DIOCESI – “‘Si mostrò a essi vivo’(At 1, 3): questo versetto, tratto dalla prima lettura della Solennità dell’Ascensione del Signore, ci comunica un Gesù che, non solo si rende tangibile e reale, ma si presenta come il Vivente che interagisce con la comunità. Questa presenza, attiva e concreta, si riflette nella liturgia quando ogni persona, come Gesù, ‘si mostra viva’ e, nella sua unicità e autenticità, partecipa in maniera attiva, piena e consapevole, con le proprie capacità e abilità”.
Con queste parole don Giorgio Del Vecchio, responsabile della Commissione Pastorale delle Persone in condizioni di Disabilità e Neurodiversità della Diocesi di Ascoli Piceno, presenta la IV Giornata diocesana di Pastorale Inclusiva, in programma Domenica 17 Maggio 2026, dalle ore 9:00, presso la parrocchia San Giacomo della Marca, in località Fosso dei Galli, a Porto d’Ascoli. Giunta alla quarta edizione per la Diocesi di Ascoli Piceno, l’iniziativa si condivide per la prima volta anche ai fedeli della Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto.
Per l’occasione abbiamo incontrato don Giorgio, così da farci illustrare nel dettaglio il programma della Giornata e da comprendere meglio il servizio offerto da questa Commissione.
Perché una Giornata di Pastorale Inclusiva?
È una giornata di sensibilizzazione affinché incoraggi le comunità parrocchiali a superare le iniziali e legittime titubanze e si apra all’accoglienza e all’accompagnamento delle Persone in condizione di Disabilità e/o Neurodiversità, nel percorso di fede, condiviso con l’intera comunità e, per questo, inclusivo.
Stiamo perseguendo il sogno di considerare tutte le nostre Comunità Parrocchiali senza barriere, soprattutto quelle cognitive e comunicative, più difficili da convertire ma non impossibili; in altre parole, rendere le nostre parrocchie accessibili universalmente.
Il progetto intende prendere contatti con una comunità che avverte il bisogno di essere accompagnata in questo processo di conversione. Durante l’Anno Pastorale l’Équipe diocesana concorda con il parroco alcuni incontri di ascolto, conoscenza e formazione con gli operatori pastorali e alla fine chiediamo alla stessa comunità di accogliere una Domenica, la terza del mese di Maggio, la Giornata Diocesana, proponendo una Domenica esemplare a cui partecipare attivamente e in cui le persone in condizione di disabilità possano, nel tempo, maturare il senso di appartenenza alla comunità, condividendo i propri talenti.
Possiamo dire, quindi, che le Giornate di Pastorale Inclusiva sono giornate di sensibilizzazione destinate a scomparire, divenendo prassi ordinaria nella vita dei credenti e delle comunità cristiane.
A chi è rivolta la IV Giornata di Pastorale Inclusiva?
A tutti. A tutti i cercatori di Dio. A tutto il Popolo di Dio. Sembra di risentire il monito di Papa Francesco pronunciato durante la Veglia della GMG a Lisbona nel 2023: “Todos…todos…todos…nessuno escluso!”. Lo stesso Papa Francesco, nell’incontro con i partecipanti al Convegno delle Persone in condizione di Disabilità promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, l’11 Giugno del 2016 disse: “O tutti o nessuno! […] Quello che deve fare il prete, aiutato dai laici, dai catechisti, da tanta, tanta gente, è aiutare tutti a capire la fede, l’amore, come essere amici, a capire le differenze…accogliere e ascoltare. […] Credo che oggi nella pastorale della Chiesa si fanno tante cose belle, tante cose buone…[…] ma c’è una cosa che si deve fare di più, ma soprattutto i sacerdoti devono fare di più: l’apostolato dell’orecchio, ascoltare!”. Anche chi avesse la grazia di trovare un prete con l’orecchio buono e con il cuore e la mente aperti, non basterebbe senza una comunità che si fa famiglia e una chiesa che diventa casa.
