli incontri a dare un significato particolare al percorso.
Verso Fátima, cuore del pellegrinaggio
Il Cammino prosegue ora verso Fátima, che rappresenta la tappa centrale del pellegrinaggio. Il gruppo vi si fermerà per due giorni, vivendo un tempo, per chi crede, più disteso di preghiera e di approfondimento della spiritualità mariana.
La permanenza al Santuario sarà anche occasione di incontro con la Comunità Papa Giovanni XXIII, in continuità con il desiderio del gruppo di vivere il pellegrinaggio non soltanto come esperienza personale, ma anche come incontro con realtà ecclesiali e persone che testimoniano quotidianamente la fede.
Da Fátima il percorso continuerà quindi verso Coimbra, completando un itinerario che unisce luoghi, persone e comunità diverse.
Partito da San Benedetto del Tronto con la consegna delle credenziali e accompagnato dalla benedizione del Patriarca di Lisbona, il gruppo sta vivendo un cammino nel quale i chilometri diventano progressivamente una misura secondaria. La vera meta è infatti un’esperienza condivisa: camminare insieme, lasciare spazio alla preghiera e al silenzio, accogliere gli incontri e affrontare la fatica come parte integrante del viaggio.
Un pellegrinaggio, dunque, che non si misura soltanto sulla distanza percorsa, ma sulla capacità di trasformare la strada in un’occasione di fraternità e di rinnovamento della fede.























