SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La recente tragedia familiare avvenuta a Roma, dove una bambina di cinque anni è stata trovata morta insieme ai genitori, ha riportato drammaticamente l’attenzione anche sul tema della solitudine che vivono tante famiglie che ogni giorno, anche nel nostro territorio, vivono la complessità di bisogni legata alla malattia del proprio figlio. Una vicenda ancora al vaglio degli investigatori, nella quale tra gli elementi raccolti figurano anche alcuni messaggi che sembrerebbero raccontare una situazione di profonda difficoltà e solitudine.
Una tragedia che, senza stabilire facili collegamenti, invita però a interrogarsi sulla condizione di tante famiglie che ogni giorno affrontano situazioni di estrema fragilità.
È proprio dalla consapevolezza che nessuna famiglia dovrebbe sentirsi sola davanti alla malattia di un figlio, che nasce a San Benedetto del Tronto “ComCura”.
«I bisogni generano sogni»: da questa convinzione, maturata attraverso esperienze personali, formative e professionali nel campo delle cure palliative pediatriche, un gruppo di professionisti dell’ambito sanitario e sociale del nostro territorio ha dato vita a questa Organizzazione di Volontariato.
Le cure palliative pediatriche rappresentano una presa in carico globale del bambino e della sua famiglia, con l’obiettivo di garantire la migliore qualità di vita possibile. Anche quando la guarigione dalla malattia non è possibile, infatti, la cura della persona resta sempre possibile.
«La malattia complessa di un bambino coinvolge e sconvolge l’intera famiglia – spiega la dottoressa Barbara Perrone, presidente di ComCura -. Per questo non è sufficiente una risposta esclusivamente sanitaria. Servono ascolto, vicinanza, sostegno e una rete capace di accompagnare la famiglia nel tempo e in ogni aspetto della loro vita».
Da qui il nome ComCura, Comunità che Cura: perché la fragilità di un bambino non può essere considerata una questione privata, ma interpella l’intera comunità.
L’associazione, iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, intende offrire gratuitamente il proprio sostegno alle famiglie, portando cura e sollievo anche a casa e nei luoghi di vita del bambino. L’obiettivo è costruire le risposte a partire dai bisogni concreti di ogni nucleo familiare e, nello stesso tempo, dare voce ai bambini più fragili e alle loro famiglie, promuovendo conoscenza, accoglienza e inclusione.
In queste settimane sono entrate a far parte di ComCura anche le prime famiglie. L’associazione vuole essere infatti non soltanto un luogo dove ricevere aiuto, ma anche uno spazio di condivisione, nel quale incontrarsi, raccontare le proprie esperienze e diventare protagonisti di nuovi progetti di cura.
«Una famiglia che vive la complessità della malattia del proprio figlio – aggiunge la Perrone – non deve trovarsi ad affrontare tutto da sola. Chiedere aiuto non è una debolezza: è permettere alla comunità di esercitare concretamente la propria responsabilità».
La Legge 38/2010, riconoscendo il diritto alle cure palliative e la loro specificità pediatrica, indica proprio nella collaborazione tra istituzioni, sistema socio-sanitario e Terzo Settore la strada per garantire una risposta adeguata.
ComCura nasce in questo spirito di responsabilità condivisa, con una convinzione semplice e profonda: quando una famiglia è fragile, la comunità è chiamata a diventare parte della cura.
Per informazioni è possibile contattare ComCura all’indirizzo comcura@pec.it o al numero 347 7687667, oppure attraverso i suoi canali social.
Perché i bisogni generano sogni. E i sogni, insieme, possono diventare cura.

