ASCOLI PICENO – Il nostro viaggio alla scoperta degli organi della Consulta dei Laici prosegue con Tommaso Manzi, corresponsabile del Movimento Diocesano di Ascoli Piceno, insieme a don Giuseppe Caponi e ad Agnese Speca.
Il Movimento Diocesano, come spiegato dallo stesso Tommaso, è una “branca” del più grande Movimento dei Focolari ed è una creazione tutta “ascolana”. Scopriamo, insieme a lui, la storia del Movimento, la sua struttura, il rapporto con la Diocesi e la sua missione nel quotidiano.
Come nasce il Movimento?
Noi nasciamo a Trento, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, con Chiara Lubich ed il suo gruppo di compagne, ragazze di circa vent’anni, che erano solite ritrovarsi durante i bombardamenti nei rifugi antiaerei. In quei momenti così drammatici iniziano a leggere il Vangelo e si interrogano sul senso della vita, condividendo i propri ideali. Decidono di puntare su qualcosa che non crolla, un Ideale che le bombe non possono distruggere, ovvero una vita “informata” dal Vangelo. È una cosa insolita, per l’epoca, la lettura del Vangelo senza un sacerdote, quasi fossero protestanti. La cosa bella è che questo gruppo di ragazze, che leggeva il Vangelo e lo viveva in mezzo alla gente, diviene sempre più grande: arrivano uomini e donne, giovani e bambini. Trento diviene il nucleo da cui poi, negli anni successivi, il movimento s’irradia rapidamente in Italia, in Europa e negli altri continenti. Al momento siamo presenti in 182 paesi. Noi continuiamo ancora adesso a leggere e vivere il Vangelo: leggiamo insieme una piccola frase del Vangelo, la Parola di Vita, la commentiamo e, per quel mese, la viviamo. Non crediamo nel proselitismo, ma nell’esempio e nella testimonianza.
Quale è la vostra missione nel quotidiano?
Se c’è una parola nel Vangelo che ci caratterizza e che sentiamo come nostra bandiera è la frase di Giovanni, contenuta nel Testamento di Gesù, quando Egli prega affinché tutti siano uno. Il nostro ideale è arrivare a tutti: cattolici, protestanti, ortodossi e appartenenti ad altre religioni, senza trascurare il dialogo con i non credenti. Questa è la nostra peculiarità: siamo nati e viviamo nella Chiesa cattolica e comprendiamo in questa nostra “famiglia” o “focolare” anche tutte le persone di altre confessioni cristiane, di altre religioni e gli atei.
Come siete strutturati?
Abbiamo molte diramazioni, dai consacrati alle famiglie, dai bambini ai sacerdoti, dai giovani ai vescovi. Al centro di tutto ci sono i focolari, comunità di consacrati laici, che vivono condividendo lo stesso ideale, non in convento, ma in un comune appartamento. A questa comunità di consacrati si aggiungono anche famiglie, giovani, ragazzi che vivono lo stesso ideale. Noi siamo in rapporto con il focolare seguendo la nostra specifica vocazione: nel mio caso, sposato con figli, vivo questa esperienza nel sociale.
Qual è il ruolo di membri laici e religiosi nel vostro movimento?
Questa è una novità che abbiamo abbracciato: religione e spiritualità non appartengono solo ai religiosi, ma a tutti; nel nostro Movimento sono presenti, con pari dignità, tutte le vocazioni. Chiara Lubich era una laica consacrata, ma anche Igino Giordani, giornalista e deputato della Costituente, sposato, viene considerato in tutto e per tutto, un fondatore di questo movimento.
Qual è il ruolo del movimento dei Focolari nella promozione della pace e della comprensione tra le culture?
La persona che sostituisce oggi Chiara Lubich, morta nel 2008, è Margaret Karram, palestinese cristiana nata in Israele. Capirete quindi quanto sia profonda la nostra vocazione alla pace e all’unità. Tuttavia, il nostro metodo non è solo la partecipazione ad organismi internazionali, quanto l’interazione con tutte le culture, al fine di creare punti di unione e raggiungere in questo modo la pace. La nostra regola d’oro è il passo del Vangelo che dice “tutto quello che volete che gli uomini facciano a voi, fatelo a loro”. Questo principio etico non è presente solo nelle Sacre Scritture, ma nella maggior parte delle dottrine di altre religioni e può essere accolto anche dai non credenti, in quanto base del vivere civile. A questo proposito ricordo Chiara parlare della regola d’oro a Tokyo, sotto un gigantesco Buddha, alla presenza di centoventimila buddisti. Come pure alla moschea Malcom X di Harlem ed alla sede dell’ONU a New York.
Com’è il vostro rapporto con la Diocesi ed il vostro ruolo nella Consulta dei Laici?
Sul rapporto con la Diocesi è importante evidenziare che, tra le varie espressioni del Movimento dei Focolari, ce n’è una specifica chiamata Movimento diocesano che vive l’Ideale di Chiara a servizio della Diocesi: siamo impegnati nelle parrocchie, negli organismi diocesani, nelle consulte. Questa diramazione è nata proprio ad Ascoli, abbiamo festeggiato quest’anno i 50 anni dalla nascita. Tutto è iniziato da due sacerdoti che condividevano la spiritualità di Chiara: da subito hanno attirato con la loro vita molti giovani che volevano vivere gli stessi ideali. Io sono stato uno dei primi ad essere colpito da questo nuovo modo di vivere la religione che ha dato l’impronta a tutta la mia vita successiva.





