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Venerabile Addolorata Luciani, Vescovo Palmieri: “L’esempio di chi ha scoperto l’amore di Dio”

RIPATRANSONE – «Riprendendo le parole del brano del Vangelo di oggi, scopriamo che è il Signore Gesù il tesoro nascosto, la perla preziosa. Gesù, attraverso le parabole, ci dà le indicazioni da seguire». Con queste parole è iniziata l’omelia di Mons. Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, in occasione della Santa Messa celebrata in memoria della nascita al Cielo della Venerabile suor Addolorata Luciani, domenica 26 luglio alle ore 16.30.

Prima della celebrazione Eucaristica, presieduta da Mons. Palmieri, è stata letta, come da tradizione, la biografia di suor Addolorata, al secolo Maria Luciani, le cui spoglie riposano presso la chiesa del Monastero.

La celebrazione è stata concelebrata da don Nicola Spinozzi, don Silvio Giampieri, don Lorenzo Bruni e padre Pasquale Giamberardini, con il servizio all’altare del diacono Emanuele Imbrescia.

Mons. Palmieri ha proseguito: «Il Regno di Dio lo scopriamo quando comprendiamo Gesù: egli è il Regno di Dio in persona. Quando incontriamo Cristo, sentiamo la nostra vita come un oggetto d’amore da parte sua; questo dono, a nostra volta, deve diventare un’offerta al prossimo. Noi siamo amati dal Signore e, quando scopriamo il suo grande amore per noi, lo riconosciamo come il vero e unico tesoro, come la perla preziosa, e vendiamo tutto ciò che abbiamo per comprare il campo dove è nascosto questo tesoro. Il “tutto” che viene venduto per acquistare il campo è rappresentato dalla radicalità della sequela.

Maria Addolorata è l’esempio di chi ha scoperto l’amore di Dio, quell’amore che ti fa lasciare tutto, senza escludere nulla. Ha vissuto la propria vita all’insegna dell’amore ricevuto e donato e la sua stessa vita, comprese le innumerevoli sofferenze, è stata un dono offerto. La malattia, vissuta nell’amore di Dio, non fa meno male, ma si trasfigura e acquista un senso, uno spessore, un sapore. L’esempio delle persone sante, che tutto hanno dato al Signore e da Lui tutto hanno ricevuto, è il segno più bello della presenza di Dio nel mondo, della sua azione. Questo segno ci è di grande conforto».

L’omelia si è conclusa riprendendo alcuni passaggi del Vangelo: «La rete nella quale finiscono pesci buoni e cattivi è la comunità cristiana; sarà solo il Signore che, alla fine, separerà gli uni dagli altri. In questa rete ci siamo anche noi e, come tutti gli uomini, nessuno escluso, siamo invitati dal Signore alla conversione, a donare tutto per il bene più prezioso, per il vero tesoro, alla sequela di Gesù. Ce lo ripeterà ogni giorno fino alla fine dei tempi. San Paolo ci ricorda che tutti siamo chiamati alla glorificazione: a tutti è offerto l’Amore di Dio».