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FOTO Tra musica, arte e fede, San Francesco accende San Benedetto. Vescovo Palmieri: “Non perfetti, ma umani”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è conclusa ieri, Sabato 5 Settembre 2026, nella chiesa Sant’Antonio di Padova, a San Benedetto del Tronto,  la seconda edizione di “Note su tela 2026”, la rassegna di musica e arte promossa da “Endeca | Agitatore Culturale ETS” con la direzione artistica del pianista M° Davide Massacci.

La giornata, dal titolo evocativo “Ogni uomo semplice”, è stata interamente dedicata alla figura e al messaggio di San Francesco d’Assisi, in un susseguirsi di momenti intensi e vibranti che hanno abbracciato musica, arte e spiritualità, grazie alla partecipazione di numerosi ed illustri ospiti: l’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi del Piceno e vice presidente della CEI, il quale ha presieduto la Messa conclusiva; padre Giancarlo Corsini, vicario generale delle due Diocesi del Piceno, già rettore e padre guardiano della Basilica di Santa Croce a Firenze, che ha accompagnato il percorso di riflessione e preghiera sul Poverello di Assisi; padre Gennaro Becchimanzi, frate francescano e presbitero, oltre che M° di Pianoforte, Composizione e Canto Gregoriano, che ha diretto il coro “Giovani Verso Assisi”;  l’artista Felice Rufini, noto scultore reatino che ha donato alla comunità parrocchiale sambenedettese l’opera “Metamorfosi. San Francesco e il seme”, realizzata a partire dal tronco di una quercia francescana.

Una giornata memorabile che ha ottenuto, oltre a quello del Comune di San Benedetto del Tronto, anche il prestigioso patrocinio di “San Francesco 800”, il Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte del Santo patrono d’Italia. Un riconoscimento che sottolinea il valore culturale e spirituale di un progetto capace di intrecciare linguaggi diversi e comunità differenti: l’evento nella parrocchia sambenedettese, infatti, ha concluso un percorso più ampio, che ha attraversato anche altre città marchigiane, come Urbino, Grottammare e Cupra Marittima.

L’attualità del messaggio francescano: l’intervento di padre Giancarlo Corsini

La giornata si è aperta con un intervento particolarmente coinvolgente di padre Giancarlo Corsini, il quale, dopo aver proposto la lettura di alcuni passi delle Fonti Francescane, ha offerto una riflessione ampia e articolata sull’attualità del messaggio del Santo di Assisi. Il vicario generale ha messo in luce come la spiritualità francescana continui ad interrogare il presente, richiamando con forza la centralità della prossimità, della cura delle relazioni e dell’inclusione come dimensioni imprescindibili della vita cristiana.

Attraverso esempi concreti e richiami alla vita quotidiana, padre Giancarlo ha riportato il pensiero di Francesco alla sua radice più viva: l’incontro con l’altro, inteso non come gesto formale, ma come spazio reale di ascolto, accoglienza e responsabilità. La sua riflessione ha così restituito al pubblico la freschezza di un messaggio che, pur affondando le radici nel XIII secolo, continua a parlare con forza alle comunità di oggi, invitandole a riscoprire la bellezza di una fede che si fa relazione e cammino condiviso.

Un invito a vivere la fede nel mondo: l’arte di Felice Rufini ed il suo dono alla comunità

Al termine della mattinata, arte e spiritualità si sono incontrate nella performance dello scultore Felice Rufini, il quale, concordemente con Endeca | Agitatore Culturale ETS, ha deciso di donare l’opera “Metamorfosi. San Francesco e il seme” all’Ordine dei Frati Francescani di San Benedetto del Tronto. La scultura resterà dunque presso la chiesa di Sant’Antonio, collocata sul sagrato in prossimità dell’ingresso, come segno permanente della giornata vissuta insieme, ma anche come invito alla comunità a vivere una fede che si esprime nel cammino, nella relazione e nella presenza accanto agli altri.

