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P. Caffarel: il sacerdote che rivelò agli sposi la via della santità

Foto sito Equipe Notre Dame

Di Raffaele Iaria

Sacerdote francese, uomo di preghiera e instancabile cercatore di Dio, p. Henri Caffarel intuì il bisogno di accompagnare le coppie di sposi nella scoperta della loro vocazione alla santità. Un’intuizione maturata pochi anni dopo la sua ordinazione sacerdotale.
Nato a Lione il 30 luglio 1903 e battezzato tre giorni dopo, fu ordinato sacerdote il 19 aprile 1930 a Parigi. Nel 1939 iniziò a riunire quattro coppie di sposi per riflettere insieme sul mistero del matrimonio cristiano: da quel piccolo gruppo nacque l’esperienza delle “Équipes Notre-Dame”, oggi associazione internazionale di fedeli di diritto pontificio, presente in oltre 90 Paesi.
La radice del suo cammino spirituale risale a un incontro personale con Cristo, che lui stesso raccontò così: “A vent’anni, Gesù Cristo, in un istante, è diventato Qualcuno per me… Ho fatto esperienza di essere amato e di amare, e che da quel momento in poi tra lui e me sarebbe stato per tutta la vita. Tutto era deciso”. Il card. Jean-Marie Lustiger lo ha definito “profeta del ventesimo secolo”.


Caffarel studiò presso i Fratelli Maristi dal 1913 al 1921, conseguendo il baccalauréat de mathématiques. Si iscrisse poi alla facoltà di giurisprudenza, ma una grave forma di anemia cerebrale lo costrinse a interrompere gli studi. Una fragilità che lo accompagnò per tutta la vita.
La lettura del “Vademecum proposé aux âmes religieuses” della suora italiana Benigna Consolata Ferrero lo aiutò a discernere la vocazione sacerdotale. Dopo il servizio militare desiderava entrare nell’abbazia trappista di Notre-Dame-des-Dombes, ma il suo direttore spirituale lo invitò ad attendere, ritenendo che la salute non gli avrebbe permesso di sostenere la vita monastica. Fu così che mons. Jean Verdier lo accolse come uditore all’Institut Catholique di Parigi, dove completò la formazione teologica.
Ordinato sacerdote per la diocesi di Parigi, lavorò dapprima nel segretariato generale della JOC e poi in quello dell’Azione Cattolica, in particolare nella Centrale cattolica del cinema e della radio. Nel 1936 lasciò gli incarichi per dedicarsi alla predicazione di ritiri spirituali, soprattutto per i giovani. Tre anni dopo iniziò l’apostolato che lo avrebbe reso noto in tutto il mondo: il cammino con le coppie di sposi.
“La sua grande originalità – si legge in una testimonianza del processo di beatificazione – fu quella di promuovere il matrimonio come cammino di santità, l’orazione personale, la preghiera in coppia e in équipe, l’aiuto spirituale reciproco e il ruolo del laicato come motore della vita spirituale”.
Su richiesta delle coppie, l’arcivescovo di Parigi, cardinale Emmanuel Suhard, gli affidò ufficialmente questo apostolato. L’8 settembre 1943, presso la grotta di Lourdes, Caffarel ebbe l’intuizione di fondare un gruppo dedicato alle donne in stato di vedovanza: nacque così quella che dal 1977 è conosciuta come “Fraternité Notre-Dame de la Résurrection”. Nel 1945 la rivista L’Anneau d’Or e, con padre Pierre Joly, i centri di preparazione al matrimonio. Nella stessa logica delle Équipes Notre-Dame nacquero anche le Fraternità Giuseppe e Maria, per aiutare le coppie ad approfondire la loro chiamata alla santità. Il 29 agosto 1960 fu nominato consultore della Commissione per l’Apostolato dei Laici in vista del Concilio Vaticano II.


Nel 1996 fu colpito da una grave crisi cardiaca e morì il 18 settembre all’ospedale di Beauvais. Le esequie furono celebrate il giorno successivo nella cappella delle Fraternità Giuseppe e Maria, come egli stesso aveva richiesto. Sulla sua tomba, a Troussures, la frase “Vieni e seguimi!”.
Il 23 marzo 2026 Papa Leone XIV ha autorizzato la promulgazione del decreto di venerabilità di p. Caffarel: “una bella e importante notizia per il nostro Movimento!. Ringraziamo il Signore e uniamoci in preghiera”, dicono al Movimento da lui fondato.