FORCE – “Siamo arrivati in più di ottanta persone, con pullman e auto, nella chiesa di San Francesco, dove il vescovo Gianpiero ed altri presbiteri già ci attendevano per concelebrare la Santa Messa nel ricordo della salita al Cielo di madre Tecla Relucenti, nel giorno della festa liturgica di San Benedetto, che ha santificato questi luoghi con la presenza di due comunità”.
Con queste parole madre Paola Giobbi, superiora generale della Congregazione delle Suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione, apre il racconto della giornata di Sabato 11 Luglio 2026, durante la quale si è svolto il pellegrinaggio alla casa natale del venerabile Francesco Antonio Marcucci, organizzato dalle Concezioniste.
La suora, che è anche postulatrice delle cause di beatificazione dei due candidati Santi Francesco Antonio Marcucci e Tecla Relucenti, cofondatori della Congregazione delle Concezioniste, prosegue:
” È stata una celebrazione molto partecipata, grazie anche alla corale di Rotella, guidata da Carla Villi, ex alunna dell’Istituto Concezioniste, che ha diretto i canti della liturgia.
Ma sono state soprattutto le parole del vescovo Gianpiero a scavare nella profondità del nostro cuore. Mons. Palmieri, infatti, ci ha ricordato che non si incontra Cristo come un’idea astratta, ma come una presenza viva che chiama personalmente e dona una terra nuova, simbolo di libertà autentica. La libertà, ha detto il vescovo, non è fare ciò che si vuole, ma accogliere la verità che Cristo rivela e lasciarsi trasformare da Lui.
L’omelia si è chiusa quindi con un invito a vivere la fede come esperienza di libertà, lasciando che il Signore prenda davvero posto nella nostra vita. A tal proposito ha sottolineato come gli apostoli e i santi abbiano lasciato tutto per seguire il Signore, trovando in Lui il senso della vita. Alla domanda che Giacomo e Giovanni rivolgono al Signore “Noi ti abbiamo lasciato e ti abbiamo seguito: che cosa vuoi da noi, Signore? Cosa riceveremo in cambio?”, mons. Palmieri ha dato una risposta chiara, spiegando che in realtà noi già con il Battesimo abbiamo ricevuto tutto e siamo chiamati ad esserne consapevoli e felici”.
Dopo la Messa, alle ore 12:00, i pellegrini hanno sostato davanti alla chiesa di San Paolo, ora in restauro, dove il 27 Novembre 1717 Marcucci fu battezzato il giorno stesso della sua nascita.
Racconta madre Paola: “Abbiamo vissuto un momento di convivialità bellissimo: il pranzo, infatti, ci è stato preparato all’aperto, tra alberi e fiori, nella cornice dei monti Sibillini, accolti dall’affetto di suor Cristina Di Paolo, Missionaria della Fanciullezza, e servito dall’impeccabile catering di Pino Rainone della pizzeria “Intercity” di Castel di Lama.
A seguire, ci siamo recati a Colle Riccardo, dove sorge il palazzo che ha dato i natali a Francesco Antonio Marcucci, custodito con grande amore e cura dalla famiglia Servili. A piccoli gruppi abbiamo visitato l’interno della casa ed abbiamo pregato”.
Conclude madre Paola Giobbi:
“L’incanto del paesaggio, il silenzio, il profumo della natura e la sacralità del luogo hanno riempito il cuore di tutti di meraviglia, di pace e di speranza. È stato bello vedere come molti amici del Marcucci e di madre Tecla ci abbiano raggiunto, oltre che dal territorio Piceno, anche dalla capitale, dove abbiamo la Casa Generalizia. Un grande grazie a tutti i partecipanti, in particolare all’autista Daniele Ciotti dell’azienda “Autolinee Senesi Offida”, che ci ha accompagnato con grande perizia in territori impervi.
Che la protezione del Marcucci e di madre Tecla ci aiutino a custodire e a far crescere il bene!“.
La giornata si è conclusa nella gratitudine al Signore per la bella esperienza vissuta e con il desiderio di proseguire il cammino sulle orme del venerabile Marcucci, affinché la sua visione di una Chiesa attenta alla formazione e alla dignità della persona continui a ispirare la vita della comunità interdiocesana picena.








