SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tra le numerose testimonianze di affetto e gratitudine che in questi giorni hanno voluto ricordare don Pio Costanzo, morto lo scorso 13 Aprile 2026, c’è anche quella di Suor Rosa Abregu, Superiora Generale dell’Istituto del Divino Amore, la quale ci ha inviato questa lettera dalle Filippine.
Carissimo Don Pio,
da lontano, dalle calde isole delle Filippine, mi ha raggiunto la dolorosa notizia del tuo ritorno alla Casa del Padre.
Il cuore si è riempito di tristezza, ma anche di gratitudine. Con la mente e con affetto torno ai primi giorni del mio arrivo a Porto d’Ascoli: come dimenticare la tua accoglienza, così paterna, fatta di comprensione, incoraggiamento sincero e condivisione autentica.
Ricordo i momenti di preghiera vissuti insieme: la Santa Messa, i salmi, le novene nella nostra chiesetta… luoghi semplici, ma pieni di Dio, perché abitati dalla tua fede e dalla tua carità. E poi il tuo sorriso, il tuo saluto sempre accompagnato da una battuta, da uno scherzo: piccoli gesti che sapevano scaldare il cuore e creare famiglia.
Per me sei stato davvero uno strumento vivo della carità di Dio.
E oggi mi piace immaginarti così: accolto da Gesù a braccia aperte, mentre ti dice:
“Vieni, benedetto del Padre mio… perché avevo fame e mi hai dato da mangiare, ero nel bisogno e ti sei preso cura di me, ero forestiero e mi hai accolto come un fratello”.
Tutto ciò che hai donato, ogni gesto nascosto, ogni sacrificio silenzioso, oggi lo ritrovi pienamente nel Cuore di Dio.
Grazie, carissimo Don Pio.
La comunità delle Suore del Divino Amore ti sarà per sempre riconoscente.
Per me sei stato padre, fratello, famiglia. Ogni volta che tornavo, il primo pensiero era venirti a salutare. Ora sarà doloroso non trovarti più… ma sarà anche consolazione sapere che vivi nelle braccia del Padre.
Da lassù, nella luce di Dio, non dimenticarti di noi, che camminiamo ancora nella valle delle lacrime, sostenuti dalla speranza di ritrovarci un giorno per sempre.
Grazie, Don Pio.
Con affetto e preghiera,
Suor Rosa
Si ringrazia Amedeo Alessandrini per le foto.


