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Villa Lempa, Vescovo Gianpiero: “La Madonna del Carmelo ci ricorda che la nostra vita può diventare un giardino”

CIVITELLA DEL TRONTO – Ieri sera, 16 Luglio 2026, la comunità di Villa Lempa, in Civitella del Tronto, si è ritrovata nella chiesa parrocchiale per vivere la giornata più attesa dell’anno, quella dedicata ai festeggiamenti in onore della sua Patrona, la Madonna del Carmelo.

Due i momenti più significativi: la solenne processione delle ore 20:00 per le vie della cittadina abruzzese e la Santa Messa presieduta dall’arcivescovo Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi del Piceno, e concelebrata dal parroco don Stefano Iacono e da don Luigino Scarponi, responsabile del Clero delle Diocesi Picene.

Presenti per l’occasione le maggiori autorità civili e militari: la sindaca Cristina Di Pietro; il vicesindaco Gennarino Di Lorenzo; il maresciallo maggiore Marco Gaspari, comandante della Stazione dei Carabinieri di Civitella del Tronto; il commissario capo Giuseppe Ciprietti, comandante della Polizia Locale della cittadina abruzzese.

La processione: un cammino che unisce

Al calare della sera, alle ore la statua della Madonna del Carmelo ha attraversato le vie del paese tra canti, preghiere e una partecipazione numerosa. Le famiglie, i giovani, le associazioni e le autorità civili e militari hanno accompagnato il corteo, trasformando la processione in un gesto corale di fede e appartenenza.
Dopo il triduo di preparazione avvenuto nei giorni precedenti, ieri i festeggiamenti religiosi sono iniziati durante le prime ore del mattino con la Celebrazione Eucaristica delle ore 8:30 e sono poi entrati nel vivo con la seconda Messa delle ore 11:30, durante la quale è avvenuta la recita della Supplica e l’imposizione (o il rinnovo per chi già lo avesse ricevuto) dello Scapolare del Carmelo.

Il culmine della festa è giunto, però, al calare della sera, alle ore 20:00, quando la statua della Madonna del Carmelo ha attraversato le vie del paese per la tradizionale processione, preceduta da un lungo corteo di fedeli costituito da bambini, giovani, adulti ed anziani, tutti riuniti insieme per pregare il Santo Rosario. Una partecipazione numerosa, composta e profondamente devota, che ha coinvolto molte famiglie della parrocchia e ha trasformato il percorso in un vero abbraccio collettivo.

Guidati da Maria, aurora della redenzione

Durante la celebrazione, il vescovo Palmieri ha offerto un’omelia densa di riferimenti biblici, sottolineando il significato simbolico e spirituale del Monte Carmelo:

“Avere come patrona la Madonna del Carmine, la Madonna del Monte Carmelo, significa entrare in una storia di straordinaria ricchezza. Se un giorno vi capiterà di andare in Terra Santa e visitare il Monte Carmelo, che si staglia sul mare come un giardino di Dio – questo è il suo significato letterale – capirete benissimo perché, da sempre, il Carmelo rappresenti l’immagine della bellezza e della fecondità spirituale e perché i mistici abbiano interpretato Maria come il fiore più bello di questo giardino“.

Richiamando poi la Prima Lettura, mons. Palmieri ha spiegato che il Monte Carmelo sia celebre proprio per la pagina biblica riguardante il profeta Elia, il quale, dopo aver profetizzato anni di siccità, sale sul Monte Carmelo per scrutare l’orizzonte e il mare e vede salire una piccola nuvola, che cresce sempre di più fino a portare finalmente tanta acqua.

L’acqua desiderata, aspettata! – ha detto il vescovo Gianpiero – Quando nel XII secolo alcuni monaci decidono di dar vita a una comunità eremitica sul Monte Carmelo, interpretano con grande ricchezza questo brano. La pioggia è Cristo, la vita nuova che ci raggiunge, colui che ci porta la salvezza. Maria è la nuvola che annuncia questa pioggia, è l’aurora della redenzione“.

Chiamati a desiderare l’incontro con Dio

Ha proseguito il vescovo: “Come Elia, che scruta l’orizzonte e vede salire una piccola nuvola, anche noi siamo chiamati a riconoscere i segni della grazia che cresce lentamente, che porta acqua dopo la siccità, che ridona vita dove c’è aridità“.

