
Di Riccardo Benotti
Non fuga dal mondo, ma ritorno alle sue radici. Questa mattina Papa Leone XIV ha lasciato Castel Gandolfo per un nuovo pellegrinaggio a sorpresa: prima il santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, sui monti Simbruini, poi il Sacro Speco di San Benedetto a Subiaco. È la stessa via del silenzio percorsa lunedì scorso, quando si era fermato in preghiera sulla tomba di san Benedetto a Montecassino: un segno che la pausa estiva del Pontefice, in programma a Castel Gandolfo fino al 27 luglio, potrebbe riservare altre soste non annunciate. “Qui è così bello che ci fa ricordare quel desiderio nel cuore di tutti noi di cercare Dio, di cercare la santità, di cercare l’aiuto di Dio che non ci abbandona mai”, ha detto il Papa affacciandosi al balcone del santuario di Vallepietra.
(Foto Vatican Media/SIR)
Vallepietra, la preghiera davanti all’affresco
Il santuario della Santissima Trinità, ricavato da una grotta a 1.337 metri di altitudine sotto una rupe del Monte Autore, custodisce un affresco venerato fin dal Medioevo e dedicato alle tre Persone divine. Le sue origini si perdono tra storia e leggenda: c’è chi le lega ad anacoreti orientali saliti su quei monti, chi alla predicazione di san Domenico di Sora, chi al racconto popolare di un aratro caduto in un dirupo e di buoi ritrovati inginocchiati davanti all’immagine della Trinità in una grotta. Ogni anno il luogo richiama pellegrini e devoti da Lazio, Abruzzo e Campania, in un flusso di fede che la tradizione orale – e persino qualche documentario – ha raccontato nel tempo. Davanti a quell’immagine il Papa si è fermato in silenzio, per poi affacciarsi e salutare i fedeli e i religiosi presenti, sorpresi dall’arrivo del Pontefice in un luogo scelto per la sua distanza dai grandi flussi del pellegrinaggio ufficiale. Prima di ripartire ha impartito la benedizione: “Scenda la benedizione di Dio su ognuno di voi, sulle vostre famiglie e su tutti i vostri cari. Vi benedica Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen”. Un gesto breve, quasi domestico, che richiama lo stile con cui il Pontefice aveva già pregato, lunedì 20 luglio, sulla tomba di san Benedetto a Montecassino, affidando al patrono d’Europa “l’implorazione per la pace in quelle regioni del mondo segnate dal sangue e dal conflitto”.
(Foto Vatican Media/SIR)
A Subiaco, tra il Sacro Speco e Santa Scolastica
Da Vallepietra il Papa ha raggiunto il monastero del Sacro Speco di San Benedetto a Subiaco, dove tutto ebbe inizio: qui, in una grotta, il santo di Norcia diede avvio alla propria esperienza monastica prima di fondare Montecassino. Il Pontefice si è fermato in meditazione davanti all’affresco duecentesco di san Francesco e ha baciato il ginocchio della statua di san Benedetto, come vuole la tradizione, recitando il Padre Nostro con i presenti. Salito poi al monastero di Santa Scolastica, ha pranzato con la comunità benedettina e visitato la biblioteca statale, dove è custodito il “De civitate Dei” di sant’Agostino, incunabolo stampato proprio a Subiaco nel 1467; prima di lasciare l’abbazia ha donato un rosario al personale e un calice alla comunità, ricevendo in cambio un volume sui monasteri sublacensi. Ad accompagnare il Pontefice, il fratello John Joseph Prevost. “La comunità benedettina di Subiaco accoglie con gioia e gratitudine la visita di Sua Santità Papa Leone XIV ai Sacri Monasteri, luogo in cui san Benedetto diede inizio al suo cammino spirituale”, dichiara al Sir l’abate ordinario dom Mauro Meacci, secondo cui “la presenza del Santo Padre rinnova il legame tra la Chiesa e il carisma benedettino, richiamando tutti al primato della preghiera, dell’ascolto della Parola e della ricerca della pace”. Un legame che il Papa ha voluto suggellare di proprio pugno sul libro degli ospiti del monastero, in una nota datata nella festa liturgica di santa Maria Maddalena, che ricorre proprio oggi: “Ora et labora… La testimonianza dei monaci benedettini è valida e tanto importante nella Chiesa e nel mondo di oggi. Ringrazio questa comunità per la splendida accoglienza, e vi invito a pregare insieme a tutta la Chiesa per la pace nel mondo”.