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FOTO Ancarano: musica, memoria e gratitudine sotto il cielo di San Simplicio

ANCARANO – La sera è scesa quasi di nascosto, mentre tutti erano in chiesa per celebrare la solennità di San Simplicio. È scesa con quella grazia che hanno i paesi dell’interno, dove il tempo non corre ma accompagna. Quando la maggior parte della comunità si è radunata in piazza Roma, dopo la Messa (leggi qui l’articolo: FOTO Ancarano ha onorato San Simplicio. Vescovo Palmieri: “Il dono di sé rende straordinaria la vita”) era già buio. L’ingresso era adornato di grandi fiori colorati, il municipio era illuminato dalle vive luci del Tricolore, le sedie erano già disposte, i bambini correvano tra le gambe degli adulti e gli anziani si erano seduti un po’ prima, per non perdere nemmeno un attimo di ciò che stava per accadere. I musicisti, con le loro uniformi color ebano, erano illuminati dall’oro lucido dei loro strumenti che riflettevano le luci dei fari. Un tripudio di suoni, luci e colori.

È iniziata così la serata di musica e gratitudine, organizzata dal Comune di Ancarano, lo scorso Mercoledì 29 Luglio 2026, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Simplicio martire. Per l’occasione alle ore 21:00 si è tenuto il concerto dell’Associazione Bandistica di Ancarano, diretta dal M° Francesco Albertini, e la cerimonia di consegna del Premio Giuseppe Flaiani all’equipe medica che opera nell’Area Rossa del Policlinico Bambin Gesù a Roma, capitanata dal dott. Matteo Di Nardo, per la cura e la solerzia mostrata nei confronti della piccola concittadina Camilla. Una serata speciale che ha intrecciato memoria storica, devozione popolare e riconoscenza verso coloro che incarnano, oggi, la cura e la dedizione verso il prossimo.

Presenti numerose autorità religiose, civili e militari: l’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vice presidente della CEI e vescovo delle Diocesi del Piceno; don Gian Luca Pelliccioni, parroco della comunità di Ancarano; il primo cittadino di Ancarano Pietrangelo Panichi e il vice sindaco Simone Marchetti; il primo cittadino di Tortoreto Domenico Piccioni; la vice sindaca di Maltignano Federica Filiaggi, accompagnata dalla moglie del sindaco Claudio Flamini recentemente scomparso; il consigliere comunale Pietro Adriani, in rappresentanza del Comune di Campli; il maresciallo capo Paolo Dorigo, comandante della Stazione dei Carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata; il tenente Filippo Di Natale, comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Nereto; l’istruttrice di Polizia Locale Daniela Tenerelli, insieme al collega Fabio Bizzarri.

Le note che hanno acceso la piazza

La serata, condotta dal giornalista Alex De Palo, si è aperta con tre brani capaci di far vibrare le pietre sotto i piedi: prima Le virtù di Nazareno Allevi, come un omaggio intimo al Maestro cui la serata era dedicata; poi la Sinfonia da Nabucco, tratta dalla celebre opera lirica di Giuseppe Verdi; infine i Carmina Burana, che, con la loro forza primordiale, hanno fatto vibrare la piazza e i cuori del pubblico presente.

La seconda parte del concerto è stata un cammino più leggero, più colorato, più eterogeneo. Si è partiti con la composizione musicale Oregon di Jacob de Haan, prima con il suo tema lento che ha evocato il mistero e l’ignoto del viaggio e poi con i movimenti più dinamici che hanno evocato vari paesaggi sonori. Poi è stata la volta di Spain, scritto dal pianista Chick Corea nel 1973 ed arrangiato per concerto da Paul Murtha, che ha portato un soffio di jazz e libertà. Con Sentimentalmente Ancaranese, fantasia del canzoniere italiano Vinicio Marini, il pubblico ha riconosciuto melodie di casa, sentendosi coinvolto come con il medley dei maggiori successi di Lucio Battisti, che ha fatto cantare anche chi non voleva farsi notare.

Il concerto si è chiuso con un gran finale, toccando le corde più profonde dell’anima con due brani che non sono solo musica, ma anche memoria: La leggenda del Piave e l’Inno di Mameli. Il cuore che batte, gli occhi che brillano, le mani che applaudono.

