DIOCESI – Si è conclusa Venerdì 27 Marzo 2026, a Villa Rosa di Martinsicuro, l’esperienza delle Stazioni Quaresimali, proposte dall’arcivescovo Gianpiero Palmieri nelle diverse Vicarie delle Diocesi del Piceno in preparazione alla Pasqua ormai prossima.
L’ultimo appuntamento, che si è svolto alle ore 21:00, presso la chiesa di San Gabriele dell’Addolorata, ha coinvolto i fedeli della Vicaria San Giacomo della Marca, che abbraccia i territori di Colonnella, Martinsicuro, Monteprandone e Porto d’Ascoli.
Presenti quasi tutti i presbiteri della Vicaria: infatti, oltre al vicario foraneo don Anselmo Fulgenzi, al parroco don Francesco Ciabattoni e al collaboratore parrocchiale don Albert Kalafula, c’erano anche don Joseph Bahane, don Lorenzo Bruni, don Marco Farina, don Armando Moriconi, don Alfredo Rosati e don Luis Sandoval Vegas.
La serata è stata un’occasione preziosa per preparare i cuori alla celebrazione della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù, prima attraverso l’ascolto e la meditazione della Parola, poi attraverso il Sacramento della Riconciliazione.
Come nella altre Vicarie del Piceno, anche l’appuntamento nella Vicaria che unisce le parrocchie marchigiane a quelle di alcuni Comuni del Teramano, è stato segnato dalla figura di San Francesco, il Poverello di Assisi patrono d’Italia che ha conformato tutta la sua vita a Cristo e di cui quest’anno ricorrono gli 800 anni della morte.
Un’occasione per sperimentare la misericordia di Dio
All’inizio della celebrazione, il vescovo Gianpiero ha ribadito il significato delle Stazioni Quaresimali, ripercorrendone la storia:
“Un tempo il vescovo di Roma, ovvero il Papa, compiva un cammino quaresimale attraverso tutte le chiese che allora componevano la Diocesi. Cominciava da Santa Sabina il Mercoledì del Ceneri e, giorno dopo giorno, compiva il cammino dei 40 giorni della Quaresima, ogni giorno in una chiesa diversa, ciascuna legata alla memoria di un santo. Dopo il concilio praticamente, è stato rinnovato il Lezionario delle Letture, quindi in Quaresima vengono scelti dei brani particolari che non fanno più riferimento a quel santo della Chiesa Romana, ma che rappresentano l’itinerario biblico della Quaresima. Resta però l’idea di un cammino quaresimale fatto dal vescovo, non solo a Roma ma in tutte le altre Diocesi, che fa tappa nelle varie parrocchie. ‘Stazio‘ significa proprio questo: la ‘tappa’, la ‘fermata’ che si fa durante questo cammino”.
“Noi questa sera faremo proprio questo . ha aggiunto -: vivremo il momento della preghiera attraverso una parte del racconto della Passione secondo Matteo e attraverso l’ascolto di alcuni episodi – tre precisamente – della vita di San Francesco. Ma in modo particolare vivremo il Sacramento della Riconciliazione. Il modo migliore per prepararsi alla Settimana Santa è sperimentarne il frutto, che è la misericordia di Dio, che è il Suo Amore”.
Gesù regna dalla croce con uno sguardo d’amore
Dopo la proclamazione di una pericope del Vangelo di Matteo, il vescovo Gianpiero ha spiegato che i Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni narrano la Passione di Gesù in modo diverso. Matteo, nello specifico, rivolgendosi a cristiani provenienti dall’ebraismo, preme insistere principalmente su due idee:
- Gesù è il compimento delle Scritture d’Israele;
- Gesù è davvero il Messia, il Re di Israele.
Ha detto mons. Palmieri: “La domanda «Sei tu il re dei Giudei?» ricorre spesso nei racconti della Passione. Questo titolo per gli Ebrei era politicamente pericoloso: indicava uno che voleva sobillare il popolo contro i Romani. Per questo Pilato interroga Gesù. Se il Signore si proclamasse «re dei Giudei?», sarebbe un ribelle. Gesù però chiarisce subito: «Il mio Regno non è di questo mondo».
Gesù vuole cambiare il mondo non con le armi o l’esercizio del potere, bensì con l’amore, con il suo sguardo d’amore. Gesù, infatti, regna dalla croce, non scendendo da essa. E dalla croce Gesù diffonde amore ovunque.
Le sue parole sulla croce — soprattutto in Luca — sono parole di perdono e misericordia: «Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno». A Matteo invece preme sottolineare che Dio, per amore, si è fatto uomo ed è sceso nel punto più basso di tutti, facendo la stessa morte dei malfattori”.
Il vescovo Gianpiero ha poi proseguito sottolineando che Gesù sulla croce cita il Salmo 22: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», un testo che è una profezia della morte e Risurrezione di Gesù. “Questo Salmo descrive tutta la sofferenza, la derisione e la violenza che Gesù dovrà patire – ha affermato mons. Palmieri -, però termina con una grande speranza: Dio non abbandona nessuno e non abbandonerà neanche Gesù. Al contrario persino i morti vedranno il Signore e si rialzeranno in piedi, perché potranno morire con Gesù e con Lui rinascere. E la sua opera sarà annunciata alle generazioni future. E così sarà: sulla croce, Gesù mostra il Suo amore e mostra che il Suo amore fa nuove tutte le cose“.
Raggiunti dallo sguardo d’amore di Gesù, come Francesco d’Assisi
Mons. Palmieri ha quindi continuato la sua riflessione, evidenziando quanto Francesco d’Assisi abbia amato il crocifisso e raccontando alcuni episodi della sua conversione: in particolare ha parlato del tormento e della lotta interiore all’interno di una grotta, dell’esperienza improvvisa della presenza di Dio durante una festa con gli amici e dell’incontro decisivo con il crocifisso di San Damiano.
Ha detto il vescovo Gianpiero: “Francesco, dopo aver incontrato lo sguardo di Gesù dal crocifisso di San Damiano, si sente profondamente amato, si sente raggiunto dall’amore di Gesù e non è più la stessa persona. Comprende la sua missione ed inizia a riparare la Chiesa (n.d.r. popolo di Dio), iniziando dalla piccola chiesa di San Damiano, che diventa un bellissimo luogo di perdono.
Carissimi, anche noi stasera vogliamo vivere il perdono di Gesù. Vogliamo sentirci raggiunti dallo sguardo del crocifisso e perdonati come Francesco. Vi auguro davvero di sperimentare la grazia dell’amore di Dio attraverso il Sacramento della Riconciliazione e di vivere la Settimana Santa con cuore rinnovato”.
Numerosi presenti si sono accostati al Sacramento del Perdono, grazie anche alla presenza dei tanti presbiteri della Vicaria. Il tempo di attesa e quello lasciato per l’esame di coscienza sono stati accompagnati dal canto e da alcuni scritti riguardanti San Francesco. Una ulteriore occasione per meditare e lasciarsi riempiere il cuore di misericordia.
Un piccolo dono per tutti i fedeli
Durante la celebrazione a tutti i fedeli presenti sono state consegnate due immaginette cartonate raffiguranti una riproduzione dei due angeli magistralmente dipinti dall’artista Giuliano Pulcini e che campeggiano nel trittico dietro l’altare della chiesa di Villa Rosa, dove si è tenuta la Stazione Quaresimale. Sul retro sono riportate due preghiere che in questo Tempo di Quaresima ciascuno può innalzare al Signore in qualsiasi momento, sia in parrocchia, sia a casa, sia nei luoghi di lavoro o di studio.

















