ARQUATA DEL TRONTO – Dopo dieci anni dal terremoto del 2016, per Arquata del Tronto arriva un passaggio atteso da tempo: sono stati consegnati i lavori per la stabilizzazione e il sostegno del centro storico del capoluogo. Un intervento strategico, considerato indispensabile per poter procedere successivamente alla ricostruzione degli edifici pubblici e privati dell’antico incasato.
L’opera ha un valore complessivo di 71 milioni di euro, di cui circa 50 milioni destinati ai lavori. Si tratta di uno degli interventi più complessi dal punto di vista geotecnico e ingegneristico tra quelli previsti nell’ambito della ricostruzione post-sisma dell’Appennino centrale.
Il progetto è stato redatto dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione delle Marche, con il supporto tecnico-scientifico di Eucentre, centro di competenza del Dipartimento della Protezione Civile, e la collaborazione di Tecno Art, Università di Pavia, Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Università Politecnica delle Marche e Scuola Universitaria di Pavia.
La consegna del cantiere arriva dopo la conclusione, il 19 agosto scorso, dell’ultimo tavolo tecnico dedicato alla verifica del progetto esecutivo. Le soluzioni individuate sono state giudicate compatibili con gli obiettivi dell’intervento e, completate le ultime integrazioni sul piano documentale, economico e della sicurezza, il progetto può ora entrare nella fase operativa.
Il cantiere parte a settembre
Le prime attività prenderanno concretamente il via nei primi giorni di settembre. Inizialmente saranno impiegate circa 20 maestranze, con un progressivo aumento delle lavorazioni e del personale fino ad arrivare a circa 60 addetti e a più attività svolte contemporaneamente.
Fin dalle prime settimane saranno trasferite ad Arquata anche macchine perforatrici altamente specialistiche. Le prime opere riguarderanno il consolidamento della strada provinciale e della viabilità di accesso al capoluogo, attraverso la realizzazione di micropali verticali e inclinati.
Parallelamente partirà la costruzione di due grandi pozzi sotterranei in cemento armato, ciascuno con un diametro di circa otto metri. Da queste strutture si svilupperà un articolato sistema di 328 tiranti attivi permanenti, per una lunghezza complessiva di 12.970 metri, destinato a consolidare in profondità la collina sulla quale sorge il borgo.
Una volta completate le principali opere geotecniche, sarà possibile passare alla ricostruzione dei terrazzamenti, dei muri di sostegno e delle platee di fondazione degli edifici pubblici e privati.
Un borgo più sicuro e sostenibile
Il progetto non si limita al consolidamento del terreno. Tra gli elementi più innovativi è previsto anche un sistema di isolamento sismico dell’intero abitato, studiato per aumentare sensibilmente il livello di protezione del nuovo centro storico.
Grande attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità e all’efficienza energetica. Il nuovo borgo sarà alimentato attraverso sorgenti energetiche centralizzate, con l’obiettivo di contenere i consumi, migliorare l’efficienza degli impianti e garantire un elevato livello di comfort ambientale.
L’intervento comprende inoltre la realizzazione e il rifacimento delle strade e delle reti fognarie, idriche ed elettriche. Saranno realizzati anche cunicoli tecnologici ispezionabili per ospitare i sottoservizi, facilitando le future operazioni di manutenzione senza dover intervenire direttamente sugli spazi urbani.
Castelli: “Un’opera che rende possibile la ricostruzione”
Per il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, la consegna dei lavori rappresenta “uno dei momenti più importanti nel percorso di rinascita di Arquata del Tronto”.
Non si tratta, secondo Castelli, soltanto di un’opera di consolidamento, ma della realizzazione dell’infrastruttura che consentirà materialmente di ricostruire il capoluogo. La particolare complessità geologica e strutturale di Arquata ha richiesto soluzioni tecnologiche e ingegneristiche di alto livello.
“Entriamo finalmente nella fase del cantiere – sottolinea Castelli – con un programma preciso e con lavorazioni destinate a crescere rapidamente nelle prossime settimane”. L’obiettivo, aggiunge, è ricostruire un borgo capace di conservare la propria identità e la configurazione storica, ma con livelli di sicurezza, sostenibilità ed efficienza superiori rispetto al passato.
Acquaroli: “Un passaggio fondamentale per la rinascita”
Anche il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli definisce la consegna dei lavori un passaggio fondamentale per la rinascita di uno dei luoghi simbolo del terremoto del 2016.
“Dopo un percorso lungo e tecnicamente molto complesso, oggi entriamo finalmente nella fase operativa di un intervento propedeutico alla ricostruzione dell’antico incasato e, quindi, al ritorno della comunità nel suo capoluogo”, afferma Acquaroli.
Il presidente regionale evidenzia inoltre il lavoro svolto dalla Regione attraverso l’USR, insieme alla Struttura commissariale, al Comune e agli organismi tecnici e scientifici coinvolti. “Vedere partire concretamente questi lavori significa trasformare anni di progettazione, procedure e impegno in cantieri e opere reali”, aggiunge.
Franchi: Finalmente la ricostruzione diventa concreta
Per il sindaco di Arquata del Tronto Michele Franchi, quella di oggi è una giornata particolarmente significativa per la comunità.
“Finalmente tocchiamo con mano la ricostruzione del borgo di Arquata”, afferma il primo cittadino, ricordando come nei giorni del decennale del sisma fosse stata ribadita la necessità di trasformare progettazione, procedure e atti amministrativi in cantieri e opere concrete.
Dopo la messa in possesso delle aree e il lavoro preparatorio svolto negli ultimi mesi, con la consegna dei lavori prende dunque ufficialmente il via il cantiere per la ricostruzione del centro storico.
“Quello di oggi non è un punto di arrivo, ma un nuovo punto di partenza”, sottolinea Franchi, ringraziando la Struttura commissariale, l’USR, il Comune, i tecnici, le imprese e tutte le istituzioni coinvolte.
Il primo passo verso la ricostruzione del borgo
Le opere di stabilizzazione rappresentano quindi il presupposto tecnico per la ricostruzione vera e propria dell’intero centro storico di Arquata capoluogo. Una volta completata questa fase, sarà possibile intervenire sugli edifici e sugli spazi urbani, puntando a restituire al paese la sua configurazione storica.
L’obiettivo finale è quello di ricostruire Arquata preservandone l’identità, ma rendendola al tempo stesso più sicura, efficiente e resiliente.
Dopo anni segnati dalla progettazione, dalle procedure e dalle difficoltà tecniche legate alla particolare conformazione del territorio, il passaggio dalla carta al cantiere segna dunque una svolta concreta. Per gli arquatani, è il primo passo visibile verso la restituzione del cuore del proprio paese.