La gratitudine che è diventata abbraccio

Nel cuore della serata, la musica si è fatta silenzio.
Sul palco è salito il dott. Matteo Di Nardo, chiamato dal sindaco Pietrangelo Panichi, il quale gli ha consegnato la targa del Premio Flaiani. La piazza ha capito che quel momento non era solo una premiazione, ma un abbraccio collettivo a chi si è preso cura della piccola Melissa nei momenti più bui.

Il sindaco Panichi ha parlato con voce ferma, ma attraversata da un’emozione che non si nascondeva:
La testimonianza del bene e della tutela della vita non vive soltanto nel ricordo della storia passata, ma si incarna nell’opera quotidiana di donne e uomini straordinari del nostro tempo”.
E rivolgendosi al medico:
“A Lei, dott. Di Nardo, consegniamo oggi con profondo orgoglio e gratitudine il Premio Flaiani per l’eccezionale umanità, dedizione e professionalità dimostrate in occasione del delicatissimo ricovero della nostra piccola e speciale concittadina, Melissa. La storia di Melissa e l’assistenza che le avete garantito rappresentano un meraviglioso e concreto esempio di inclusione sanitaria, un modello in cui la scienza medica non si scinde mai dall’empatia e dalla dignità della persona. Avete dimostrato nei fatti che al centro di ogni cura deve esserci la vita nella sua interezza. Questo è un principio fondamentale che supera tutto e tutti: supera le difficoltà burocratiche, supera le criticità strutturali e i limiti di qualsiasi sistema, compreso quello sanitario. Grazie, dott. Di Nardo, per aver protetto la vita della nostra piccola Melissa e per aver dato a tutti noi una lezione d’amore e di servizio pubblico che non dimenticheremo”.

La storia della piccola Melissa, custodita con cura e competenza dal personale sanitario dell’Area Rossa del Reparto di Pediatria del Policlicino Bambino Gesù di Roma, è diventata un simbolo: un modo per dire che “la scienza, quando incontra il cuore e il rispetto assoluto per la vita umana, compie il suo miracolo più grande“.

La storia del medico personale di papa Pio VI

La voce di Claudia Iaconi ha permesso di raccontare un’altra storia. Più antica, ma altrettanto radicata. Quella di Giuseppe Flaiani, il chirurgo nato proprio ad Ancarano il 4 Luglio del 1739, terzogenito di una famiglia numerosa e appassionata.

Iaconi ha raccontato come, esattamente un secolo dopo la sua nascita, lo storico ancaranese Francesco Rampini abbia ricostruito tutta la straordinaria vita del celebre medico, di cui la concittadina ha ripercorso brevemente le tappe principali: prima l’albero genealogico e la sua vita privata; poi il suo lavoro a Roma, all’ospedale Santo Spirito, dove fondò un gabinetto anatomico e fu archiatra, cioè medico personale, di papa Pio VI; infine il suo talento, la sua audacia chirurgica, la sua capacità di vedere nella malattia ciò che altri non vedevano. In particolare, Iaconi ha ricordato che fu proprio lui a descrivere per primo l’associazione tra tachicardia e gozzo, anticipando ciò che oggi chiamiamo morbo di Flaiani-Graves-Basedow.

Le parole del sindaco: “la storia che ci tiene insieme”

La serata è stata anche l’occasione pe ricordare il primo cittadino di Maltignano, morto lo scorso 8 Luglio all’età di 56 anni, a causa di una malattia incurabile. A ritirare la targa commemorativa sono state la vice sindaca Federica Filiaggi, e la moglie del defunto sindaco Claudio Flamini.

Nel suo discorso di chiusura il sindaco Panichi ha riportato la comunità alle sue radici, sottolineando quanto la devozione di Ancarano verso San Simplicio sia antica e radicata e quanto la sua figura, insieme a quella del medico Flaiani e del dott. Di Nardo siano esempi di cura e dedizione verso il prossimo.

Quando l’ultimo applauso si è sciolto nell’aria, la piazza non si è svuotata subito. La gente è rimasta a parlare, a sorridere, a ricordare.
La musica aveva fatto il suo lavoro: aveva unito, aveva consolato, aveva raccontato. E Ancarano, sotto il cielo di Luglio, sembrava dire che le sue storie – sia quelle antiche sia quelle di oggi – continuano a camminare insieme, come una banda che non smette mai di suonare la sua melodia più bella, quella che evoca la pace e l’amore.