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FOTO Villa Rosa, don Francesco Ciabattoni ci presenta l’oratorio estivo che accende i talenti

MARTINSICURO – A Villa Rosa l’estate è arrivata e, con essa, anche l’entusiasmo e l’energia dei ragazzi e dei giovani, che quest’anno sembrano aver trovato una casa: l’oratorio della parrocchia San Gabriele dell’Addolorata, un luogo che tre giorni alla settimana, ogni Lunedì, Mercoledì e Giovedì, per i mesi di Luglio ed Agosto, spalanca le sue porte come quando si allargano le braccia per avvolgere qualcuno in un grande abbraccio.

“Il 29 Giugno 2026 è stato il primo giorno. Un Lunedì che profumava di attesa. I ragazzi sono arrivati alla spicciolata, qualcuno timido, qualcuno già in festa, qualcuno con la curiosità negli occhi”, racconta il parroco don Francesco Ciabattoni.

All’ingresso, la locandina colorata prometteva giochi e laboratori. 5 euro è il costo dell’iscrizione, ma il vero prezzo è un altro: la voglia di mettersi in gioco.

Il Lunedì e il Giovedì sono riservati ai bambini e alle bambine delle classi 3ª, 4ª e 5ª della Scuola Primaria e ai ragazzi e alle ragazze delle classi 1ª, 2ª e 3ª  della Scuola Secondaria di Primo Grado.

“I pomeriggi sono strutturati in modo semplice: prima l’accoglienza, poi la preghiera, poi i giochi; dopo una pausa per la merenda, infine spazio ai laboratori”, spiega il parroco.

C’è il laboratorio di pittura, dove i bambini mescolano i colori senza paura di sbagliare.
C’è il tavolo degli scacchi, dove il silenzio è un linguaggio e ogni mossa è un pensiero che prende forma.
C’è il laboratorio di uncinetto, che sembra un piccolo miracolo: mani giovani che imparano la pazienza, il ritmo, la cura.
C’è il laboratorio di teatro, dove ci si mette nei panni degli altri e si cerca di comprendere il loro punto di vista, tirando fuori emozioni e sentimenti nascosti.
C’è il corso di subacquea, nato quasi per gioco e diventato uno dei laboratori più interessanti dell’oratorio, dove si impara ad andare in profondità per vedere le meraviglie più belle.
C’è infine la sala della musica, dove ogni strumento impara a suonare melodie meravigliose in armonia con gli altri.

Sto scoprendo dei talenti meravigliosi! – rivela don Francesco – Alcuni ragazzi hanno iniziato a suonare, prima per gioco, poi con una serietà che ha stupito tutti. E così è nata un’idea: una band per le Messe domenicali“. Una band giovane, fresca, che porta nella liturgia il battito di un’estate che non vuole restare fuori dalla chiesa.

Prosegue don Francesco: “Stiamo seguendo il programma del Grest nazionale incentrato sulla figura di San Francesco, che suscita un grande fascino tra i bambini e i ragazzi e di cui quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte. La prima settimana di oratorio ha registrato una straordinaria partecipazione di bambini, calorosamente accompagnati dai loro genitori. Dopo il momento iniziale delle iscrizioni, la piazza si è letteralmente accesa: i ragazzi si sono divisi in gruppi e hanno ballato tutti insieme sulle note della sigla di apertura ‘Bella Fra’, che è stata molto coinvolgente. Fosse per i ragazzi, starebbero sempre a ballare!”.

Nell’oratorio c’è spazio per tutti: mentre i bambini riempiono le stanze di entusiasmo, i giovani trovano posto accanto a loro, diventando presenza viva, guida discreta e cuore pulsante di una comunità che cresce insieme.

Ai giovani e alle giovani dal 1° Superiore in su, è dedicata la giornata di Mercoledì. 

“Con loro è tutta un’altra storia! – racconta don Francesco – Ogni incontro prevede un momento di formazione curato da me, poi riflessioni guidate e giochi, infine la cena offerta dalla parrocchia. Il momento conviviale non è da sottovalutare: si sta insieme e si diventa amici”.

Dopo cena, i giovani che fanno da animatori dei più piccoli, restano in parrocchia per preparare i giochi e le attività per i giorni successivi: è un modo semplice ma prezioso di prendersi cura dei bambini e dei ragazzi, di trasformare il tempo in dono e la fatica in amore. “Per molti di loro si tratta della prima esperienza – spiega il parroco -, ma hanno dimostrato da subito di essere incredibilmente in gamba e capaci. Con grandissima generosità si sono messi in gioco, donando il loro tempo e il loro sorriso per servire i più piccoli. A loro va tutta la mia gratitudine“.

Prosegue don Francesco: “La cosa più sorprendente, però, è chi arriva. Arrivano ragazzi cristiani – certo -, ma arrivano anche giovani musulmani e giovani non credenti. Sono loro che chiedono di partecipare, perché ‘Qui ci si sente bene’. Questo è meraviglioso! Qui a Villa Rosa sto scoprendo la missione nella sua forma più semplice: riconoscere che il Signore semina già nel cuore di tutti. Questa comunità è splendida. Piena di talenti che – ne sono certo – Dio farà fiorire“.

L’oratorio di Villa Rosa, dunque, per stessa ammissione del parroco, è aperto a tutti: parrocchiani e non, Italiani e non, credenti e non. E chiunque può unirsi anche a percorso iniziato.  È per questo che definirlo un’attività estiva sembra limitante.  È un luogo dove i ragazzi imparano a fidarsi. È un ponte tra mondi diversi. È un laboratorio di talenti, di relazioni, di futuro. E quando l’estate finirà, qualcosa resterà: una band che suona, un gruppo che si ritrova, una comunità che ha scoperto di essere più grande, più aperta, più viva di quanto immaginasse.