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Lucilio Santoni: Mezzo pane e un libro

Di Lucilio Santoni

Ieri abbiamo celebrato la Giornata mondiale del Libro.

Federico García Lorca, in un famoso discorso sui libri, rivolto ai suoi amici e concittadini che inauguravano la biblioteca del suo paese natale, aveva detto: “Io, se avessi fame e mi trovassi invalido in mezzo alla strada, non chiederei un pane; ma chiederei mezzo pane e un libro”. E in fondo questo fanno i poeti di tutti i tempi: rinunciano a un pane intero per avere il conforto di poche parole spezzate, che con le loro infinite risonanze ci aiutano a resistere e ad essere.

È un compito inquieto, indubbiamente, quello di cantare i libri, oggetti ardenti in disuso. Compito accompagnato da una certa dolcezza del sangue, che fuoriesce dalla vita, nei minuti, nei giorni e nei secoli. Allontanandosi dentro la lingua verso le fiamme. Costruendo un luogo di silenzio. È un mestiere. Al fondo, il fiore delle parole. Le parole in alto come girasoli. Come incisioni, geroglifici che fanno tremare le arterie. E una vita può tremare dall’inizio alla fine: perturbazioni, orde marine, carni elettrizzate. “Rischierò tutto in questa occulta pazzia, ma cosa farei senza di lei quando le verità mancano e tutto crolla verso l’abisso?” Disse il ragazzo che si scopriva, sempre più, diverso dagli altri.

Un libro non può cambiare il mondo, ma può creare altri mondi. Un po’ come Amleto che dice: “Io potrei vivere confinato in un guscio di noce e tuttavia ritenermi signore d’uno spazio sconfinato”.

Lorca, nel finale di discorso, dopo aver parlato della meravigliosa storia del libro, ci augura la pace, l’inquietudine spirituale e l’allegria, in un allargamento di orizzonti fino agli estremi confini della terra, cioè, fino all’intimità più profonda e inconoscibile di noi stessi. Un allargamento che libera le cose del mondo, lasciandole riposare nel loro essere più autentico.

È un’intesa silenziosa quella tra corpo e libro, che spesso scandalizza. Ma che importa! Sempre ne uscirà una voce che chiama dalle regioni segrete della Terra, anche se ignoriamo di chi sia quella voce. Sempre quella voce, se la vorremo accogliere, sarà ospite della nostra anima.