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Scout San Benedetto 3, intervista al capogruppo Davide Marchegiani: “Ricordiamo con affetto Mimmo Sgattoni e Lucio Primavera”

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Continua il viaggio dell’Ancora alla scoperta dei gruppi scout della diocesi. Oggi è il turno del gruppo scout San Benedetto 3, del quale abbiamo intervistato il capogruppo, Davide Marchegiani. Davide si è dimostrato molto disponibile ed esaustivo nel raccontarci la storia del suo gruppo. In particolare, abbiamo affrontato i temi della storia del gruppo, dei capi che ne hanno segnato il percorso, del rapporto con la parrocchia e del progetto educativo rivolto ai giovani.

Da poco il gruppo ha festeggiato i 40 anni, leggi l’articolo: 40 anni per il gruppo Scout San Benedetto 3, Don Gabriele: “Capaci di generare gioia e speranza per tutta la comunità parrocchiale”

Raccontami la storia del gruppo: come nasce?

Il gruppo nasce nel 1986; infatti, quest’anno festeggiamo i 40 anni. Nasce dall’idea di Mimmo Sgattoni e Lucio Primavera che, dopo aver vissuto l’esperienza dello scoutismo nel gruppo scout San Benedetto 1, una volta usciti da quel gruppo portarono avanti il progetto di fondarne uno nuovo. Insieme alle rispettive consorti, Nadia Pizza e Floriana Curzi, si impegnarono per aprire un gruppo scout a San Benedetto.

Il gruppo nasce dunque dalla loro iniziativa, che trovò il pieno appoggio di don Ubaldo Grossi, allora parroco di San Filippo Neri, il quale aveva già avuto modo di apprezzare il metodo scout. Inoltre, il gruppo è intitolato proprio a don Ubaldo perché, purtroppo, venne a mancare un anno prima dell’apertura.

Come già detto, il gruppo apre nel 1986 inizialmente con il reparto e il clan. In un secondo momento, soprattutto con l’arrivo di nuovi capi, si aggiunse anche il branco.

Inizialmente il gruppo prevedeva un reparto maschile e uno femminile. Il primo reparto maschile fu chiamato “Rodi”, sia in onore dell’omonimo peschereccio sia per richiamare la tradizione marinara di San Benedetto; il reparto femminile, invece, prese il nome di “Stella Polare”. Anche i nomi del Clan/Fuoco e del Noviziato sono legati alla tradizione marinara: il Clan/Fuoco si chiama “La Boa”, mentre il Noviziato “L’Onda”. Il Branco, invece, si chiama “Popolo Libero”.

Attualmente abbiamo un Branco misto, un Reparto misto, un Noviziato e un Clan/Fuoco. Siamo censiti in 110 e, nello specifico, contiamo 28 lupetti, 35 tra esploratori e guide, 20 tra rover e scolte e 27 membri della Comunità capi.

Dopo don Ubaldo Grossi subentrò don Gabriele Paoloni, assistente ecclesiastico storico che ci ha sempre seguiti, fino ad arrivare all’attuale assistente ecclesiastico, don Gianni Croci.

Ci sono stati, all’interno del vostro gruppo, capi “iconici”?

Ricordiamo con affetto Mimmo Sgattoni e Lucio Primavera, capi a noi molto cari per i tanti anni di servizio fin dalla fondazione del gruppo, insieme alle rispettive consorti Nadia Pizza e Floriana Curzi e a don Ubaldo Grossi.

Insieme a loro ricordiamo Patrizio Perazzoli, che ha attraversato tutta la storia del San Benedetto 3 ed è attualmente il nostro Tha, insieme a Marco Palestini, oggi capo in servizio come Kaa, che fu uno dei primi capi squadriglia del reparto costituito nel 1986.

Vogliamo menzionare anche Domenico Bergamaschi per i tanti anni di servizio nel nostro gruppo: attualmente è Fratel Bigio nel Branco e, da quest’anno, anche responsabile della Zona Picena.

Ricordiamo, infine, e non per importanza, il nostro amato don Gabriele, che è stato una presenza costante e un punto di riferimento per il gruppo per più di 30 anni.

Come vive il gruppo la parrocchia?

Il nostro gruppo partecipa attivamente alla vita della parrocchia. Oggi don Gianni è per noi un punto di riferimento e un grande dono per la nostra Comunità capi, della quale si prende cura con instancabile dedizione.

Inoltre, da poco anche don Giovanni Rossi si è unito alla storia del nostro gruppo e la sua presenza attenta e discreta rappresenta una vera ricchezza.

Ci sentiamo molto coinvolti nelle attività della parrocchia e teniamo particolarmente alla festa parrocchiale presso la chiesa di San Filippo Neri, durante la quale prestiamo servizio a tutti i livelli, dai capi della Comunità capi ai ragazzi del Clan/Fuoco e del Reparto.

Cerchiamo inoltre di collaborare con il comitato di quartiere. Vorremmo essere aperti al dialogo e alla conoscenza di tutte le realtà che ci circondano e cerchiamo di relazionarci con le associazioni del territorio, nella speranza di poter essere utili anche attraverso le occasioni di servizio offerte ai nostri rover e alle nostre scolte.

Qual è il messaggio educativo che volete trasmettere ai vostri ragazzi e, di conseguenza, come gestite il rapporto con i genitori?

Come gruppo ci riconosciamo pienamente nel metodo scout proposto dal nostro Patto Associativo, puntando su uno scoutismo essenziale: il contatto diretto con la natura, l’intensità della vita comunitaria e il valore dell’autoeducazione.

Proponiamo attività nelle quali i ragazzi non sono soltanto protagonisti, ma hanno anche l’opportunità di scoprire e fare propri, attraverso l’esperienza pratica, i valori e le competenze che cerchiamo di trasmettere.

Il nostro obiettivo è formare “donne e uomini della Partenza”: cittadini consapevoli, abituati al servizio e radicati nella fede.

Lavoriamo in stretta sinergia con la parrocchia, valorizzando la manualità e l’autonomia. Questo avviene in modo specifico nelle diverse branche: a partire dal Branco, dove si impara il rispetto delle regole e dell’altro per creare un clima sereno di gioco; passando per il Reparto, dove l’avventura e la vita di squadriglia rappresentano strumenti fondamentali di crescita; fino ad arrivare al Clan/Fuoco, dove il percorso diventa più personale e profondo, pur restando inserito in una comunità di pari fondata sul confronto costante.

Per quanto riguarda il rapporto con le famiglie, vorremmo proporre incontri che vadano oltre il semplice aspetto organizzativo, puntando a condividere il senso del nostro progetto educativo. Anche se a volte la partecipazione è limitata, continuiamo a investire con entusiasmo nel coinvolgimento dei genitori: siamo convinti che costruire una solida alleanza educativa sia la strada migliore per sostenere la crescita autentica dei nostri ragazzi.