
Lo ha detto Papa Leone XIV all’Angelus di ieri, in piazza della Libertà a Castel Gandolfo, meditando sulla parabola del seminatore. Il Pontefice ha osservato che la Parola di Dio “a volte incontra in noi un terreno duro e insensibile, altre volte distratto”, ma che “ci sono momenti in cui trova una terra ricettiva e feconda, e allora si innescano miracoli d’amore capaci di cambiare tutto il resto”. Leone XIV ha spiegato che “il Padre non smette di seminare, perché sa che la potenza del suo amore è più forte della nostra debolezza”. Il Papa ha sottolineato che “il Signore, che conosce bene il terreno del nostro cuore, meglio di quanto noi stessi lo conosciamo, non smette di credere in noi, in quello che siamo e in quello che possiamo diventare, giorno per giorno, se con fede ci abbandoniamo a Lui”.
Leone XIV ha infine invitato tutti, “specialmente in questi giorni di ferie”, a “dare spazio all’ascolto, alla lettura e alla meditazione della Parola di Dio, coltivando, assieme al riposo e al sano divertimento, anche momenti significativi di silenzio e di preghiera”.