SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Oltre 700 presenze complessive e un pubblico sempre più numeroso e attento. Si chiude con il tutto esaurito la terza edizione degli “Aperitivi di Mare e di Scienza”, la rassegna promossa dai Promotori del Parco Marino del Piceno ODV con l’obiettivo di avvicinare cittadini e turisti alla conoscenza del mare, dei suoi ecosistemi e delle opportunità che la loro tutela può offrire al territorio.
A chiudere il ciclo di incontri è stato Carlo Franzosini, biologo dell’Area Marina Protetta di Miramare, che ha portato sul territorio un’esperienza particolarmente significativa per il Piceno: quella di una piccola area marina protetta a ridosso di una grande città come Trieste, diventata negli anni un esempio concreto di come la protezione degli ecosistemi possa produrre benefici non soltanto ambientali, ma anche economici e occupazionali.
Nel suo intervento, Franzosini ha illustrato gli effetti positivi della tutela anche sulla pesca, attraverso il miglioramento della quantità e della qualità del pescato. Un’esperienza che, secondo i promotori, racchiude il senso dell’intera rassegna: la protezione del mare non deve essere considerata un vincolo imposto al territorio, ma un investimento sul suo futuro.
Una rassegna in crescita
I numeri della terza edizione confermano la crescita dell’iniziativa. Più di 700 persone hanno partecipato complessivamente agli appuntamenti, seguendo incontri dedicati alla biodiversità, agli habitat marini e costieri, alla pesca e alle esperienze concrete di tutela già realizzate in altre parti d’Italia.
A comporre il pubblico sono stati cittadini del territorio e numerosi turisti, a testimonianza di un interesse crescente verso i temi della sostenibilità e della salvaguardia dell’ambiente marino.
«Siamo particolarmente orgogliosi di avere contribuito, anche quest’anno, a disseminare conoscenza», sottolineano i Promotori del Parco Marino del Piceno, ricordando il contributo di docenti universitari, ricercatori, biologi ed esperti che hanno saputo rendere accessibili al grande pubblico temi scientifici spesso complessi.
Una scelta che quest’anno si è arricchita di un ulteriore elemento: la presenza di tre responsabili di aree marine protette italiane. Non soltanto, dunque, ricerca e divulgazione scientifica, ma anche esperienze concrete di territori nei quali la protezione degli habitat marini ha dimostrato di poter convivere con le attività economiche e, in alcuni casi, di favorire pesca, turismo e occupazione.
«Serve una comunità consapevole»
Resta, per gli organizzatori, un elemento di criticità: la scarsa presenza dei decisori politici e istituzionali agli incontri. Un’assenza considerata significativa proprio perché saranno le istituzioni, nei prossimi anni, a dover assumere decisioni strategiche sul futuro del mare e, di conseguenza, su una parte importante dell’economia del territorio.
«Siamo convinti – spiegano i promotori – che il cambiamento passi innanzitutto dalla conoscenza. Una comunità più informata e consapevole è anche una comunità più capace di scegliere il proprio futuro».
E la direzione indicata dalla ricerca scientifica, aggiungono, è sempre più chiara: per restituire vita al mare occorre proteggere gli habitat, preservando anche piccoli tratti nei quali la natura possa rigenerarsi e dai quali la ricchezza biologica possa tornare a diffondersi nelle aree circostanti.
Da qui l’immagine scelta dall’associazione: quella di una “banca della biodiversità”. Proteggere alcuni tratti di mare significa, in questa prospettiva, costruire un capitale naturale in grado di produrre benefici nel tempo per l’ambiente, per la pesca, per il turismo e per le generazioni future.
Il grazie ai volontari, ai pescatori e alle imprese del territorio
Il successo della rassegna è stato reso possibile anche dal lavoro dei volontari e delle volontarie dei Promotori del Parco Marino del Piceno, ai quali l’associazione rivolge il primo ringraziamento, insieme alle centinaia di persone che hanno partecipato agli appuntamenti.
Un riconoscimento va inoltre alle strutture ricettive che hanno sostenuto economicamente l’iniziativa, credendo in un progetto che punta a fare della tutela dell’ambiente marino anche un elemento di qualificazione dell’offerta turistica del Piceno.
«La domanda turistica è sempre più orientata verso un turismo sostenibile, consapevole e legato alla qualità del territorio», sottolineano i promotori.
Importante anche il contributo dei pescatori della piccola pesca, che hanno partecipato alla preparazione degli aperitivi mettendo a disposizione il proprio pescato. Un modo per raccontare il rapporto con il mare attraverso il lavoro quotidiano, l’esperienza e la conoscenza maturata sul campo.
Infine, il ringraziamento alle cantine biologiche del territorio, che hanno accompagnato gli incontri con i propri vini. Anche la loro esperienza, secondo l’associazione, offre una chiave di lettura utile per il percorso che si intende avviare sul mare: scelte che in passato potevano apparire difficili e coraggiose, come la rinuncia all’uso sistematico della chimica e l’investimento sulla qualità, hanno dimostrato nel tempo che tutela dell’ambiente e valore economico possono procedere insieme.
È proprio questo, secondo i Promotori del Parco Marino del Piceno, il filo conduttore delle tre edizioni degli “Aperitivi di Mare e di Scienza”: conoscenza, tutela e sviluppo non sono necessariamente in contraddizione.
Dopo tre edizioni e un pubblico in costante crescita, l’associazione rilancia quindi la propria convinzione: il Piceno è pronto a confrontarsi con una scelta strategica sul futuro del proprio mare.
«Proteggere una parte del nostro mare – concludono i promotori – non significa sottrarla alla comunità. Significa restituirle un mare più vivo, più ricco e capace di avere un futuro».
