
DIOCESI – Quando un Vescovo, come Mons. Palmieri, esercita il suo ministero con libertà evangelica, richiamando la dignità della persona, la giustizia, la pace, l’accoglienza, la responsabilità e la fraternità, è naturale che il suo messaggio non lasci indifferenti.
Può essere accolto con entusiasmo, può suscitare interrogativi, può perfino incontrare resistenze. Fa parte della missione della Chiesa essere segno di contraddizione, come lo è stato Cristo.
Anche l’esposizione di uno striscione polemico e, per di più, anonimo, alla quale sarebbe stato preferibile non attribuire probabilmente un tale spazio mediatico, considerato che non appare chiaro quale sia il reale interesse giornalistico della vicenda (essendo ignoti sia gli autori sia le ragioni del gesto), per quanto possa dispiacere nei toni e nei contenuti, può essere letta come il segno che quella parola ha raggiunto il suo obiettivo: ha toccato le coscienze.
L’indifferenza sarebbe forse più preoccupante del dissenso. Una comunità che discute, si interroga e persino si confronta con forza dimostra che il messaggio ricevuto non è stato ignorato.
Naturalmente, il confronto dovrebbe sempre svolgersi nel rispetto reciproco, evitando che il dissenso degeneri in offesa personale o in delegittimazione.
La Chiesa non teme il dialogo, anzi lo promuove, purché sia animato dalla ricerca sincera della verità e dal riconoscimento della dignità di ogni persona.
Il ministero episcopale non consiste nel rincorrere gli umori del momento o nell’assecondare le opinioni prevalenti.
Al Vescovo è affidato il compito di custodire il Vangelo e di annunciarlo con fedeltà, di essere fedele nel suo insegnamento ai principi della Dottrina Sociale della Chiesa, anche quando comporta incomprensioni o critiche.
Per questo, come comunità diocesana, desideriamo esprimere al nostro Vescovo Gianpiero vicinanza, stima e sostegno, come riconoscimento del servizio che egli svolge a favore dell’intera Chiesa.
Le polemiche passeranno. Ciò che rimarrà sarà la testimonianza di una Chiesa che non rinuncia a parlare alla coscienza degli uomini e delle donne del nostro tempo.
E per buona pace di chi ha scritto lo striscione, ricordiamo che il mandato del Vescovo Gianpiero terminerà fra 15 anni!