“Su richiesta della Santa Sede, i vescovi di Scozia sono stati invitati a riflettere su come le strutture della Chiesa nel nostro Paese possano meglio servire la sua missione negli anni a venire, in particolare se l’attuale situazione di otto diocesi sia adeguata”. Lo si legge in una dichiarazione apparsa sul sito dei vescovi scozzesi che condividono con i fedeli la situazione della Chiesa e le sue sfide, tra cui il calo del numero di sacerdoti, i cambiamenti nella prassi cristiana, la crescente pressione sulle risorse diocesane. “Eppure la nostra missione rimane immutata: annunciare il Vangelo e condurre il nostro popolo a Cristo”, scrivono i vescovi. Roma avrebbe proposto due percorsi possibili: “Una cooperazione più profonda e la condivisione delle risorse tra le diocesi all’interno delle attuali strutture, oppure accorpare alcune diocesi”. Parte quindi un percorso di consultazione di tre mesi in cui ciascun vescovo si confronterà con la propria diocesi. Quanto emergerà sarà condensato in un documento di discussione, su cui si discuterà ancora, per arrivare a presentare alla Santa Sede le prime conclusioni in autunno. “Non si tratta di un semplice esercizio amministrativo, bensì di una risposta pastorale e missionaria al nostro contesto in continua evoluzione”, conclude la dichiarazione. “Questo processo garantirà che la nostra Chiesa in Scozia continui a crescere sempre più missionaria, cristocentrica e collaborativa al servizio del popolo di Dio”.