
Nella parte conclusiva del messaggio, il cardinale invita a non dimenticare l’Europa, definita “architettura di pace e di regole comuni”, e mette in guardia dalla “logica del più forte” e dall’indebolimento del diritto internazionale, auspicando un rinnovato impegno della dottrina sociale della Chiesa per custodire “la magnifica humanitas che è ogni persona”.