DIOCESI – Prosegue il viaggio de L’Ancora alla scoperta delle associazioni che fanno parte della Consulta dei Laici. Dopo aver ascoltato il referente della Consulta, Franco Bruni, oggi è il turno di Mauro Alessandrini, presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Ascoli Piceno.
Mauro, raccontami la vostra storia: come nasce il movimento?
«Siamo un’associazione con oltre 150 anni di storia per quanto riguarda l’Azione Cattolica a livello nazionale; all’interno della Diocesi, invece, abbiamo una storia di circa 100 anni.
A livello nazionale, siamo nati su iniziativa di due fondatori, Mario Fani e Giovanni Acquaderni, e il movimento si è poi sviluppato all’interno del tessuto sociale e della Chiesa fino ad arrivare a quella che è la struttura attuale, con un presidente nazionale, un consiglio e un’organizzazione suddivisa in una struttura diocesana e una parrocchiale. Entrambe prevedono un presidente e vari settori, definiti in base alle fasce d’età in cui si sviluppa la nostra associazione».
A livello locale come vi muovete?
«Come associazione abbiamo un presidente diocesano, che sono io, e un Consiglio diocesano che dirige l’Azione Cattolica diocesana attraverso una serie di rappresentanti, eletti tramite un’assemblea dei soci, cioè di tutte le persone associate, che votano ed eleggono cinque rappresentanti suddivisi per età e settore.
Abbiamo il Settore Giovani, che va dai 14 ai 30 anni, il Settore Adulti, dai 30 anni in poi, e infine l’ACR, ovvero l’Azione Cattolica dei Ragazzi, attraverso cui tutta l’associazione si prende cura dei più piccoli tramite gruppi a loro dedicati. Ci sono cinque rappresentanti per ogni gruppo e settore; infine, vi sono un segretario e un amministratore».
In che modo si potrebbe incentivare la partecipazione dei laici nella vita della Chiesa?
«Da Statuto siamo un’associazione di laici al servizio della Chiesa, quindi in diretto rapporto con i parroci. La nostra vocazione è quella di essere parte integrante della vita della Chiesa e, dunque, di parteciparvi attivamente.
Far partecipare o comunque appassionare i laici alla Chiesa non è semplice: noi cerchiamo, attraverso la catechesi esperienziale, cioè una lettura della propria vita alla luce del Vangelo, di coinvolgere quante più persone possibile nella vita della Chiesa, nella conoscenza di Cristo e dell’amore che Egli ci riserva».
Qual è il ruolo dell’Azione Cattolica nella promozione della giustizia e della solidarietà?
«È un tema a noi molto caro. A Febbraio è ricorso il centenario della nascita di Vittorio Bachelet, ex presidente dell’AC, ucciso dalle Brigate Rosse. Egli rappresenta per noi un esempio di giustizia, legalità e solidarietà; pertanto cerchiamo di essere il più vicini possibile a questo mondo.
Facciamo parte, come fondatori, di gruppi come Libera, che promuovono la giustizia, e sosteniamo inoltre, attraverso iniziative annuali di solidarietà, diverse categorie in difficoltà. Ad esempio, quest’anno, in occasione della Festa della Pace, abbiamo sostenuto un’iniziativa per la Terra Santa in collaborazione con i Custodi di Terra Santa, contribuendo ad alcuni progetti destinati a sostenere le necessità di quei territori».
All’interno della Consulta dei Laici, qual è il vostro ruolo?
«Siamo stati molto attivi nella creazione della Consulta dei Laici all’interno della Diocesi di Ascoli Piceno e siamo stati tra i promotori di questo organismo, perché è importante creare una sinergia tra i vari gruppi e le associazioni diocesane, così da collaborare e dare vita a iniziative significative per tutta la Diocesi. La Consulta, in tal senso, è un organismo importante perché favorisce la conoscenza reciproca tra associazioni e il conoscersi non può che aiutare a crescere, a rispettarsi e anche a camminare insieme per il bene della nostra Chiesa locale».
