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Funerale del piccolo Tommaso Moda (2 anni), Don Alfredo Rosati: “Oggi è faticoso dire Amen”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il dolore più grande, la morte di un figlio, peraltro all’alba della sua vita terrena, quel dolore – dicevo – che spezza il fiato e lascia senza parole, ha unito oggi l’intera comunità di Porto d’Ascoli, nel silenzio e nella preghiera. Si è svolto infatti oggi, 11 Agosto 2026, alle ore 16:30, nella chiesa della Santissima Annunziata, il funerale del piccolo Tommaso Moda, di appena due anni, morto dopo aver combattuto per lunghi mesi contro una forma molto aggressiva di leucemia. 
La chiesa, gremita, non è riuscita a contenere la folla commossa di parenti, amici, vicini di casa e semplici cittadini che hanno voluto stringersi attorno a papà Vittorio, che è anche titolare del bar “Antico Caffè”, a mamma Maria Gabriella, ai nonni Luigino, Maria Grazia, Patrizio e Simonetta, e agli zii Mattia, Antonella, Sara, Giulia, Alessandro, Roberto e Marina. Per tale ragione numerose persone hanno atteso sul sagrato, in un silenzio composto, l’arrivo della piccola bara bianca, coperta da un cuscino di candide rose e circondata da palloncini bianchi e cuori azzurri.
La Messa, presieduta dal parroco don Alfredo Rosati, è stata concelebrata da don Giorgio Del Vecchio, assistente ecclesiastico della sottosezione UNITALSI di Ascoli Piceno.

I doni di Tommaso alla comunità

Durante l’omelia, don Alfredo ha ripercorso la storia di fede di Tommaso e dei suoi genitori, presentandola come un cammino che parla all’intera comunità.
Ha ricordato, prima di tutto, come il piccolo abbia attraversato momenti di fragilità e di rinascita, vivendo “un’esperienza di Chiesa non male, quella della famiglia“. “Tommaso, Vittorio e Maria Gabriella hanno fatto famiglia insieme – ha spiegato don Alfredo -: l’hanno fatta prima a casa, poi in ospedale, poi di nuovo a casa, poi in chiesa per il Battesimo, poi di nuovo a casa, in ospedale e infine di nuovo a casa, sempre nella profonda e convinta consapevolezza che Dio abita nella loro vita. Anzi, quando c’è un’esperienza così impegnativa, è ancora più forte il nostro bisogno di sentire la presenza del Signore nella nostra vita. È lì, in quella vita colma di fatiche e speranze, che Tommaso, Vittorio e Maria Gabriella hanno fatto esperienza di Dio“.

Il presbitero poi, rivolgendosi direttamente ai due genitori, ha parlato dei doni che il piccolo Tommaso, in soli due anni, ha portato nella loro vita: “Tommaso vi ha fatto davvero tanti doni. Prima di tutto il dono della pazienza, cioè la capacità di sopportare le sofferenza con docilità. Poi il dono della meraviglia, cioè la capacità di stupirsi, tipica dei bambini e della bambine, delle cose più semplici. Poi il dono delle poche parole che ha imparato, una in particolare, che noi usiamo spesso al termine delle nostre preghiere o durante la Messa: ‘Amen!’.

L’“Amen!” al progetto di Dio

Su questa parola don Alfredo ha indugiato parecchio, sottolineando come il termine risulti particolarmente significativo sia perché il piccolo Tommaso aveva imparato a pronunciarla bene e spesso, sia perché racchiude in sé un grande significato: amen, infatti, è la parola che conferma un messaggio, come a dire ‘Sono d’accordo!’, ‘Ci credo!’.
“Pronunciarla oggi non è semplice – ha continuato il prete -. Anzi direi impossibile, se non abbiamo fede. Tommaso, invece, oggi ci insegna che, se facciamo vincere la fede sulla nostra fragilità,  dire ‘Amen!’ è possibile. E ci insegna che, dicendo ‘Amen!’, noi diciamo ‘Sì!’ al progetto di Dio. Un progetto immenso, infinito, eterno, in cui Dio ha coinvolto ciascuno di noi“.

