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Ripatransone, Mario Vespasiani presenta: “Indipendenti, Ribelli e Mistici”

RIPATRANSONE – Apre oggi, mercoledì 12 agosto alle ore 19, presso lo Studio d’Arte di Mario Vespasiani a Ripatransone, la sesta edizione di “Indipendenti, Ribelli e Mistici”, rassegna culturale nata con l’obiettivo di creare un luogo libero di confronto tra persone, idee e differenti discipline della conoscenza.

Ideata dalla musa Mara e dall’artista Mario Vespasiani, la rassegna si è affermata negli anni come una delle esperienze culturali più originali del panorama italiano, distinguendosi per la capacità di superare i consueti confini del dialogo e mettere in relazione personalità, studiosi, artisti e protagonisti del pensiero contemporaneo, accomunati dalla volontà di interrogarsi sul presente attraverso prospettive non convenzionali.

Il nome stesso della rassegna — “Indipendenti, Ribelli e Mistici” — racchiude una precisa idea di cultura: indipendente dai percorsi prestabiliti, ribelle nei confronti dell’omologazione del pensiero e mistica nella capacità di cercare, anche attraverso la conoscenza, ciò che va oltre la superficie delle cose.

In un’epoca nella quale il dibattito culturale tende spesso a essere confinato all’interno di ambiti specialistici e di circuiti già consolidati, “Indipendenti, Ribelli e Mistici” sceglie invece la strada dell’eterogeneità, dell’incontro e della curiosità.

Negli anni la rassegna ha accolto autori e personalità capaci di offrire chiavi di lettura originali su temi che riguardano l’uomo, la società, la cultura, la scienza, l’arte, la spiritualità e il modo stesso in cui interpretiamo la realtà. Il suo valore risiede proprio nella capacità di mettere in relazione mondi apparentemente lontani, creando occasioni nelle quali il pubblico non è semplicemente spettatore, ma parte di un autentico processo di conoscenza e confronto.

La scelta di ospitare gli incontri all’interno dello spazio creativo di Mario Vespasiani contribuisce ulteriormente a definire l’identità della rassegna. Lo studio non è soltanto un luogo dedicato alla produzione artistica, ma diventa uno spazio di incontro, ascolto e circolazione delle idee: un luogo nel quale l’arte si apre alla cultura e la cultura torna a essere esperienza condivisa.

In questo senso, l’iniziativa ideata e promossa da Mario Vespasiani con Mara avvalora la sua attività di artista, trasformandolo in un vero e proprio attrattore di menti creative e personalità del pensiero, capace di favorire incontri e relazioni che contribuiscono a rafforzare il tessuto culturale e sociale del territorio. Una vocazione che si accompagna anche alla sua attività di intervistatore, attraverso la quale ha incontrato numerosi protagonisti della cultura italiana.

Ad aprire oggi la sesta edizione, sarà il dottor Michel Mallard, medico-chirurgo olistico, già apprezzato protagonista della scorsa edizione e nuovamente ospite della rassegna con una riflessione dal titolo “Cosa fa davvero la differenza nella cura del paziente?”

Una domanda apparentemente semplice che apre, in realtà, una riflessione molto ampia sul significato stesso della parola cura.

Il titolo mette al centro innanzitutto il paziente, inteso nella sua globalità, indipendentemente dalla problematica di salute, dall’acuto al cronico, dalla testa ai piedi. Ma pone al centro anche la cura, intesa non soltanto come intervento terapeutico, bensì come presa in carico della persona con l’obiettivo di guarire, migliorare o accompagnare la sua situazione clinica dopo un’accurata diagnosi olistica.

Chi sono, allora, le persone che realmente partecipano alla cura?

Non soltanto il medico, ma tutti coloro che compiono un’azione per aiutare il paziente nel proprio percorso: dal medico di medicina generale al chirurgo, dall’infermiere al fisioterapista, dallo psicologo allo psichiatra, dal nutrizionista al farmacista, dall’OSS al tecnico radiologico, fino al personale di accoglienza e, naturalmente, alla famiglia e a tutte le persone che accompagnano quotidianamente il paziente.

Ma c’è un protagonista che non può essere dimenticato: il paziente stesso.

È infatti la persona malata il primo attore del proprio percorso di cura e guarigione, secondo quella saggezza popolare sintetizzata dal proverbio “Aiutati che il ciel ti aiuta”.

Da qui nasce il tema centrale dell’intervento del dottor Mallard: la qualità della relazione tra il paziente e chi si prende cura di lui. Una relazione che può diventare parte integrante del percorso terapeutico e che pone interrogativi fondamentali sul rapporto tra competenza professionale, ascolto, empatia, fiducia, comunicazione e responsabilità.

Mallard accompagnerà questa riflessione attraverso una significativa sorgente bibliografica internazionale, mettendo in evidenza ciò che può realmente “fare la differenza” nella cura, in una prospettiva che trova un riferimento già nelle parole pronunciate oltre un secolo fa da William Osler, considerato uno dei padri della medicina moderna: “The good physician treats the disease; the great physician treats the patient who has the disease”.

Una frase che conserva ancora oggi una straordinaria attualità e che sintetizza perfettamente la domanda da cui prende avvio l’appuntamento inaugurale della sesta edizione.

È proprio questo il tratto distintivo di “Indipendenti, Ribelli e Mistici”: non proporre semplicemente conferenze o presentazioni, ma creare occasioni nelle quali le persone siano chiamate a mettersi in discussione.

La rassegna non cerca necessariamente risposte definitive. Cerca piuttosto interlocutori capaci di porre domande urgenti, aprire prospettive e generare un confronto autentico.

Uno dei suoi meriti, arrivata alla sesta edizione, è stato anche quello di aver dimostrato come sia possibile edificare cultura fuori dai grandi centri, portando nelle Marche, a Ripatransone, personalità e argomenti che appartengono al più ampio dibattito contemporaneo.

È una forma di promozione culturale che non punta sull’omogeneità, ma sulla particolarità; non sulla semplice ripetizione di dati acquisiti, ma sulla possibilità di far dialogare esperienze diverse.

Ed è proprio questa vocazione all’incontro, alla ricerca e alla libertà del pensiero a rendere “Indipendenti, Ribelli e Mistici” un appuntamento culturale capace di rinnovarsi nel tempo e di trasformare, ancora una volta, lo studio di un artista in un luogo dove le idee incontrano il mondo.