ASCOLI PICENO – Grande festa presso la struttura residenziale diocesana per anziani Villaggio Santa Marta di Ascoli Piceno, dove l’ospite Rosina Armillei ha raggiunto l’importante traguardo dei 100 anni. Un secolo di vita per una donna forte, di profonda fede e ricca dei valori autentici che hanno accompagnato il suo lungo cammino.
Don Lino Arcangeli, direttore del Villaggio Santa Marta, ha voluto descrivere con parole semplici e sentite la tenace personalità di Rosina:
«A Santa Marta abbiamo vissuto una bellissima giornata: abbiamo festeggiato il compleanno di Rosina Armillei, che ha tagliato il traguardo dei 100 anni. È stato un momento significativo per tutti noi. Il Signore le ha conservato la lucidità della mente e la serenità del cuore. È ospite al Villaggio da poco tempo, ma si è inserita benissimo fin dall’inizio, instaurando un rapporto positivo con tutto il personale della struttura».
Gli auguri sono giunti anche da S.E. Mons. Gianpiero Palmieri, vescovo delle Diocesi del Piceno, che non ha potuto partecipare di persona perché fuori città. Attraverso il presule, Rosina ha ricevuto una speciale benedizione di Sua Santità Leone XIV.
A rendere ancora più speciale la giornata è stata la visita del sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, che in mattinata ha portato personalmente gli auguri dell’amministrazione comunale e consegnato alla festeggiata una pergamena come segno di vicinanza e affetto. Un gesto che ha profondamente commosso Rosina. Il primo cittadino si è poi intrattenuto a parlare anche con gli altri ospiti della struttura, ricevendo da tutti un caloroso apprezzamento per la visita.
Durante la festa, molti sono rimasti colpiti dalla profonda fede della centenaria, che ha raccontato di aver sempre ringraziato Dio ogni giorno, sentendo costantemente la Sua presenza soprattutto nei momenti più difficili. «Questa festa è stata un dono anche per noi — ha sottolineato don Lino — perché ci ha ricordato quanto sia importante custodire la salute, mantenere la speranza e conservare la gioia nel cuore anche quando la vita mette alla prova».
Visibilmente emozionata, Rosina ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione della festa: don Lino, la sua famiglia e l’intero personale della struttura. Ha poi voluto condividere alcuni ricordi della sua lunga vita.
«Sono nata il 17 aprile 1926 nella frazione Vallorano di Venarotta. I miei genitori erano agricoltori e avevamo un piccolo pezzo di terra da coltivare intorno alla nostra casa. Eravamo nove fratelli, ma due sono morti molto piccoli: un tempo le condizioni erano difficili e molti bambini non riuscivano a raggiungere l’età adulta. Oggi è ancora in vita il mio ultimo fratello, Nazzareno, che porta il nome di nostro nonno. Eravamo tutte femmine e un solo maschio».
Tra i ricordi più cari, Rosina conserva anche quello del parroco del suo paese natale: «Si chiamava don Emidio, era un uomo buono e di grande fede. Ne serbo ancora un ricordo bellissimo».
Si è sposata molto giovane con Luigi Bernabei, originario di Venagrande, che ricorda con grande affetto: «Era un uomo meraviglioso. Purtroppo è morto all’età di cinquantotto anni e, dopo la sua scomparsa, ho dovuto impegnarmi per mantenere la famiglia. Sono andata a lavorare come collaboratrice domestica – allora si diceva “andare a servizio” – in diverse famiglie, tra cui la famiglia Panichi».
Raggiunta la pensione, Rosina non ha mai smesso di dedicarsi agli altri: «Continuavo ad aiutare chi aveva bisogno. Facevo compagnia a una signora anziana: la andavo a prendere a casa e l’accompagnavo alla Messa delle 7.30 presso i frati di Porta Cappuccina. Il figlio di quella signora ogni anno, a Natale, si ricordava di me portandomi un regalo. Anche oggi si è ricordato di me ed è venuto qui per farmi gli auguri: mi ha fatto un immenso piacere».
La festeggiata ha concluso con parole semplici e sincere: «Qui a Santa Marta mi trovo benissimo: sono accudita, curata e non mi sento sola. Ringrazio tutti coloro che ogni giorno si occupano di me e mi fanno sentire come in una famiglia. Ho ricevuto gli auguri dal vescovo, una benedizione speciale dal Santo Padre e la visita del sindaco: sono davvero commossa. Non mi sento di meritare tutto questo. Che Dio li benedica tutti».




