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CASTORANO – In occasione dell’11ª edizione della Notte delle Chiese, svoltasi venerdì 5 giugno, Castorano, comune della provincia di Ascoli Piceno, ha deciso di prendere parte all’iniziativa; pertanto, dalle 17 alle 20 di venerdì si sono tenute delle visite guidate presso la chiesa di San Giovanni Battista di Pescolla, il centro storico di Castorano e la chiesa di Santa Maria della Visitazione.
L’iniziativa è stata organizzata grazie al contributo delle associazioni Padre Carlo Orazi e 3Sicc e con il patrocinio del Comune di Castorano.
Centro storico e Santa Maria della Visitazione
Due delle tre visite, svoltesi nel corso della giornata, hanno avuto luogo a Castorano. Le guide sono state Lorenzo Fratini, con la collaborazione di Mascia Allevi, che ha curato la parte relativa alla storia del paese, e Loredana Merletti, che si è invece occupata della storia della chiesa di Santa Maria della Visitazione.
Lorenzo si è concentrato sulle origini del nome del paese, avvolte nel mistero e oggetto soltanto di ipotesi. Il nome Castorano potrebbe avere ascendenze mitologiche: deriverebbe infatti da Castore, mitico fratello gemello di Polluce e dell’altrettanto nota Elena di Troia. Un’ulteriore interpretazione vede Castorano derivare dal latino Castrum Anii, letteralmente “accampamento di Anio”. Un’altra proposta sostiene invece un’origine prediale: la desinenza -anus era tipicamente attribuita nell’antichità ai terreni e ai fondi rustici, indicando letteralmente “il fondo di Castore”.
La guida ha poi raccontato la storia del paese e dei suoi monumenti più importanti, come la Porta Castellana, la Pievania e la Torre, proponendo infine un’analisi dei cognomi più diffusi nel territorio nel corso dei secoli.
Loredana ha illustrato la storia della chiesa di Santa Maria della Visitazione. Essa sorge nel cuore del borgo medievale di Castorano e rappresenta un simbolo di storia e spiritualità. Prende il suo nome dal dipinto La Visitazione, opera attribuita a Ludovico Trasi che raffigura il commovente incontro tra Maria ed Elisabetta, entrambe incinte.
Per quanto riguarda la sua storia, la costruzione attuale risale a prima del 1537, anno in cui il Consiglio Generale finanziò la ricostruzione della torre difensiva adiacente alla chiesa. Dell’antica struttura, andata probabilmente distrutta durante i conflitti tra Ascoli e Fermo nel XIV secolo, rimasero quattro capitelli pseudo-corinzi, oggi integrati nell’ambone, nell’altare e nella sede del celebrante.
Nel XIX secolo, sotto la guida del parroco Antonio Carestia, la chiesa fu ampliata e trasformata, forse su progetto di Giuseppe Sacconi. La pianta attuale a croce latina, con navata unica e presbiterio rialzato che sovrasta un’antica cripta, risale a questo periodo. Gli interni in stile Liberty sono opera del pittore Sigismondo Nardi.
La chiesa custodisce un ricco patrimonio artistico, tra cui spiccano il già citato dipinto La Visitazione; diciotto dipinti a olio su tavola del XVI secolo, che raccontano episodi della vita di Maria; un dipinto di San Tommaso di Villanova (o Sant’Antonio Abate), attribuito a Giovanni Trasi, fratello di Ludovico; e quattordici stazioni della Via Crucis, realizzate su tavola tra il XVI e il XVII secolo.
Il patrimonio si arricchisce ulteriormente con arredi sacri, reliquiari, calici e preziosi tessuti liturgici. Ultimi, ma non per importanza, i manufatti provenienti dalle missioni in Cina di padre Carlo Orazi.
Chiesa di San Giovanni Battista di Pescolla
La terza visita si è svolta presso Pescolla, frazione di Castorano, ed è stata curata da Emidio Alesiani ed Emidio Cantalamessa, che si sono occupati della presentazione della chiesa di San Giovanni Battista.
La chiesa fu eretta nel 1532 per volontà del popolo, come riportato in una delibera del Consiglio degli Anziani di Ascoli datata 1487. Costruita da maestri lombardi su una precedente chiesa ormai in rovina, nel corso dei secoli è stata oggetto di vari restauri, tra cui quello del 1842, che comportò un rialzamento di quattordici palmi.
Al suo interno, sulla parete destra, si trova un affresco cinquecentesco raffigurante la Madonna del Latte, un’iconografia cristiana che simboleggia l’umanità di Cristo e la protezione delle madri.
L’altare originario è sormontato da un’edicola lignea, voluta dal parroco don Emidio Monti nel 1776.
Al suo interno è custodita una splendida pala d’altare a olio su tela di Ludovico Trasi, che rappresenta la Madonna mentre porge il Bambino a Sant’Anna. A destra si trova una pala del pittore Giulio Cantalamessa, risalente al 1846, che raffigura San Giovanni Battista con l’agnello sullo sfondo turchese di due palme. Le pareti laterali del presbiterio ospitano invece opere del maestro Mario Barberis, celebre negli anni Quaranta del Novecento, che illustrano il Battesimo di Gesù e il martirio di San Giovanni Battista alla presenza di Erodiade.
Sulla parete sinistra della chiesa è visibile una stele votiva dedicata a Emidio Gregari, deceduto nel 1840. Adiacente alla chiesa e alla casa parrocchiale sorge un campanile cinquecentesco, sul quale sono ancora visibili i numeri di una meridiana.
Le visite si sono rivelate approfondite e molto ben organizzate. Ringraziamo per questo tutti coloro che si sono impegnati affinché questa prima parte della giornata si svolgesse nel migliore dei modi.
Concluso l’orario dedicato alle visite (17-20), alle 21 si è tenuto l’ultimo appuntamento della giornata: un incontro, avvenuto in una delle stanze della Pievania, dedicato al tema dello spopolamento dei piccoli borghi. I relatori sono stati il vescovo Gianpiero Palmieri, la dottoressa Antonella Di Maso, ricercatrice presso l’Università di Bergamo, e la dottoressa Carla Piermarini, sindaca di Ortezzano e vicepresidente dell’Ecomuseo della Valle dell’Aso.


















