MARCHE – Al convegno nazionale “Rifare comunità. Nuovi paradigmi per le aree interne“, in programma al Sermig dal 18 al 20 Giugno 2026, le Marche sono arrivate a Torino con una voce chiara e determinata: quella di Franco Veccia, delegato regionale Marche dell’Ufficio di Pastorale Sociale, del Lavoro e della Cura del Creato.
Giunto nel capoluogo piemontese ieri, Giovedì 18 Giugno, Veccia è già al lavoro insieme ai suoi colleghi direttori regionali di PSL per condividere esperienze, criticità e prospettive, portando anche la voce di un territorio – quello marchigiano – che, come molti altri, sta vivendo gli effetti dello spopolamento e della fragilità demografica.
Una regione che chiede ascolto: dati e criticità
I numeri parlano da soli. Negli ultimi vent’anni le aree del cratere hanno perso 40mila giovani, un dato che incide sulla vitalità economica e culturale dei territori interni. A questo si aggiungono altri numeri preoccupanti:
- un calo demografico complessivo superiore al 10%;
- una forte concentrazione della popolazione sulla costa, dove nel 10% della superficie vive il 45% dei Marchigiani;
- un progressivo svuotamento delle aree montane, che rappresentano il 66% del territorio, ma ospitano solo il 27% della popolazione.
È in questo scenario che la presenza di Veccia al convegno nazionale della PSL assume un ruolo molto significativo: portare la voce di una regione che non vuole rassegnarsi alla marginalità.
“Ripopolare prima le idee, poi i territori”
Queste le parole del delegato regionale PSL Franco Veccia, che offre una lettura lucida e propositiva:
“In questo quadro preoccupante, occorre avviare, con realismo e senso del bene comune, un percorso plurale e condiviso, in cui gli attori contribuiscano a costruire partecipazione e confronto, così da generare un ripopolamento di idee ancora prima di quello demografico“.
Veccia sottolinea come la sfida non sia solo numerica, ma culturale:
“La sfida centrale è quella di ricostruire una comunità in grado di essere generativa, passare dall’essere una somma di individui all’essere una comunità capace di camminare insieme“.
Per farlo, propone di rimettere al centro la bellezza e la vitalità dei territori, coinvolgendo enti ed istituzioni:
“Penso sia utile aprire una riflessione, per poi generare un processo che restituisca vita ai territori spesso dimenticati. Per farlo è necessario operare in sinergia con tutta la comunità: operatori agrituristici e culturali, associazioni, imprese, istituzioni, Chiesa e giovani. L’opportunità è costruire una rete di prossimità di buone pratiche per la comunità, capaci di generare valore sociale, culturale, economico”.
Le aree interne “antidoto alla solitudine metropolitana”
L’immagine che il delegato Veccia evoca è potente: le aree interne come antidoto alla solitudine metropolitana.
“Le aree interne – afferma – possono essere l’antidoto alla solitudine che colpisce chi vive nelle aree metropolitane. Possono essere – ed in effetti già sono – luoghi dal sapore genuino, come quei frutti che non sono perfetti all’esterno, ma conservano un gusto autentico”.
Da qui l’invito a coinvolgere i Consigli Pastorali e Comunali in un processo di idee, riflessioni e iniziative condivise: .
Magari si può proporre ai vari consigli pastorali e comunali un contributo di idee, riflessioni ed iniziative.
Un convegno che diventa laboratorio nazionale
Il contributo delle Marche si inserisce in un percorso più ampio che, a Torino, riunisce studiosi, amministratori, rappresentanti ecclesiali e operatori sociali. L’obiettivo è comune: ripensare il modo di abitare i territori, costruendo comunità generative, capaci di innovazione sociale e di nuove economie.
Dopo la giornata inaugurale di ieri, introdotta da don Bruno Bignami (direttore UNSPL-CEI), arricchita dagli interventi di Daniela Ciaffi e Roberto Colombero sulle esperienze territoriali e conclusa con la Santa Messa presieduta da mons. Alessandro Giraudo, oggi il convegno entrerà nel vivo con un programma intenso e significativo.
Venerdì 19 Giugno
- Preghiera e Lectio a cura di don Gian Luca Carrega: “Pensare e agire in termini di comunità”
- Davide Maggi: “Beni comuni: significato economico e modelli di gestione”
- Andrea Membretti: “Processi comunitari di partecipazione”
- Giovanni Teneggi: “L’impresa della comunità. Economie abitanti per le aree interne”
- Visita alla città di Torino: Frassati Tour, a cura dell’Azione Cattolica Torino
- Santa Messa presieduta dal Vescovo presidente della Commissione Episcopale PSLGP
- Cena
Nella giornata di Sabato, invece, tutto il programma sarà concentrato nella mattinata, che sarà dedicata ad un laboratorio pratico e poi alla chiusura del convegno. Di seguito il programma.
Sabato 20 Giugno
- Laboratorio
- Conclusioni di don Bruno Bignami
- Santa Messa presieduta da mons. Marco Arnolfo
- Pranzo e partenze
“La presenza delle Marche a Torino non è solo testimonianza, ma parte attiva di un percorso nazionale che vuole ripensare il modo di abitare i territori conclude il delegato Franco Veccia -. Rifare comunità significa immaginare un’Italia in cui le aree interne non siano più periferie dimenticate, ma luoghi generativi, capaci di innovazione sociale, cura reciproca e nuova economia“.
Un cammino che parte dalle persone, dalle relazioni e da una visione comune. E che, come ricorda Veccia, parte dalle idee per tornare a far nascere vita.