Anche Papa Leone XIV, Sabato scorso, nell’omelia per le ordinazioni episcopali dei vescovi ausiliari di Roma, ci ha ricordato che la nostra non è un’organizzazione di eventi ma un servizio missionario che vuole rispondere all’invito di Gesù a stare con gli ultimi: “a raggiungere le pietre scartate di questa città (Roma) e di annunciare loro che in Cristo, nostra pietra angolare, nessuno è escluso da diventare parte attiva dell’edificio santo che è la Chiesa e della fratellanza fra gli esseri umani” (Omelia di Sabato 2 Maggio 2026 – Basilica di San Giovanni in Laterano, ordinazioni episcopali dei vescovi ausiliari di Roma).
Qual è il tema di quest’anno?
Dando uno sguardo alle letture, come spesso faccio, mi ha subito rapito il cuore il terzo versetto della prima lettura di Domenica 17 Maggio: “Si mostrò a essi vivo!” (At 1, 3). Immediata è stata la sovrapposizione mentale, dalla persona di Gesù che si mostra vivo agli apostoli dopo la Risurrezione, alla persona in condizione di disabilità e/o neurodiversità che bussa alla porta della nostra parrocchia, mostrandosi vivo, non un fantasma, non uno sguardo immediato alla sua condizione, a ciò che gli manca, al suo supporto protesico, ma uno sguardo che incrocia un altro sguardo di persona, chiamata per nome, non per problema, non per diagnosi, non per certificazione, una persona… viva!
Questo tema della Giornata si intreccia con l’obiettivo della nostra Commissione Pastorale, “Passi inclusivi per camminare insieme nelle Diocesi del Piceno”, un titolo che sintetizza il cammino delle nostre Chiese Diocesane che proseguono in un percorso di conoscenza e di condivisione nel grande Cammino Sinodale della Chiesa Cattolica.
Di cosa si occupa e qual è il fine della Commissione Pastorale delle Persone in condizioni di Disabilità o Neurodiversità?
Le Commissioni e gli Uffici Pastorali di una Diocesi hanno il compito di aiutare le comunità parrocchiali ad accogliere ed accompagnare il percorso di fede dei credenti, a partire dalla propria storia e condizione di vita, per tutto l’arco dell’esistenza. Molte volte assistiamo a comunità “impanicate” di fronte ad una persona che vive un particolare stato di vita, sia che questo possa essere legato al fattore culturale o etnico, allo stato di famiglia, all’identità di genere e, nel nostro caso, alla condizione di disabilità e/o neurodiversità.
Le nostre comunità sono molto eterogenee tra loro, per contesto geografico e popolazione: alcune esposte ad un contesto tradizionale in una routine abitudinaria e ordinaria, altre con uno spaccato trasversale dei vissuti umani che toccano tutte le situazioni di cui ho accennato prima; ma non tutte hanno la capacità, la competenza e le persone formate per potersi prender cura di loro. Abbiamo quindi costituito un’Équipe di persone competenti e in formazione, in continuo ascolto delle persone e in collaborazione con loro, con le famiglie e con i loro caregivers.
Molte di queste persone sono riunite in associazioni e cooperative, circa sessanta nel territorio piceno, compreso tra le due nostre Diocesi di Ascoli e San Benedetto. Non ci sostituiamo alle istituzioni e ai Servizi Sociali, anche se il confine è molto sottile, ma con essi siamo in stretta collaborazione sinergica perché, nel Progetto di Vita di una persona tutte le dimensioni sono importanti, anche quella spirituale e religiosa.
Perché è necessario avere persone competenti, anche nella Chiesa?
