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Leone XIV, Messa Crismale: “La croce è parte della missione, in un mondo conteso tra potenze che lo devastano”

 

La croce è parte della missione: l’invio si fa più amaro e spaventoso, ma anche più gratuito e dirompente”.

Lo ha detto il Papa nell’omelia della Messa Crismale, presieduta nella basilica di San Pietro.

Grazie a Gesù, ha spiegato, “l’occupazione imperialistica del mondo è allora interrotta dall’interno, la violenza che fino a oggi si fa legge è smascherata. Il Messia povero, prigioniero, rifiutato, precipita nel buio della morte, ma così porta alla luce una creazione nuova”.

Quante risurrezioni anche a noi è dato sperimentare, quando, liberi da un atteggiamento difensivo, discendiamo nel servizio come un seme nella terra!”, ha esclamato Leone XIV: “Nella vita, possiamo attraversare situazioni in cui tutto pare finito. Ci chiediamo allora se la missione sia stata inutile. È vero: a differenza di Gesù, noi viviamo anche fallimenti che dipendono dall’insufficienza nostra o altrui, spesso da un groviglio di responsabilità, di luci e ombre”.

“Ma possiamo fare nostra la speranza di molti testimoni”, la proposta del Papa, che ne ha citato, “particolarmente caro”, il santo vescovo Óscar Arnulfo Romero, per spiegare come “i santi fanno la storia”.

Di qui l’attualità del messaggio dell’Apocalisse, “in un mondo conteso tra potenze che lo devastano”: “Al suo interno sorge un popolo nuovo, non di vittime, ma di testimoni. In quest’ora oscura della storia è piaciuto a Dio inviarci a diffondere il profumo di Cristo dove regna l’odore della morte. Rinnoviamo il nostro ‘sì’ a questa missione che ci chiede unità e che porta la pace. Sì, noi ci siamo! Superiamo il senso di impotenza e di paura! Noi annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta”.