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“Amici del Marcucci e di Madre Tecla”, oltre 100 persone da tutta Italia al convegno sulla virtù della docile obbedienza

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è svolto Domenica 12 Aprile 2026, a San Benedetto del Tronto, presso la sede dell’Istituto delle Suore Concezioniste, il XVII convegno de “Gli Amici del Marcucci e di Madre Tecla”, un gruppo laicale nazionale che si propone di vivere il Vangelo alla luce di Maria, mettendo in pratica la spiritualità del venerabile Francesco Antonio Marcucci e della venerabile Madre Tecla Relucenti, fondatori della Congregazione delle Pie Operaie dell’Immacolata Concezione.

Al centro dell’incontro il tema che ha dato il titolo all’appuntamento: “La virtù della docile obbedienza in Maria Santissima e nei Venerabili Marcucci e Madre Tecla”.

La virtù della docile obbedienza

La mattinata si è aperta con il saluto della Madre Generale, Suor Paola Giobbi, e della presidente del gruppo, Antonietta Ettorri. La Madre Generale, in particolare, ha salutato tutti i numerosi presenti – oltre un centinaio -, augurando loro la pace che Gesù ha donato ai discepoli. Poi ha ricordato le parole che Gesù Risorto ha rivolto alle donne: “Andate e dite ai miei discepoli che mi precedano in Galilea“. “La Galilea è un  luogo importante nella vita di Gesù – ha detto Suor Paola Giobbi -: è il posto in cui c’è la casa di Gesù, il posto in cui avvengono le prime vocazioni degli apostoli. San Benedetto del Tronto è un po’ la Galilea di Marcucci e di Madre Tecla, il luogo in cui iniziano a vivere la loro spiritualità”.

Ad introdurre i lavori è stata Suor Clelia Lilla, responsabile dei gruppi di zona per le Diocesi del Piceno, la quale ha raccontato il percorso tematico seguito in ciascuna comunità.

La mattinata è entrata nel vivo con la relazione di Padre Vincenzo La Mendola, religioso appartenente alla Congregazione del Santissimo Redentore, che svolge la sua attività pastorale a Roma, nella parrocchia San Giovanni Nepomuceno. Il presbitero romano, che è stato anche il primo sacerdote ad aderire al cammino spirituale del gruppo, ha approfondito la virtù della docile obbedienza nella figura di Maria, sottolineando come l’obbedienza nasca da un ascolto profondo. “Maria è la donna che ha ascoltato davvero Dio – ha detto -, non solo nel momento dell’annunciazione, ma per tutta la vita. Ha ascoltato e si è messa a disposizione di Dio”.

A seguire ha preso la parola la Madre Generale Suor Paola Giobbi per un contributo sulla virtù della docile obbedienza nelle figure del venerabile Francesco Antonio Marcucci e della venerabile Madre Tecla Relucenti. “La docile obbedienza – ha detto Suor Paola – è un’occasione di crescita della persona, alla luce di un cammino che Dio indica. Il fondatore della nostra Congregazione, ad esempio, ha risposto ad un’ispirazione di Dio, che gli chiedeva di educare la donna del tempo, che all’epoca era rimasta ai margini della società. Lo stesso vale per Madre Tecla. Quando Marcucci l’ha coinvolta, Tecla Relucenti all’inizio gli ha negato la collaborazione; solo in un secondo momento, vedendo l’entusiasmo e la serietà che il giovane Marcucci raccoglieva, ha dato tutta la sua piena adesione. In entrambi i casi, l’obbedienza è prima di tutto al disegno che Dio ha per noi”.

Il confronto costruttivo: dal dibattito alla condivisione

“Dopo le due relazioni, c’è stato ampio spazio dedicato alla riflessione: prima quella personale e poi quella di gruppo – racconta Suor Paola Giobbi -. Abbiamo diviso l’assemblea in dodici gruppi, ciascuno costituito da circa 10 persone, così è stato più facile lavorare. Durante il dibattito, i presenti si sono confrontati sul tema della docile obbedienza, preparando ciascuno una preghiera dei fedeli che è stata poi letta nel pomeriggio durante la Messa che abbiamo celebrato insieme”.

Prosegue la Madre Generale: “La condivisione non è stata solo di pensieri, esperienze ed emozioni, ma anche di un momento di convivialità che abbiamo preparato con molta cura. Ogni gruppo di zona infatti ha preparato qualcosa per il pranzo: qualcuno ha pensato alla preparazione e all’allestimento del salone, qualche altro ai centrotavola che hanno abbellito la mensa, qualche altro ancora ai segni distintivi dei vari gruppi di lavoro. L’amico Saverio Ricci della Pasticceria Bruni di San Benedetto del Tronto ha offerto la torta per tutti. Insomma anche nel pranzo abbiamo vissuto una bella comunione“.

Le parole del vescovo Gianpiero Palmieri

Nel pomeriggio, alle ore 15:30, il vescovo delle Diocesi del Piceno, mons. Gianpiero Palmieri, ha presieduto la Santa Messa.

Racconta Suor Paola Giobbi: “Il vescovo Gianpiero ha commentato il Vangelo dell’apparizione di Gesù Risorto ai discepoli ed ha spiegato in particolare l’invito, rivolto a Tommaso, a toccare le sue piaghe. Mi hanno molto colpito le parole del nostro vescovo, il quale ha detto che Gesù fa una specie di corpo a corpo con Tommaso, per fargli notare la somiglianza con Lui: le sue piaghe, le sue ferite, sono anche le nostre. Anche noi, infatti, come Gesù, a volte siamo stanchi e sofferenti da tante piaghe che viviamo. E, come Tommaso, anche noi siamo chiamati a questo contatto fisico con Gesù, che si realizza attraverso l’Eucarestia“.

Prosegue Suor Paola: “Il vescovo ha poi accennato alla spiritualità dei venerabili Francesco Antonio Marcucci  e Tecla Relucenti e ci ha detto che non dobbiamo sorprenderci se i santi ci portano delle novità: essi, infatti, creano sempre qualcosa di inedito, di nuovo, che è a beneficio della Chiesa e della società, a beneficio del proprio tempo, ma anche oltre. Non a caso noi, ancora oggi, dopo tanti anni, siamo qui a parlare delle opere dei venerabili fondatori della nostra Congregazione!”.

Subito dopo l’omelia, i presenti hanno vissuto un momento molto emozionante e significativo, che Suor Paola Giobbi racconta così: “Il nostro Statuto prevede che, nel cammino di ogni gruppo di zona, dopo due anni di incontri, le persone che lo desiderano possono fare la promessa solenne di vivere secondo la spiritualità dei due venerabili Marcucci e Relucenti e di rimanere unite alla Congregazione. Domenica questa promessa è stata fatta da 7 persone: Cirillo De Candido a Adriana Mastrorilli da Roma; Mafalda De Luca e Adina Santomo da Sant’Egidio alla Vibrata; Irma Accorsi, Rita Croce e Sonia Santarelli da Ascoli Piceno. Dopo aver fatto la promessa, i sette nuovi amici del gruppo hanno ricevuto una collana con una medaglietta d’argento: da un lato era impresso il simbolo mariano della M e dall’altro lato la scritta “Amici del Marcucci e di madre Tecla“. Un piccolo segno di appartenenza e di fede. Siamo davvero grati al Signore per i momenti di riflessione e spiritualità che abbiamo vissuto e per la gioia di allargare sempre più il nostro gruppo!”.