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FOTO Offida ha onorato la Croce Santa: fede, tradizione e comunità

Di Patrizia Neroni e Paride Petrocchi

OFFIDA – La festa della Croce Santa, che si celebra ogni anno il 3 maggio, rappresenta uno dei momenti più sentiti per la comunità offidana, in cui fede e tradizione popolare si intrecciano profondamente.

Le origini della ricorrenza sono legate, come spiega don Giuseppe Capecci, al Miracolo Eucaristico avvenuto a Lanciano nel 1273. Protagonista della vicenda è una donna, Ricciarella, che – nel tentativo di riconquistare l’amore del marito violento – sottrasse un’ostia consacrata su consiglio di una maga per compiere un rito. Tuttavia, invece di consumarsi nel fuoco, dall’ostia sgorgò sangue. Sconvolta dall’accaduto, la donna nascose il tutto in una stalla, custodendo il segreto per sette anni, fino alla confessione presso la chiesa di Sant’Agostino a Lanciano.

Il confessore, un frate agostiniano originario di Offida, ricevette da Ricciarella il grumo di sangue e lo consegnò al priore del convento, chiedendo di poter portare la reliquia nelle Marche.

Il reliquiario, a forma di croce e realizzato in argento a Venezia, custodisce ancora oggi questo segno ritenuto miracoloso. La diffusione della notizia rese complesso il trasferimento, tanto che – secondo la tradizione – durante il viaggio via mare la nave fu sorpresa da una violenta tempesta.

Ancora oggi la festa richiama numerosi fedeli, non solo da Offida ma anche da altre città e regioni. Nelle campagne sopravvive inoltre un’antica usanza: la costruzione di croci in canne alte circa un metro e mezzo, decorate con un rametto di ulivo benedetto la Domenica delle Palme, un pezzo di candela pasquale e un po’ di cenere del “ceppo di Natale”, il tronco acceso nel camino dalla Vigilia fino all’Epifania. Le croci venivano collocate nei campi come segno di protezione.

I festeggiamenti di quest’anno sono iniziati venerdì 1° maggio e si sono conclusi domenica 3, giornata culminante. Durante la giornata sono state celebrate diverse messe, dalle 7:00 alle 19:00. Nella celebrazione delle 9:00 è stato aperto il Sacrario delle sante reliquie, mentre la funzione delle 11:00 è stata presieduta dall’arcivescovo Piero Coccia.

Nell’omelia, mons. Coccia ha ricordato il legame personale con Offida e l’importanza degli esempi sacerdotali nel proprio cammino di fede, sottolineando come la vita cristiana debba fondarsi su Cristo, “pietra angolare” dell’esistenza.

Nel pomeriggio, alle 18:00, si è svolta la solenne processione per le vie del centro storico, guidata dal Corpo Bandistico Città di Offida, alla presenza delle autorità civili e militari, tra cui il sindaco Luigi Massa, il comandante della stazione dei Carabinieri Carlo Laera e il senatore Guido Castelli.

La celebrazione serale delle 19:00 è stata invece presieduta da mons. Gianpiero Palmieri, vescovo delle diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto.

Nell’omelia Mons. Palmieri ha richiamato il significato centrale del Mistero pasquale, invitando la comunità a contemplarlo come fonte di forza e rinnovamento. Partendo dal Vangelo di Giovanni, ha spiegato l’immagine di Gesù come “pietra scartata” divenuta pietra angolare, fondamento di una comunità di “pietre vive” chiamate a essere popolo santo e sacerdotale.

Il vescovo ha sottolineato che il vero sacrificio cristiano non è rituale, ma consiste nell’offerta della propria vita nell’amore, sull’esempio di Cristo. In questa prospettiva ha richiamato anche la figura di Ricciarella, simbolo di sofferenza e dignità, come testimonianza di una fede vissuta nella prova e sostenuta dall’amore di Dio.

L’appello del Vescovo: “Facciamo in modo che non ci sia più pianto di donna come Ricciarella, trattata male, abusata, ferita”.

L’invito finale mons. Palmieri è stato a rendere concreta e viva la fede nelle azioni quotidiane, affinché tradizioni e celebrazioni non restino vuote, ma diventino strumenti di umanizzazione. Solo attraverso una vita donata per la giustizia, la fraternità e la pace – ha concluso – il Vangelo continua ad agire nel presente, contrastando un mondo sempre più individualista e restituendo speranza a partire dalla risurrezione di Cristo.

Non manca il contributo della tradizione musicale. Il presidente del Corpo Bandistico Città di Offida, Giancarlo Premici, ha ricordato il legame storico tra la banda e la festa: «Da sempre la musica accompagna la processione della Croce Santa. Il legame moderno nasce nel 1992, quando la prima formazione uscì dal portale realizzato da Aldo Sergiacomi proprio in occasione della festa». Premici ha inoltre lanciato un appello per la realizzazione di una cassa armonica, simbolo della tradizione bandistica locale.

La festa della Croce Santa continua così a rappresentare un momento di comunità per Offida, capace di unire fede, storia e tradizioni popolari, rinnovando ogni anno un patrimonio culturale e religioso profondamente radicato nel territorio.