Ringraziamo il diacono Emanuele Imbrescia e il gruppo Fotografare Montemonaco
MONTEMONACO – Si è celebrata ieri, lunedì 10 agosto, nella Chiesa di San Lorenzo di Vallegrascia, la Santa Messa in occasione della memoria liturgica di San Lorenzo martire, presieduta dal Vescovo Gianpiero Palmieri e concelebrata da diversi sacerdoti.
Vescovo Palmieri: «Spostare il baricentro della nostra vita»
Al centro dell’omelia del Vescovo Palmieri è stata la figura di San Lorenzo e, attraverso la sua testimonianza, una domanda rivolta alla comunità: «che cosa ci può dire oggi San Lorenzo?».
Pur vissuto a Roma circa 1.700 anni fa, Lorenzo continua a parlare al presente perché, come ha sottolineato il Vescovo, «abbiamo in comune con lui il desiderio di essere discepoli del Signore». Il suo cammino di fede è stato presentato come un progressivo spostamento del baricentro della vita, dal proprio io agli altri e al Regno di Dio.
«A volte il baricentro della nostra vita è troppo il nostro io», ha osservato il Vescovo. Il cammino cristiano e la maturità umana chiedono invece di imparare a «decentrarci, a essere più occupati degli altri»: la famiglia, la comunità, il bene del proprio paese e, soprattutto, le persone più fragili.
Proprio ai poveri Lorenzo aveva dedicato il proprio servizio di diacono. Il Vescovo ha ricordato l’episodio in cui, chiamato a mostrare i tesori della Chiesa, presentò al governatore di Roma i poveri della città: «Sono questi i tesori della Chiesa. Sono questi poveri che il Signore ha particolarmente a cuore».
Il martirio di Lorenzo è stato quindi letto non come un gesto eroico o individuale, ma come il compimento di una vita donata. «Il martire non fa un gesto egoistico e non è nemmeno un eroe», ha spiegato il Vescovo, sottolineando come anche nel momento della morte Lorenzo abbia continuato a guardare al bene della comunità e dei suoi fratelli.
Nel richiamare le parole di Gesù sulla croce – «Padre, nelle tue mani consegno la mia vita» e «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno» – il Vescovo ha indicato nel martirio una testimonianza della fede nella risurrezione e del perdono.
L’omelia si è conclusa con l’affidamento a San Lorenzo di una richiesta essenziale: «quella di poter diventare discepoli del Signore fino in fondo» e di avere, come lui, «come preoccupazione primaria i poveri, che sono affidati alle cure della comunità cristiana».
Una chiesa dalle radici medievali
La celebrazione si è svolta nella storica Chiesa di San Lorenzo in Vallegrascia, la cui fondazione viene fatta risalire alla seconda metà del XII secolo. L’edificio, realizzato in pietra arenaria, conserva le tracce delle trasformazioni avvenute nel corso dei secoli e importanti testimonianze storico-artistiche, tra cui due lastre di pietra istoriate, scoperte negli anni Trenta del Novecento durante lavori di restauro.
La festa di San Lorenzo è stata così anche un’occasione per riscoprire la storia e le radici spirituali della comunità di Vallegrascia, riunita attorno alla propria chiesa e al santo patrono.
La presenza del Vescovo Palmieri ha dato particolare significato alla celebrazione, vissuta come momento di preghiera e comunione e come invito a rinnovare, nel segno di San Lorenzo, una fede capace di mettere al centro il Signore, la comunità e i poveri.





