
Leone XIV ha indicato tre conseguenze che derivano da questa natura carismatica del governo: dev’essere “per l’utilità di tutti”; non può essere “imposto dall’alto, ma dev’essere un dono riconoscibile nella comunità e liberamente accolto”; ed è sempre “soggetto al discernimento dei Pastori”. Il Pontefice ha quindi elencato le caratteristiche irrinunciabili di un buon governo ecclesiale: “l’ascolto reciproco, la corresponsabilità, la trasparenza, la vicinanza fraterna, il discernimento comunitario”. Ha inoltre ricordato che “un buon governo, invece di concentrare tutto su sé stesso, promuove la sussidiarietà e la partecipazione responsabile di tutti i membri della comunità”.