Di Roberto Cestarelli
DIOCESI – Domenica 10 maggio, ad Ascoli Piceno, nel quartiere di Porta Romana, nella chiesa del SS. Crocifisso dell’Icona, guidata dal parroco don Alvaro Campanelli, si è svolta la solenne celebrazione della Confermazione. I cresimandi Asia, Violante, Cecilia, Daniele e Fabio, insieme ai loro familiari e all’intera comunità parrocchiale, si sono raccolti attorno al vescovo mons. Gianpiero Palmieri, accogliendolo con affetto e partecipazione.
All’inizio del rito religioso, è intervenuto il catechista Tonino Serena, il quale, si è rivolto al vescovo dicendo: Padre, con grande gioia e gratitudine oggi ti presentiamo i giovani Asia, Violante, Cecilia, Daniele e Fabio, che si preparano a ricevere il sacramento della Cresima, confermando la loro fede e accogliendo con cuore aperto il dono dello Spirito Santo.
In questi mesi hanno compiuto un percorso intenso e significativo di preparazione, partecipando agli incontri di catechesi, ai momenti di preghiera e alle attività vissute insieme alla comunità, ai genitori, ai padrini e alle madrine. È stato un cammino che li ha aiutati ad avvicinarsi maggiormente a Cristo, a riflettere sul valore della fede e a comprendere il significato profondo del sacramento che oggi ricevono.
La Cresima non rappresenta soltanto un rito di passaggio, ma una tappa importante di crescita spirituale. Attraverso lo Spirito Santo, questi ragazzi saranno rafforzati nella fede e chiamati a diventare testimoni autentici del Vangelo nella vita quotidiana, nelle amicizie, nella scuola e nelle scelte future.
Siamo certi che, accompagnati dalla tua benedizione e dalla guida dello Spirito Santo, sapranno affrontare il loro cammino con coraggio, sapienza e fiducia, portando nella nostra comunità entusiasmo, speranza e fraternità.
Ta ringraziamo sinceramente per la tua presenza, per la tua preghiera e per il servizio che svolge con dedizione. Chiediamo al Signore di sostenerti sempre con la Sua luce e la Sua pace.
La celebrazione si è aperta con la Liturgia della Parola.
È seguita la Rinnovazione delle promesse battesimali: i cresimandi hanno professato nuovamente la loro fede, rinunciando al male e recitando il Credo, confermando consapevolmente il cammino iniziato con il Battesimo.
Il momento centrale della celebrazione è stato l’Imposizione delle mani: il vescovo mons. Palmieriha steso le mani sui cresimandi invocando lo Spirito Santo. Un gesto antico e solenne, che richiama la tradizione apostolica e la trasmissione del dono dello Spirito nella Chiesa delle origini.
Subito dopo si è svolta l’Unzione con il sacro Crisma, cuore del sacramento: il vescovo ha segnato la fronte di ciascun cresimando con l’olio consacrato, pronunciando la formula sacramentale: «Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono», segno della piena appartenenza a Cristo e della forza nuova per la vita cristiana.
La celebrazione è proseguita con lo scambio della pace, gesto con cui il vescovo ha accolto personalmente i cresimati nella comunità ecclesiale, segno concreto di comunione e fraternità.
Infine, la Santa Messa è continuata con la Liturgia Eucaristica, che ha coronato il rito della Confermazione, inserendolo pienamente nel mistero della Chiesa.
Nella sua omelia, il vescovo Gianpiero Palmieri ha ricordato ai cresimandi e ai fedeli il significato profondo della Cresima: “Lo Spirito Santo è uno dei doni più grandi della vita cristiana. Oggi chiediamo a Dio di riempire il vostro cuore della sua presenza, perché possiate vivere come figli amati da Lui”.
Il vescovo ha spiegato il valore del gesto dell’imposizione delle mani, “una carezza di Dio”, attraverso cui il Signore dice a ciascuno: “Tu sei mio figlio, tu sei mia figlia”. Anche l’olio del Crisma richiama questa realtà: il dono ricevuto nel Battesimo oggi si rafforza e Dio continua ad accompagnare la vita di ogni credente.
Commentando il Vangelo dell’Ultima Cena, Palmieri ha ricordato le parole di Gesù ai discepoli impauriti: “Non vi lascio orfani”. Gesù promette infatti la presenza dello Spirito Santo, chiamato “Paraclito”, cioè “colui che ti sta accanto quando lo invochi”. Gesù stesso è il primo Paraclito: anche se invisibile, continua a camminare con noi nella preghiera, nella Chiesa, nelle difficoltà e nelle gioie.
Lo Spirito Santo, ha proseguito il vescovo, non rimane solo accanto a noi, ma vive dentro di noi e ricorda continuamente che non siamo soli, ma figli di Dio. Nei momenti di paura, tristezza o sfiducia, sarà proprio lo Spirito a far risuonare nel cuore questa verità: “Tu sei mio figlio”.
Palmieri ha poi definito lo Spirito Santo “Spirito della verità”, perché aiuta a non smarrire la strada. Da una parte invita a non sentirsi “padroni del mondo”, atteggiamento che genera egoismo e violenza; dall’altra ricorda che nessuno è senza valore: “La vostra vita non è un caso. Dio vi ha pensati, amati e chiamati per nome”.
Essere figli di Dio significa anche riconoscersi fratelli e sorelle. Per questo lo Spirito Santo spinge alla comunione, al rispetto, all’amicizia e all’amore reciproco. “La Chiesa dovrebbe essere proprio questo: un luogo dove persone diverse imparano a vivere insieme nella pace e nell’amore”.
Concludendo, il vescovo ha affidato ai cresimandi un augurio: vivere da figli liberi di Dio, senza paura, con fiducia e capaci di amare gli altri come fratelli, accompagnati sempre dalla presenza dello Spirito Santo.
La celebrazione è stata accompagnata liturgicamente dal coro della parrocchia del Crocifisso dell’Icona, diretto da Emidio Giuseppetti, che ha curato anche l’accompagnamento musicale.
