- L'Ancora Online - https://www.ancoraonline.it -

Per Pasqua facciamoci un regalo rivoluzionario

In un tempo segnato da ritmi frenetici, guerre, contraddizioni e incertezze, esiste un gesto che ciascuno può compiere: scegliere di cambiare il proprio sguardo sul mondo.

Non si tratta di ignorare le difficoltà o di negare le ferite che la realtà spesso presenta. Al contrario, vivere immersi nel quotidiano espone inevitabilmente a delusioni, ingiustizie e fatiche. Tuttavia, proprio questa esposizione continua può, quasi impercettibilmente, offuscare il modo in cui guardiamo ciò che ci circonda. Si insinua il sospetto, cresce la sfiducia, e si finisce per cercare conferme più nelle ombre che nella luce.

Eppure, il problema non è sempre il mondo in sé. A volte, sono gli “occhiali” attraverso cui lo osserviamo a essere appannati: segnati dal giudizio, dalla stanchezza, dalle aspettative deluse. Quando lo sguardo si appesantisce, diventa difficile riconoscere anche il bene più semplice, quella scintilla silenziosa che abita ogni persona.

Il cammino della Quaresima invita proprio a questo: a una conversione dello sguardo prima ancora che dei gesti, a un ritorno all’essenziale, a una purificazione interiore che permetta di vedere con occhi nuovi.

Recuperare uno sguardo limpido è allora un atto intenzionale. Significa allenarsi a vedere oltre le apparenze, scegliere di non fermarsi agli errori, ma cercare ciò che resta umano, vero, autentico. È uno sforzo quotidiano, fatto di attenzione e di volontà, che richiede di “pulire le lenti” con cui interpretiamo la realtà.

Viviamo questo atteggiamento: quello di uno sguardo capace di amare anche davanti al limite, di non ridurre mai una persona ai suoi errori, di custodirne la dignità fino in fondo.

È lo sguardo di Gesù: uno sguardo che non cede al disprezzo. Pensiamo, ad esempio, a Giuda: non lo giudica mai, non pronuncia su di lui alcuna parola di disprezzo né lo espone davanti agli altri apostoli. Rimane fedele all’amore, anche nel momento della prova. Fino alla fine lo chiamerà amico.

Forse è proprio qui che si gioca una forma concreta di santità contemporanea: nella capacità di mantenere uno sguardo benevolo, capace di riconoscere il bene prima del male, la persona prima del suo errore. Non uno sguardo ingenuo, ma consapevole e insieme misericordioso.

In un’epoca che spesso enfatizza il difetto e amplifica la negatività, scegliere di vedere il bene diventa un gesto controcorrente. Un piccolo atto rivoluzionario.

E allora, nel tempo che conduce alla Pasqua, questo può diventare un invito concreto: concediamoci il dono di uno sguardo rinnovato. Non qualcosa da offrire agli altri, ma un regalo da fare a se stessi.