- L'Ancora - https://www.ancoraonline.it -

FOTO Grottammare ha onorato San Paterniano

GROTTAMMARE – L’11 luglio si sono conclusi i festeggiamenti in onore del patrono San Paterniano a Grottammare.

La Celebrazione Eucaristica si è svolta nel giardino comunale, alla presenza del vescovo Gaetano Di Pierro, di don Roberto Traini, parroco dell’Unità Pastorale di San Pio V e San Giovanni Battista, di don Benvenuto Napou, vicario parrocchiale, di don Roberto Antonio Melone, parroco della Gran Madre di Dio, e di don Francesco Bollettini, collaboratore della parrocchia Madonna della Speranza. L’organizzazione, in collaborazione con le parrocchie, è stata affidata alla Confraternita dell’Addolorata.

Nel corso dell’omelia il vescovo Di Pierro ha condiviso la propria testimonianza, spiegando: «Come Dio parlò al vostro patrono Paterniano, così anche oggi Gesù ci parla. Il vero Maestro vede nel cuore delle persone. Oggi mi trovo qui e vedo una comunità che davvero prega e vive questa festa. La Parola di Dio, se tu sei disposto ad accettarla, porterà frutti nella tua vita; ma, se non sei disposto ad accettarla, quella Parola resta lì, ferma. Gesù, per primo, ha ascoltato la Parola di Dio Padre. Anche san Paterniano ha ascoltato la Parola di Dio e poi l’ha testimoniata concretamente nella sua vita. Dobbiamo diventare Gesù, affinché gli altri vedano in noi il Suo volto. Sono stato cinquant’anni missionario in Madagascar; ora sono a riposo a Pagliare, in una Casa del Clero, e sono felice di dare una mano dove serve in queste vostre meravigliose comunità, nelle quali sto imparando tanto, con meraviglia. Molti, incuriositi, mi chiedono: “Padre Gaetano, quante persone hai convertito quando facevi il missionario in Madagascar?”. Io rispondo sorridendo che ancora mi devo convertire io! Grazie per avermi invitato qui e grazie a san Paterniano, che non ha avuto paura di vivere la sua fede! Sforziamoci di imitarlo!».

La celebrazione ha assunto anche un carattere istituzionale.

Oltre ai numerosi fedeli che affollavano il giardino comunale, in estate adibito alle proiezioni del cinema all’aperto, erano presenti il sindaco Alessandro Rocchi con l’intera Giunta comunale, il comandante Giuseppe Gallo della locale Stazione dei Carabinieri di Grottammare e numerose autorità civili e militari, tutti riuniti per onorare il patrono, attorno al quale Grottammare, come tanti borghi italiani attorno ai propri santi patroni, si è raccolta nei momenti di festa e di paura, di lacrime e di sorrisi, animata dalla speranza e dalla fede, per crescere e rafforzarsi come comunità.

Erano presenti anche molti turisti, che in questi giorni affollano la cittadina rivierasca. Hanno animato la liturgia i cori interparrocchiali; presenti anche la banda cittadina, recentemente ricostituita, e le giovanissime majorette.

Di san Paterniano abbiamo già approfondito la storia del culto in un precedente articolo, consultabile al seguente link: https://www.ancoraonline.it/2026/07/09/san-paterniano-grottammare/

Paterniano era un giovane che, nei primi secoli del cristianesimo, decise di vivere da eremita, nella solitudine e nella preghiera. Il suo progetto, tuttavia, non durò a lungo, perché molti si unirono a lui. In seguito il popolo di Fano lo volle come vescovo. Noto per la sua diplomazia e la sua bontà, fece molto bene alla città e alle popolazioni vicine. Morì di morte naturale il 13 novembre del 360 d.C., alla periferia della città marchigiana. Secondo la tradizione, avvertito in sogno da un angelo dell’imminente fine, volle visitare personalmente l’intera diocesi e salutare tutti i fedeli prima di spegnersi, all’età di circa 85 anni. San Paterniano è venerato in numerose cittadine della costa adriatica e anche sull’altra sponda del mare: il suo culto è infatti molto diffuso in Dalmazia.

Al termine della Celebrazione Eucaristica si è svolta la processione, che ha attraversato le vie del centro fino alla chiesa di Sant’Agostino, dove è abitualmente custodita la sacra immagine lignea di san Paterniano.

Qui si è tenuta la consueta benedizione dei presenti, preceduta, come da tradizione, dallo scoppio dei caratteristici mortaretti colorati, sparati proprio all’arrivo della processione presso la chiesa di Sant’Agostino.

Il Vescovo Gaetano Di Pierro