L’opera trasforma il legno, con le sue imperfezioni e ferite, nella figura di Francesco, mentre il seme diventa simbolo di ciò che è piccolo ma portatore di una promessa grande. Durante la performance, dalla scultura sono scaturiti acqua e fuoco – “sora Aqua” e “frate Foco” del Cantico delle Creature – a evocare vita, fecondità, luce e trasformazione. Il tronco che prende forma, il seme che annuncia rinascita, l’acqua che dà vita e il fuoco che illumina compongono un racconto simbolico che rappresenta Francesco, ma anche ogni uomo o donna semplice, che diventa custode di una promessa che fiorirà.

A suggellare ulteriormente il significato dell’opera è stato padre Nazzareno Rapetta, che ha fortemente voluto la giornata di Sabato, per la quale ha lavorato da un anno a questa parte. “Padre Ze’” – così come è chiamato e conosciuto nella comunità -, al termine della Celebrazione Eucaristica che ha chiuso la giornata, ha detto: “La scultura che l’artista Rufini ci ha lasciato è un invito per ciascuno di noi a rivedere il nostro cammino battesimale. L’opera che ci è stata offerta, infatti, non è solo un ricordo tangibile della giornata, ma un richiamo permanente ad una fede che non si vive né in sagrestia, né in chiesa, ma nel mondo“.

L’entusiasmo coinvolgente dei “Giovani Verso Assisi” e di padre Gennaro Becchimanzi

Protagonisti musicali della giornata sono stati i “Giovani Verso Assisi”: al mattino, infatti, hanno curato l’accoglienza con i loro sorrisi ed i loro canti; nel pomeriggio hanno condiviso alcune testimonianze e riflessioni con il pubblico presente; in serata hanno animato la Messa con precisione ritmica, intonazione stabile, coesione ed armonia vocale, ma soprattutto con entusiasmo ed espressività interpretativa.

“Giovani Verso Assisi” – lo ricordiamo – è un  movimento di giovani tra i 17 e i 35 anni, promosso dal Centro Nazionale Unitario di Pastorale Giovanile e Vocazionale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali di Assisi, che da anni organizza corsi di formazione spirituale, per apprendere l’arte del discernimento, ed esperienze di fraternità francescana, per uscire dal guscio, buttarsi nella mischia e creare legami veri.

Padre Gennaro Becchimanzi, che li ha magistralmente diretti con la sua vivacità, simpatia e professionalità, ha saputo coinvolgere coro, musicisti e pubblico, alternando intensità e leggerezza e contribuendo in maniera determinante a creare quel clima di condivisione che ha caratterizzato l’intero appuntamento.

La misericordia è l’ingrediente segreto di Dio“: l’omelia del vescovo Gianpiero Palmieri

Il momento conclusivo della giornata è stato affidato alla Santa Messa delle ore 19:00, presieduta dall’arcivescovo Gianpiero Palmieri e concelebrata da altri quattro presbiteri appartenenti all’Ordine dei Frati Minori:  padre Andrea Cannuccia, parroco della comunità Sant’Antonio di Padova; padre Silvano Nicoli, responsabile della Comunità Religiosa dei Sacramentini presente in San Benedetto del Tronto; padre Nazzareno Rapetta e padre Carmine Vitali, collaboratori parrocchiali della comunità ospitante.

Nella sua omelia, il vescovo Gianpiero ha richiamato con forza il carattere comunitario della vita cristiana, opponendosi ad ogni deriva individualistica: “Il Signore non ci salva mai da soli. Il nostro essere discepoli è sempre nella Chiesa e per la Chiesa. Con il Battesimo, Egli ci inserisce in un Corpo, il Suo Corpo Risorto, il Popolo di Dio, il Tempio dello Spirito Santo. Il Signore non sa che farsene delle nostre tendenze centrifughe, atte a cercare di trovare soltanto il nostro posto nel mondo. Al contrario, fa di tutto per metterci insieme agli altri“.

