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Che cosa chiedono i giovani di S. Benedetto? Un questionarlo per scoprirlo

GROTTAMMARE – Come già annunciato, nei locali del Mercato ittico all’ingrosso sorgerà a breve lo SPAZIO PAZ (che si richiama alla figura di Andrea Pazienza ma che è anche l’acronimo di Performing Art Zone), finanziato dal Fondo Politiche Giovanili 2023 nell’ambito dell’avviso ANCI per l’assegnazione di spazi pubblici a giovani “under 35” e destinato ad accogliere laboratori, workshop, percorsi formativi, sportelli di orientamento e percorsi di mentoring.

Per individuare le azioni concrete da realizzare, il Comune ha somministrato ad un campione di studenti della scuola secondaria di secondo grado della città un questionario per capire concretamente di che cosa hanno bisogno i giovani di San Benedetto. Ne è scaturito l’identikit di una generazione che oscilla tra il desiderio di grandi eventi aggregativi e un diffuso senso di ansia e precarietà.

Dall’indagine emerge chiaramente che il centro città resta il principale punto di riferimento, scelto dal 29,4% degli intervistati. Tuttavia, colpisce il dato sul tempo “domestico”: per quasi un giovane su cinque (19%), la casa è il luogo principale dove trascorrere il tempo, spesso rifugiandosi in smartphone e giochi online per mancanza di alternative esterne stimolanti.

Per il futuro, i ragazzi chiedono a gran voce centri multifunzionali (il 35,71% desidera un centro con spazi di aggregazione che uniscano shopping e svago  – karaoke, sale giochi, spazi multifunzionali ecc.),  aree verdi e per lo sport (spazi all’aperto e impianti gratuiti sono la priorità per il 26,78% del campione), eventi e momenti partecipativi che abbiano la musica come motore.

Se potessero organizzare un’attività, i giovani punterebbero tutto sulla musica: il 34,2% propone concerti. Sommando questa richiesta a festival e fiere per i giovani (21,4%), emerge come oltre la metà del campione desideri eventi di grande scala che portino vitalità in città. Non manca però una sensibilità verso il sociale, con il 7,15% che vorrebbe organizzare momenti di sensibilizzazione su diritti umani e conflitti mondiali.

Il quadro si fa più complesso nell’analisi delle criticità. Il problema più sentito è l’emergenza psicologica: ansia e paure sono in cima alla lista delle preoccupazioni (16,4%) seguite dalla difficoltà nelle relazioni (13%). Forte è anche l’incertezza per il futuro economico, con il 15% degli intervistati preoccupato per i bassi salari e la mancanza di lavoro.

I ragazzi non vogliono essere solo spettatori. Per realizzare i propri progetti, chiedono di acquisire competenze pratiche per l’organizzazione di eventi (20,6%), impadronirsi di tecnologia e videomaking (17,65%), fare esperienza di public speaking (13,23%).

Per passare all’azione, la risorsa principale richiesta resta quella economica (22,6%), ma spicca il bisogno di un supporto umano: il 16,7% cerca persone che credano nelle loro idee e sono richiesti tempo e spazi fisici per potersi esprimere.