Don Alfredo ha quindi paragonato il progetto di Dio a un cielo di stelle cadenti: a volte non le vediamo cadere, perché guardiamo altrove, ma la loro presenza rimane. “Il progetto di Dio è qualcosa che ci spinge sempre, qualcosa che non possiamo comprendere, però sappiamo che c’è”, ha detto, invitando a riconoscere la guida discreta e silenziosa di Dio nelle pieghe della vita.

L’ultimo pensiero dell’omelia è stato per i genitori del piccolo Tommaso: “Maria Gabriella e Vittorio sono genitori che credono. Genitori la cui vita è fondata sull’amore e sulla fede. Genitori che hanno vissuto insieme ogni istante, cogliendo anche i piccoli, ma immensi momenti di sollievo tra una fatica e l’altra. Genitori che oggi ci dicono che bisogna scommettere sulla vita, che non bisogna avere paura di essere persone che danno vita e che bisogna restare uniti. Ecco che allora oggi Tommaso ci fa un ultimo dono: ci insegna a restare uniti, anche di fronte alla sofferenza, alla fatica, al dolore, alle difficoltà. Tommaso dice alla nostra comunità che è importante restare uniti, è importante incoraggiarci, è importante sostenerci”.

L’amore autentico non finisce mai

Prima della benedizione finale, i genitori del piccolo Tommaso hanno voluto salutare il loro figliolo con una breve lettera:
“Noi esseri umani pensiamo sempre che il tempo risolva tutto. Crediamo che una vita lunga corrisponda ad una vita completa. Ma tu, Tommaso, nella tua breve permanenza sulla terra, hai trasformato la nostra famiglia. Ci hai arricchito in modi che forse mai riusciremo a descrivere davvero.
Ci mancherai tantissimo e non sappiamo come faremo senza sentire la tua vocina, gli abbracci, il tuo odore, il tuo sorriso. Eppure è falso dire che non ci sarai, perché l’amore autentico non finisce mai. Cambia forma, questo sì. E noi ti ritroveremo ogni giorno in tutte le cose che ci piaceva fare insieme e in ogni posto che ci ha visto sorridere.
Oggi non ti diciamo ‘Addio!’. Ti diciamo ‘Grazie!’. Di averti avuto. Di averci scelto come genitori. Riposa nella pace di Dio, amore nostro. Noi ti penseremo sempre. Ora tocca lasciarti non nel sonno della fine, ma nel riposo dell’infinito. Mamma e papà ti amano tanto!”.

Chiamati a fidarci, anche nel dolore

A seguire, ha preso la parola don Giorgio Del Vecchio, il quale ha ricordato che la famiglia desiderava portare Tommaso a Lourdes lo scorso Luglio, ma il viaggio non è stato possibile. “Nonostante ciò – ha detto -, io e tutto il gruppo di pellegrini abbiamo fatto nostra la vostra preghiera ed abbiamo accompagnato spiritualmente Tommaso come gesto di fede condiviso”.

Il presbitero ha poi aggiunto: “Lourdes ci richiama l’esempio di Bernadette e la preghiera «Sia fatta la tua volontà e non la mia», come gesto di fiducia nel dolore”. Infine ha affidato Tommaso a Dio, ribadendo la speranza cristiana della risurrezione — «Che io possa contemplarti, mio Dio e salvatore mio» — e ha invitato la comunità a restare unita, a sostenersi e consolarsi nella fede, in attesa del giorno in cui «vivere sempre con Lui, con il nostro piccolo fratello Tommaso».

All’uscita della bara dalla chiesa, portata a spalla anche da papà Vittorio, il silenzio è stato rotto da un lungo e caloroso applauso. In cielo sono stati fatti volare decine di palloncini bianchi, accompagnati dalle note di una dolce melodia, come ultimo e delicato saluto al piccolo “grande guerriero” che era Tommaso, come scritto anche nello striscione preparato dagli amici di famiglia. Nella commozione generale, il feretro è stato poi accompagnato al cimitero civico.
Una Messa in suffragio del piccolo Tommaso sarà celebrata, Domenica 23 Agosto, alle ore 19:00, sempre presso la chiesa Santissima Annunziata, a Porto d’Ascoli.