FORCE – Dopo anni di attesa, la comunità di Montemoro ritrova uno dei suoi luoghi più rappresentativi. Domenica sarà ufficialmente riaperta la chiesa di Sant’Elia, nella frazione del comune di Force, restaurata dopo i gravi danni riportati a causa del terremoto del 2016.
La cerimonia di riapertura si svolgerà alle ore 10 con la celebrazione della Santa Messa presieduta da Mons. Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.
La chiesa, situata in aperta campagna lungo la strada provinciale che collega Rotella a Force, è da sempre un punto di riferimento per gli abitanti della zona. Un luogo di fede, ma anche di incontro e di aggregazione per una comunità che negli ultimi decenni ha visto ridursi sensibilmente il numero dei residenti.
A ricordarlo è don Emidio Rossi, parroco di Sant’Elia per dieci anni, fino agli inizi degli anni Ottanta: «La chiesa era un vero punto di aggregazione per tutta la comunità. Quando ero parroco qui vivevano circa 300 persone; oggi sono rimaste appena una trentina di famiglie. Lo spopolamento ha profondamente cambiato il volto di questo territorio, ma la chiesa continua a rappresentare un punto di riferimento e un simbolo di identità».
Tra i presenti il senatore Guido Castelli e il presidente del BIM Tronto Luigi Contisciani.
L’edificio di culto era stato lesionato dal sisma del Centro Italia del 2016. Dopo una prima fase di messa in sicurezza, è stato inserito tra gli interventi di ricostruzione destinati agli edifici religiosi.
I lavori di recupero, finanziati con un contributo complessivo di 250 mila euro, sono iniziati nell’aprile 2024 e, dopo un primo intervento di messa in sicurezza eseguito subito dopo il terremoto, si sono ormai conclusi.
Un contributo determinante per la riapertura della chiesa è arrivato anche dai fondi dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Grazie a un finanziamento complessivo di 59.617 euro sono stati realizzati gli interventi di consolidamento e restauro della copertura dell’abside e delle murature portanti, la bonifica delle murature dall’umidità e il restauro degli interni, restituendo alla comunità un luogo di culto più sicuro e valorizzato.
La riapertura della chiesa di Sant’Elia rappresenta molto più del recupero di un edificio di culto. È la restituzione alla comunità di un luogo simbolico, capace di custodire la memoria di un territorio che continua a fare i conti con le conseguenze del sisma e con il progressivo spopolamento, ma che domenica ritroverà uno dei suoi punti più significativi di identità e socialità.