
“Questo mondo, come ci ha insegnato Papa Francesco nella Laudato sì, ha bisogno di una nuova umanità, di un’ecologia integrale in cui dignità umana e giustizia camminano insieme alla cura del creato. E, come ci ha indicato Leone XIV a Lampedusa, soprattutto il nostro servizio pastorale con e per le persone migranti richiede più gesti che parole, e sempre si nutre a partire dall’altare, dall’Eucaristia, celebrata e vissuta. Ci siamo incontrati in questi giorni per riconfermarci in questo”. Queste le parole del direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, a conclusione dell’edizione 2026 del corso di formazione “Linee di pastorale migratoria” (Roma, 6-10 luglio 2026), rivolto agli operatori e alle operatrici del “mondo Migrantes” e, in particolare, alle figure di nuova nomina e a coloro che non vi hanno mai partecipato in precedenza. Erano presenti 48 persone tra direttori Migrantes regionali e diocesani; vicedirettori e collaboratori diocesani; cappellani etnici che svolgono il ministero nelle diocesi italiane; missionari per gli italiani all’estero; operatori pastorali dello Spettacolo viaggiante e dei rom, sinti e camminanti. Un scambio di esperienze, informazioni, buone pratiche. I partecipanti hanno visitato gli uffici della Fondazione Migrantes e al “Borgo Laudato sì”, il progetto voluto da Papa Francesco per mostrare l’ecologia integrale messa in pratica, presso la residenza pontificia di Castel Gandolfo. Le meditazioni del mattino sono state curate da suor Elizangela Chaves Dias M.S.C.S. (Pontificia Università Urbaniana): “Come i per-corsi riportati dalla Bibbia, anche i movimenti migratori odierni nascono da un profondo desiderio di cambiare il mondo. I migranti bramano per un mondo più giusto e più umano, per il diritto di acquistare il proprio pane quotidiano degnamente”.