Mons. Palmieri ha poi sottolineato che le relazioni più faticose sono quelle più utili, perché diventano luogo di crescita spirituale: “Il Signore, infatti, sa che tutto questo sarà la nostra salvezza. Sarà quella bella e profonda ‘recuperazione’ di cui abbiamo profondamente bisogno”.

Richiamando il cammino di Gesù verso Gerusalemme, il vescovo Gianpiero ha evidenziato come ogni cristiano sia responsabile del proprio fratello, ma di una responsabilità che può essere esercitata autenticamente soltanto nell’amore:

“La correzione fraterna deve essere esercitata con carità e pazienza, evitando giudizi rigidi o esclusioni. Anche quando la comunità arriva a considerare qualcuno come un pagano o un pubblicano, lo stile deve essere quello di Gesù, che non ha mai escluso nessuno. In quest’ottica anche la correzione è permessa, ma quella fraterna, quella cristiana, che non nasce dal desiderio di prevalere sull’altro, ma dalla volontà di ‘guadagnare il fratello'”.

In questo senso, non è possibile essere indifferenti alla vita dell’altro, ma essere custodi gli uni degli altri significa avere il coraggio della verità senza giudizio, della correzione senza umiliazione, della vicinanza senza imposizione. Le parole di San Paolo – «Non siate debitori di nulla a nessuno, se non dell’amore vicendevole» – hanno offerto quasi una sintesi dell’intera giornata.

Da qui il discorso sulla misericordia, definita “l’ingrediente segreto di Dio, con cui Dio costruisce il mondo e con cui costruisce la Chiesa”.

La comunità cristiana – ha avvertito mons. Palmieri – non deve aspirare a una perfezione rigida: le fragilità e i limiti sono parte del cammino e impediscono di trasformare la Chiesa in un ‘club dei perfetti’. Il Signore non ci vuole perfetti e quindi non ci permette di essere perfetti; il Signore ci permette di essere umani“.

Il vescovo Gianpiero ha quindi concluso la sua omelia, citando l’esempio di Francesco e sottolineando come la Chiesa cresca attraverso la comunione e la capacità di sostenersi reciprocamente. Tutti, infatti, siamo chiamati a maturare insieme nella fede.

“La cultura acquista forza quando riesce a generare relazioni”: la soddisfazione degli organizzatori

Grande la soddisfazione degli organizzatori, che hanno assistito ai vari momenti della tappa sambenedettese e che hanno registrato una presenza massiccia e costante di pubblico durante l’intero arco della giornata.

Oltre al direttore artistico della rassegna Davide Massacci, per Endeca | Agitatore Culturale ETS sono intervenuti la presidente Rosalba Rossi e Franco Mercuri, i quali hanno ripercorso il significato della rassegna: creare occasioni nelle quali le diverse forme espressive possano uscire dai rispettivi confini e concorrere alla costruzione di un unico racconto, facendo della cultura uno spazio di relazione, partecipazione e crescita collettiva.

“È proprio questa la direzione che Endeca | Agitatore Culturale ETS ha voluto imprimere alla rassegna – dichiara la presidente -: non una semplice successione di eventi, ma un percorso capace di creare connessioni tra artisti, luoghi, comunità e sensibilità differenti, nella convinzione che la cultura acquisti forza quando riesce a generare relazioni“.

Si chiude così l’edizione 2026 di Note su Tela, che, attraverso le diverse tappe della rassegna, ha confermato la volontà di Endeca | Agitatore Culturale ETS di essere non soltanto organizzatore di eventi, ma elemento propulsivo e connettivo, capace di mettere in rete persone, esperienze, istituzioni e linguaggi.
E forse proprio le immagini della chiesa gremita, del coro, dell’arte condivisa e delle tante persone che hanno partecipato dall’inizio alla fine raccontano meglio di ogni altra cosa il risultato raggiunto: una comunità che, almeno per un giorno, attraverso l’arte, la musica e il messaggio francescano, si è ritrovata insieme.

Foto di Emanuele Santori e Carletta Di Blasio