Da questa immagine nasce l’invito a vivere la fede come un cammino attivo, un salire la montagna per incontrare il Signore:

Incontrare davvero il Signore implica mettersi in cammino, salire la montagna, desiderare l’incontro. Noi siamo abituati ad un’altra immagine, quella del Signore che ci viene incontro, ma per incontrarlo davvero siamo noi che dobbiamo aprire il nostro cuore, affrontare le difficoltà e lasciarci fecondare dal suo Spirito. Il Signore inventa mille modi per venirci incontro, ma per incontrarlo veramente noi dobbiamo desiderare di incontrarlo, dobbiamo metterci in cammino. Solo allora il nostro giardino fiorirà. Solo allora il Monte Carmelo diverrà una festa. Una festa della vita. Una festa della gioia. La nostra vita può diventare davvero un giardino meraviglioso, può fiorire nuovamente, solo se accogliamo l’acqua viva del Suo Amore“.

Mons. Palmieri ha poi evidenziato come Maria rappresenti la Chiesa e ogni discepolo amato, ricordando che dal fianco aperto di Cristo scaturiscono l’acqua del Battesimo e il sangue dell’Eucaristia e che sulla croce Gesù ci dona lo Spirito Santo, segni che rigenerano i credenti e li costituiscono come popolo di Dio:

Maria, madre del Carmelo, ci ricorda che siamo figli di Dio, rigenerati dal suo Spirito, chiamati a rivestirci di Cristo e a confidare che nulla potrà separarci da Lui. Siamo noi che riceviamo l’acqua viva dello Spirito. Siamo noi che riceviamo il sangue vivo di Cristo. Siamo noi che siamo costituiti come popolo e come sposa di Cristo. Un solo corpo, una sola sposa, un solo popolo. Siamo noi che il Signore feconda continuamente con la potenza della Sua Parola, con la potenza del Suo Spirito”.

Rivestìti di Cristo e del Suo Amore

Il vescovo Gianpiero ha quindi concluso la sua omelia, invitando la comunità a riscoprire la bellezza di un cammino di fede che richiede desiderio, impegno e fiducia:

“La nostra vita può diventare un giardino, ma, affinché questo accada, è necessario che lo desideriamo e che accogliamo i doni di Cristo nella nostra vita. Lo scapolare è un segno di quello a cui siamo chiamati: rivestirci di Cristo, che significa sapere che apparteniamo a Lui e che nulla potrà separarci dal Suo Amore. E alla fine della vita vedremo il suo volto: questa è la promessa che ci accompagna”.

Un’omelia breve, ma meditata ed accolta dai fedeli con attenzione e commozione.

I ringraziamenti del parroco don Stefano Iacono

Al termine della celebrazione, il parroco don Stefano Iacono ha rivolto un sentito ringraziamento al vescovo, alle autorità e alla comunità, sottolineando la bellezza di una festa vissuta insieme:

Quest’anno abbiamo avuto la gioia di avere con noi il nostro vescovo Gianpiero ben due volte! Una presenza che ci rappresenta Cristo e che ci invita a rivestirci di Lui. Grazie di cuore per essere stato vicino alla nostra comunità, perché ci vuole coraggio e forza per accompagnare il popolo di Dio. Preghiamo per lei, perché il Signore le doni sempre gioia e vigore nel suo Ministero.

Ringrazio poi Cristina (n.d.r. la sindaca Di Pietro) e tutta l’Amministrazione Comunale per il sostegno costante, il Maresciallo, il Comandante e soprattutto il popolo di Dio: siete voi la vera ricompensa, siete voi che rendete possibile ogni gesto di amore verso la Chiesa e la nostra comunità. Dio vi benedica con pace, gioia, salute e prosperità!”.

Parole semplici, dirette, che hanno restituito il clima di gratitudine e collaborazione che ha animato l’intera festa.

Come da tradizione, al termine della Messa il parroco ha proceduto con l’estrazione del vincitore, o meglio della vincitrice, della lotteria di auto-finanziamento della festa: ad aggiudicarsi l’ambito quadro raffigurante la Madonna del Carmelo è stata Loredana Camilletti, che ha ritirato il premio insieme al marito Dino.

La celebrazione della Madonna del Carmelo si conferma un appuntamento identitario per Villa Lempa: un intreccio di fede, memoria e comunità che continua a fiorire, proprio come il giardino del Monte Carmelo evocato nell’omelia del vescovo.