DIOCESI – «Il mio augurio è che questo pellegrinaggio possa continuare ad unire le persone e sono molto contento che vada avanti; si tratta, infatti, di una straordinaria esperienza di comunione ecclesiale».
Con queste parole don Carlo Lupi ci presenta l’annuale celebrazione del gemellaggio con Napoli, che avverrà nelle giornate del 2 e 3 Maggio 2026 con un pellegrinaggio nel capoluogo campano.
Abbiamo incontrato don Carlo, che è il parroco della Chiesa di San Giacomo della Marca in Ascoli Piceno, per conoscere meglio il programma di queste due giornate e la storia del gemellaggio tra la Diocesi di Ascoli Piceno e l’Arcidiocesi di Napoli.
Come nasce l’idea del pellegrinaggio a Napoli?
Nell’Anno Giubilare 2000, mentre ero parroco a Folignano, la comunità si è recata a Napoli. Ero solito, insieme ai parrocchiani, fare delle gite durante il periodo estivo e quell’anno abbiamo scelto come meta la città partenopea, anche in considerazione del fatto che il patrono del Comune di Folignano è San Gennaro.
Arrivati nel capoluogo campano, siamo stati accolti da un mio amico sacerdote, che ci ha fatto conoscere l’allora vescovo ausiliare, Monsignor Pelvi, che è rimasto piacevolmente sorpreso dalla nostra comunità e ci ha invitato a tornare il 19 Settembre dello stesso anno, ovvero il giorno della festa liturgica di San Gennaro. Abbiamo accettato l’invito e siamo tornati, accompagnati da una folta delegazione e dall’Amministrazione Comunale, e proprio in quel giorno abbiamo conosciuto il Cardinale Giordano, che ci ha accolto con immenso calore: infatti, aveva preso molto a cuore il fatto che una parrocchia del Centro Italia fosse dedicata proprio al Santo Patrono di Napoli.
E il gemellaggio tra le due Diocesi come è avvenuto?
In questa situazione, è venuta fuori l’idea di un gemellaggio tra il Comune di Folignano e quello di Napoli. Onestamente all’inizio mi sembrava un gioco: era assurdo che un Comune così piccolo come il nostro potesse essere gemellato con una Diocesi avente circa due milioni di abitanti; pertanto, ho sempre pensato che l’occasione presentata fosse un dono dello Spirito Santo, fatto proprio in occasione dell’Anno Giubilare.
Invece, nel Maggio del 2001, è stato stipulato ufficialmente il gemellaggio e, a partire da quella data, siamo tornati a Napoli ogni anno nel mese di Maggio: il Sabato che precede la prima Domenica di Maggio, infatti, si rinnova il prodigio dello scioglimento del sangue di San Gennaro.
Tra i vari compatroni che partecipano a questa celebrazione, è presente anche Sant’Emidio, il quale era stato scelto come compatrono dall’Arcidiocesi partenopea a seguito di un terremoto avvenuto nel ‘700. La presenza del Santo Protettore, che è anche Patrono della nostra Chiesa ascolana, ci ha fatto riflettere sull’idea di allargare il gemellaggio anche all’intera Diocesi di Ascoli Piceno. Pertanto, nel 2015, con il vescovo emerito Giovanni D’Ercole e con il Cardinale Sepe, è stato stipulato un secondo protocollo d’intesa per il gemellaggio tra le due Diocesi.
Come si è evoluto il gemellaggio in questi 25 anni?
Ci tengo a dire che i Cardinali Giordani, Sepe e Battaglia, così come i vescovi della Diocesi di Ascoli, da Monsignor Montevecchi fino a Monsignor Palmieri, si sono sempre prodigati nel sostenere questo gemellaggio, affinché proseguisse con coninuità e costanza.
Anche a seguito del gemellaggio, tre anni fa il cardinale Sepe ha avuto e promosso l’idea di chiedere l’inserimento delle testimonianze della devozione a San Gennaro tra i beni immateriali del patrimonio dall’UNESCO.
L’obiettivo che abbiamo sempre cercato di tenere a mente è stato quello di creare una condivisione tra le due comunità, Ascoli e Napoli, e per questo abbiamo iniziato a mandarci delle delegazioni nelle giornate delle rispettive feste patronali: 19 Settembre per Napoli e 5 Agosto per Ascoli Piceno.
Per quest’anno, visto che si tratta di un anniversario speciale, abbiamo preparato un quadro commemorativo su cui compare la seguente scritta: “Nel 25° anniversario del gemellaggio Diocesi di Ascoli – Arcidiocesi di Napoli. Un fiore è spuntato sulla terra che ha radici in Cielo. Gennaro ed Emidio vivono ancora tra noi”.
Qual è il programma del pellegrinaggio di quest’anno?
La giornata di Sabato sarà dedicata all’aspetto religioso e spirituale.
Partiremo alle ore 5:00 da Ascoli. Alle 10:30 avremo un appuntamento con il Cardinale Sepe a Capodimonte, dove c’è una basilica con la tomba di Giordano. Tra l’altro nello stesso edificio sacro è presente una statua di Sant’Emidio che battezza Polisia, molto simile a quella che si trova nella cripta della nostra cattedrale ad Ascoli. Nel corso della mattinata si unirà a noi anche il vescovo Palmieri.
Dopo il pranzo, che il rettore della basilica ha organizzato per tutti i partecipanti, nel pomeriggio effettueremo una visita panoramica della città di Napoli: visiteremo il centro storico, fino a giungere alla basilica di San Gennaro dove, prima della celebrazione, il Cardinale Battaglia incontrerà la nostra delegazione. A seguire, ci sarà la processione durante la quale il busto di Sant’Emidio verrà portato a spalla dalla delegazione di Ascoli. La processione attraverserà Spaccanapoli fino alla Basilica di Santa Chiara, dove si darà notizia dello scioglimento del sangue.
La giornata di Domenica, invece, sarà interamente dedicata al turismo: visiteremo, infatti, Sorrento, Positano ed Amalfi. Ripartiremo per le ore 17:00, così da essere a casa per la tarda serata.