Viviamo, per grazia di Dio, in comunità, seppur ridotte numericamente, ma generose in affabilità e accoglienza; ma per accompagnare una persona che chiede un itinerario di fede e l’inserimento nella comunità il discorso si complica. Ricorda i fattori sociali, culturali, identitari e linguistici di cui accennavo nella precedente domanda? Non li pensi solo a compartimenti stagni, li immagini tutti intersecati fra loro come componenti di un’unica persona: alla nostra porta potrebbe bussare una persona in condizione di disabilità o con spettro autistico, di lingua ed etnia asiatica, convivente civilmente, con un’identità di genere non binaria e inoccupato. Vede come le cose si complicano? Si chiama “intersezione/intersezionalità” degli stati di vita. Comprende bene che per una persona con queste caratteristiche sarà necessario accompagnarla, partendo dal suo vissuto, che va non giudicato né sminuito, ma accolto, compreso e guidato secondo il Vangelo con il supporto delle scienze umane.
Oltre alla Domenica Inclusiva, quali altre iniziative vengono intraprese durante l’anno dalla Commissione che guida?
Mi piacerebbe rispondere dicendo che non portiamo novità, ma dignità: al centro c’è la Persona. Il nostro servizio si fonda molto sull’ascolto delle persone nei loro contesti di vita.
Durante l’Anno Pastorale abbiamo due momenti importanti: la Domenica Inclusiva del mese di Maggio e la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone in condizione di disabilità, che cade il 3 Dicembre (anniversario della firma della Convenzione ONU), occasione per fare un approfondimento culturale su una tematica legata alla condizione di disabilità (famiglia, lavoro, povertà, sessualità, …). Entrambe le giornate sono pensate e organizzate con la collaborazione delle associazioni e, laddove riusciamo, anche con altre Commissioni Pastorali interessate alle tematiche trattate.
Cerchiamo poi di partecipare e sostenere le iniziative delle associazioni e di rispondere ai bisogni dei singoli o delle loro famiglie, mettendoci in rete con gli attori sociali coinvolti. Con l’Équipe di esperti partecipiamo alla formazione che ci è offerta annualmente dal Servizio Nazionale della CEI guidato da Suor Veronica Amata Donetello.
Prossimamente incontreremo i parroci di entrambe le Diocesi del Piceno per un’intervista ad personam che ci aiuti a rilevare la presenza e l’inclusione delle Persone in condizione di disabilità e/o Neurodiversità nei percorsi di vita cristiana e, successivamente, a confrontare i dati raccolti con la presenza reale sul territorio piceno per una mappatura veritiera che ci aiuti a guardare a tutti e a tutte, non solo a quelli inseriti in realtà associative. Tante volte in un quartiere e in un paese, si verificano la presenza di diversi alunni con disabilità nelle scuole, mentre nelle parrocchie pare non si verifichino. Sicuramente c’è da tener conto della libertà religiosa ma anche non è da sottovalutare, purtroppo, il timore di esporre il proprio figlio in contesti sociali non essenziali, per paura di sentirsi rifiutati, etichettati e, nella peggiore delle ipotesi, bullizzati. È un lavoro delicato, ma entusiasmante; per me, prete, è un privilegio potermi dedicare a questo servizio con un’Équipe di collaboratori laici straordinari.
Il programma della Giornata di Pastorale Inclusiva:
- Ore 9.00: Accoglienza
- Ore 9.30: Laboratori per l’animazione liturgica
- Ore 11.00: Santa Messa
- Ore 12.30: Pranzo
- Ore 15.00: Esibizione teatrale, clown e animazione
Per aderire al pranzo è necessario prenotare, entro Domenica 10 Maggio, inviando un messaggio al numero 333 7945012 oppure una mail all’indirizzo pastoraledisabili.ascolipiceno@gmail.com.
Inoltre è necessario compilare la scheda di iscrizione o collegandosi al link https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:09ba8db9-92dd-41bd-af27-84dbb59ad605 oppure compilando il seguente file scheda_iscrizione_finale e mandandolo per messaggio o per mail ai recapiti sopra indicativi.
Le adesioni al pranzo con indicazioni di intolleranze o allergie alimentari che dovessero arrivare dopo il 10 Maggio o nella stessa giornata del 17 Maggio non potranno essere accettate: in quel caso si potrà partecipare ugualmente alla Giornata, ma provvedendo in autonomia ai pasti.
