SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ben 42 giovani, che si apprestano a ricevere il Sacramento della Cresima, sono stati presentati alla comunità e all’arcivescovo Gianpiero Palmieri ieri sera, 25 Marzo 2026, presso la chiesa della Santissima Annunziata, in Porto d’Ascoli, durante la Santa Messa delle ore 21:00, celebrata in occasione della solennità dell’Annunciazione del Signore.
A presiedere la Celebrazione è stato mons. Palmieri, mentre hanno concelebrato altri tre preti: don Alfredo Rosati, parroco della comunità sambenedettese; don Luigino Scarponi, responsabile del Clero delle Diocesi del Piceno; don Ermanno Stracciarini. Presente anche il diacono Emanuele Imbrescia, che ha servito l’altare.
Riempiti della grazia del Signore
Durante l’omelia, il vescovo Gianpiero ha detto:
“Carissima comunità cristiana, è bello ritrovarsi qui stasera per celebrare insieme questa bella festa. È una bella festa perché è la festa di Gesù che viene annunciato al mondo, è la festa di Maria che accoglie la Parola di Dio, ma soprattutto è una bella festa perché parla di noi. Quando infatti accogliamo l’annuncio dell’Amore di Dio, allora Dio mette radici, mette casa, nella nostra vita.
Maria si sente improvvisamente e misteriosamente dire da Dio che è piena di grazia, cioè piena di Spirito Santo, e che il Signore è con Lei. Potremmo dire che Maria si sente dire dal messaggero di Dio: ‘Ti amo. Io sono con te e sono con te sempre. Sono con te da sempre. Ti ho riempito del mio Spirito, quindi tu sei piena di Dio e hai molto da gioire!’.
Maria è molto turbata. Del resto, immaginate se qualcuno oggi venisse da voi a dirvi queste parole. Maria è turbata perché le parole che ha ascoltato, le conosce bene e le prende molto sul serio. Maria sa bene cosa significa perché le parole dell’angelo sono quasi la citazione esatta delle parole che Davide si sente di dire da Dio. Maria, come Davide, è chiamata a diventare casa per Dio“.
Chiamati a diventare casa di Dio
Ha proseguito mons. Palmieri:
“Maria, però, dopo il turbamento iniziale, scopre che la sua vita è benedetta e, per quanto piena di fatiche e fragilità, accetta di diventare la casa di Dio.
Questo è possibile a ciascuno di noi, perché Dio può prendere casa dentro la vita di ciascuno di noi. Se prendiamo sul serio il Suo Amore, la Sua Parola, noi diventiamo casa per Lui: il Signore si serve del nostro volto, del nostro sguardo, delle nostre mani, delle nostre parole, per poter agire oggi nel mondo.
Quando una persona ha fatto spazio a Dio almeno un po’ nella sua vita, si vede, perché la nostra vita cambia tanto, le nostre comunità cambiano. Non perché sia più facile, ma perché è piena di Dio!
“L’Annunciazione ci dice questo: ‘Io ti conosco da sempre, ti parlo da sempre. Ti ho mandato mille messaggi e forse a volte non li hai capiti. Ci sono stati momenti in cui mi hai visto, altri in cui mi hai sentito dentro di te, quando smuovevo i tuoi affetti, i tuoi sogni, i tuoi desideri. Forse anche tu hai capito che la tua vita è benedetta e che io non ho mai smesso né smetterò di amarti e di starti vicino’. Allora, come Maria, il nostro cuore canta!”.
Non siamo soli!
Ha infine concluso il vescovo Gianpiero:
“Carissimi ragazzi, è questo quello che la comunità cristiana vi vuole dare: questa profonda convinzione del cuore che non sei solo; c’è il Signore con te. Non sei condannato ad essere orfano. Hai una madre, che è la comunità cristiana, e, anche nelle difficoltà, puoi non sentire che la tua vita è schiacciata, perché il Risorto ti rialza in piedi.
È questa l’esperienza della fede che riempie il nostro cuore. Oggi il Signore, come fa con Maria, dice a ciascuno di noi: ‘Su, rallegrati, gioisci! Tu sei pieno di grazia! Io sono sempre con te’. Quando queste parole ci entrano nel cuore, è fatta! È fatta davvero!”.
Prima della benedizione finale, il parroco don Alfredo ha consegnato al vescovo Gianpiero un piccolo dono a nome della comunità.
La celebrazione si è conclusa con la preghiera della Santissima Annunziata, scritta da mons. Carlo Bresciani, vescovo emerito della Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto.








































