
“La musica ha la straordinaria capacità di unire voci diverse in un’armonia, dove ciascuna contribuisce con qualcosa di unico all’insieme. In questo senso, il coro diventa simbolo di concordia e cooperazione”.
Lo ha detto Papa Leone XIV nel saluto ai cori di voci bianche di Uganda, Terra Santa e Italia, riuniti ieri al Borgo Laudato si’, a Castel Gandolfo, per l’incontro di preghiera e fraternità “Cantico di pace” con la Andrea Bocelli Foundation. Il Pontefice ha spiegato che quando la musica ci coinvolge in “un’esperienza nuova, qualcosa che era più grande di quello che ciascuno di noi avrebbe potuto creare da solo”, si fa esperienza della bellezza: “Quando ci dirigiamo verso quell’orizzonte, scopriamo non semplicemente qualcosa, ma Qualcuno. Incontriamo Dio, il nostro Creatore”. Leone XIV ha invitato i giovani a “continuare a coltivare i doni che Dio vi ha dato” e a lasciare che li guidino verso di Lui, ricordando: “Il Signore è tutto ciò che cerchiamo nella vita, Colui che solo può dare pace ai nostri cuori inquieti”.