I vescovi cattolici degli Stati Uniti sostengono il disegno di legge “Safeguarding Women from Chemical Abortion Act”, che ritirerebbe l’approvazione della Food and Drug Administration (Fda) alla mifepristona per uso abortivo, renderebbe illegale l’etichettatura del farmaco per tale scopo e consentirebbe alle persone danneggiate di agire contro i produttori.
Lo afferma mons. Daniel E. Thomas, vescovo di Toledo e presidente del Comitato per le attività pro-vita della Conferenza episcopale statunitense (Usccb), in una lettera inviata al Senato e alla Camera dei Rappresentanti.
I vescovi sottolineano che “la pillola abortiva rappresenta una risposta isolante e dannosa per le donne in difficoltà, che meritano di meglio sotto forma di accompagnamento compassionevole e sostegno concreto”.
L’aborto chimico rappresenta oggi quasi i due terzi di tutti gli aborti negli Stati Uniti. I presuli evidenziano inoltre che un numero crescente di prove segnala rischi significativi per le madri e osservano che l’eliminazione dell’obbligo di distribuzione in presenza potrebbe aumentare i rischi, impedendo adeguate valutazioni mediche e controlli successivi.
La legge, si legge nella lettera, “salverebbe probabilmente vite riducendo l’incidenza dell’aborto chimico e i rischi associati per le madri”.
