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Rotella in festa per Santa Viviana, il programma. Don Vittorio: “Teniamo tanto alle nostre radici. Tutti invitati”

ROTELLA – Più antica di cento anni, il 29 e il 30 agosto 2026 si terrà la tradizionale e storica festa patronale di Santa Viviana a Rotella, grazioso piccolo comune di circa 800 abitanti, situato proprio sotto il Monte dell’Ascensione, all’incrocio tra il torrente Tesino – che sfocia a Grottammare, – e il torrente Oste.

Rotella è una caratteristica meta per il trekking montano, ricca di cultura, storia e arte.

Ma perché si festeggia Santa Viviana? Qual è la storia di questa festa?

A Rotella è molto venerato anche San Lorenzo Martire. Ci poniamo quindi tante domande e le rivolgiamo al parroco, don Vittorio Cinti.

Da quanto tempo è parroco a Rotella, don Vittorio?

«Sono parroco a Rotella dal 2021; inoltre ho altri incarichi nell’ambito giudiziario».

Voi festeggiate anche San Lorenzo oppure solo Santa Viviana?

«Noi festeggiamo anche San Lorenzo, il 10 agosto, ma la patrona è considerata Santa Viviana, che ha una storia singolare. La popolazione ci tiene molto. Anche se siamo una piccola realtà, teniamo tanto alle nostre radici e Rotella è ricca di fede e devozione».

La storia affonda le sue radici nel lontano 1844, quando viene rinvenuto il corpo della Santa martire Viviana, martirizzata tra il 361 e il 363 d.C., durante le persecuzioni dell’imperatore Flavio Claudio Giuliano. Ciò avviene nel Caposanto di Santa Ciriaca, presso la Basilica di San Lorenzo al Verano, a Roma.

Un prete sagrestano della Basilica di Santa Maria Maggiore, originario di Rotella, monsignor Ariodante Ciccolini, assiste al ritrovamento e ne rimane fortemente colpito.

Si rivolge allora al cardinale Costantino Patrizi per richiedere la custodia delle spoglie della Santa e portarle al suo paese d’origine, Rotella. Nel 1850 riesce nel suo intento e ottiene la Reliquia, che sistema, a proprie spese, in un prezioso reliquiario.

Il suo iniziale intento è quello di donare il «Corpo Santo» alla chiesa di Santa Maria delle Icone di Rotella, che già in precedenza aveva arricchito con tanti oggetti sacri e reliquie.

Solennemente, seguendo una pratica diffusa da Pio IX nel XIX secolo, che concedeva la diffusione dei Corpi Santi nei borghi che ne avessero fatto richiesta per alimentare e accrescere il culto, la Reliquia di Santa Viviana arriva in paese.

Era il 1851. Il sacro corteo, durante il tragitto, si ferma per una sosta che serve a ricompattare la processione, la quale si snoderà poi fino al centro storico. Il luogo della sosta è la contrada San Lorenzo, dove, a memoria dell’evento, viene eretta una piccola edicola commemorativa.

Santa Viviana verrà esposta con tutti gli onori per un’intera settimana nella collegiata di Santa Maria e Lorenzo.

Guardate come ricorre il nome «Lorenzo» in abbinamento con Santa Viviana: la Santa era stata ritrovata a Roma, nella Basilica di San Lorenzo al Verano; veniva richiesta da un borgo che già aveva come patrono San Lorenzo Martire; la prima tappa del suo arrivo è proprio la contrada San Lorenzo e, infine, la chiesa collegiata di Santa Maria e Lorenzo.

Ad ogni buon conto, la sede definitiva, quella in cui si trova ancora oggi, dovrebbe essere la chiesa di Santa Viviana, precedentemente conosciuta con i titoli di «Chiesa delle Icone» o di «Santa Maria a piè di Monte».

«Tuttavia – ci spiega don Vittorio durante la nostra gradevole conversazione – purtroppo la chiesa di Santa Maria delle Icone risulta inagibile a causa del terremoto del 2016, anche se sono in corso i lavori. Pertanto, per causa di forza maggiore, le spoglie di Santa Viviana sono state traslate presso la Chiesa di San Lorenzo».

Come si presentano le spoglie, don Vittorio?

«Sotto l’Altare Maggiore di questa chiesa vi è un’urna di legno e vetro con l’immagine della fanciulla Viviana, ricoperta di cera. All’interno vi sono reliquie ex ossibus, così come dentro una scatolina, abbinata da sempre al Corpo Santo. Non sappiamo perché siano conservate separatamente».

Ma chi era Santa Viviana?

Anticamente il suo nome era «Santa Bibiana», nobile e martire dei primi secoli del cristianesimo, vissuta a Roma nel IV secolo d.C.

Esiste una Passio che ci racconta la sua storia e ci dice che nacque a Roma nel 347, in una famiglia patrizia molto benestante. Il padre si chiamava Flaviano e la madre Demetria. Tutta la famiglia fu sterminata a causa della fede cristiana.

Bibiana fu legata a una colonna e flagellata a morte con verghe e corde piombate nel 362 o 363 d.C.

Le notizie si desumono dalla Passio Bibianae, un testo del VI-VII secolo di natura leggendaria.

Ad ogni buon conto, dal XIX secolo, cioè da quando quel monsignore, oriundo di Force, donò la reliquia al paese, la popolazione ha adottato con tanta fede e devozione la propria protettrice.

Pochi anni dopo, durante l’epidemia di colera del 1855, la popolazione promosse tridui di preghiera con tanto fervore da ritenere di essere scampata al contagio grazie alla protezione della Santa.

Il ricco programma religioso è affiancato da un programma civile, nel quale a farla da padrona è la Sagra della Polenta, motivo di aggregazione popolare e caratteristica del borgo montano.

Alle celebrazioni partecipa sempre il sindaco Giovanni Borraccini.

I festeggiamenti culmineranno il 30 agosto con la Santa Messa e la processione, presiedute dal Vescovo della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, Gianpiero Palmieri, alle ore 17.

I festeggiamenti inizieranno però già il 29 agosto. Alle ore 17 sono previste le «Dimostrazioni cinofile e percorsi di abilità e soccorso dei nostri amici cagnolini». Alle ore 18, con «Musica d’aMare», si terrà una conversazione teatrale.

Alle ore 19 verrà aperto lo stand gastronomico, con specialità locali caratteristiche del territorio; alle ore 21 ci sarà invece la «Musica d’autore».

Il 30 agosto, come dicevamo, alle ore 17 si terrà la Celebrazione Eucaristica con il Vescovo Gianpiero Palmieri; alle ore 19 è prevista nuovamente l’apertura degli stand gastronomici con le specialità locali e, alle ore 21, la musica di «Daniele si nasce Tour».

Una due giorni all’insegna della fede, ma anche della socialità e della condivisione: così una piccola comunità come Rotella si raccoglie intorno alla sua Santa Patrona con devozione.

Grazie, don Vittorio. Le tradizioni e la fede popolare sono importanti: creano «famiglia».

Ringraziamo sentitamente la collaboratrice parrocchiale, signora Carla Villi, che ha integrato il nostro articolo fornendoci le belle fotografie dell’edizione scorsa della festa di Santa Viviana e di quella di due anni fa, oltre alla suggestiva immagine della Reliquia di Santa Viviana.