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Grottammare, tutto pronto per la Sacra Rappresentazione del Cristo morto, il percorso

GROTTAMMARE – Alcuni numeri: 288 gli anni di esistenza dal 1738, oltre 450 i figuranti iscritti quest’anno, molti bambini e ragazzi, giovani in una varietà generazionale che lascia ben sperare per la continuità nel tempo del Cristo morto. Tra le più antiche dell’Italia centrale, solo quella di Ripatransone, di dimensioni minori, risale al 1624. Dal 1757 il Cristo morto grottammarese è gestito dalla Confraternita della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo e dell’Addolorata. Fu ideato da Padre Antonio Petrocchi da Castignano OFM.

Percorso della Sacra Rappresentazione.
Piazza Peretti, Via San Giovanni Battista, Via Palmaroli, Via Sant’Agostino, Via Montegrappa, Viale Garibaldi, Via XX Settembre, Viale Ballestra, Via Marconi, Via Leopardi, Via Matteotti, Via Laureati, Via F.lli Cairoli, Viale Sisto V, Viale Crucioli, Corso Mazzini, Piazza Garibaldi, Via Sant’Agostino.

La benedizione della nuova statua della Maddalena.
A benedire la nuova statua, che la Confraternita dell’Addolorata ha fatto realizzare per preservare quella antica, è stato Don Giorgio Carini. L’antica statua originale è molto fragile e pertanto la Confraternita ne ha fatto realizzare una copia, ma una copia artistica e artigianale anch’essa, di valore e pregio nella sua unicità.

A scolpirla è stato l’artigiano-artista leccese Claudio Riso della ditta “Cartapesta – Riso”, che fa parte della tradizione dei maestri cartapestai leccesi che fin dal 1600 si occupano di realizzare con sapienza statue sacre esportate in tutto il mondo e realizzate totalmente a mano in paglia, fil di ferro, carta, terracotta, pittura a mano e con una lavorazione antica che prevede l’utilizzo di ferri roventi per levigare le superfici.

Alla benedizione era presente il sindaco di Grottammare, Alessandro Rocchi. “Custodite questo tesoro prezioso del Cristo morto in silenzio e raccoglimento. Riappropriamoci delle radici, in comunione – ha detto Don Giorgio durante la benedizione –. Ricordo quando lo scomparso scultore grottammarese Ubaldo Ferretti ci rifece la statua della Veronica, con immensa bravura e soprattutto con tanta generosità. Ora anche la Maddalena è stata rifatta secondo tecniche antiche, che attribuiscono un giusto valore alla sacralità e all’arte degli arredi del Cristo morto. Mi raccomando, conservate con cura anche la vecchia statua, pregna di fede e storia. Benedico la statua nuova della Maddalena, una donna forte e volitiva che, come noi, era peccatrice ma aveva un amore immenso per il Cristo. Benedico voi tutti per l’impegno che state impiegando per valorizzare nostro Signore”.

Tantissimo impegno e lavoro per la preparazione del Cristo morto. In questo momento sono esposte le statue del Cristo morto, della Madonna Addolorata “vestita a lutto”, della Veronica, della Maddalena e di San Giovanni Evangelista a Sant’Agostino, per chi volesse andare a vederle.

Un ringraziamento allo staff che ha collaborato con la Confraternita, alla signora che ha pulito la chiesa, alle signore che hanno “vestito” la Sacra Bara e la Madonna Addolorata, secondo una tradizione antichissima.

Appuntamento per oggi, Venerdì Santo, 3 aprile, alle ore 21. Il vescovo delle diocesi di Ascoli e San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto, Gianpiero Palmieri, si unirà al corteo durante lo svolgimento.