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Edoardo, Lorenzo e Vittorio del Liceo Orsini: “Il verde in casa fa la differenza”

DIOCESI – Nell’ambito del progetto su comunicazione ed informazione denominato “La foresta che cresce“, il giornale L’Ancora ha indetto un concorso rivolto agli studenti e alle studentesse delle Scuole Superiori del Territorio: ogni giovane che ha preso parte al progetto potrà scegliere una notizia della settimana precedente e commentarla con un articolo scritto singolarmente o a più mani. Tutti gli articoli verranno pubblicati, di volta in volta, sul giornale L’Ancora e durante il Meeting Nazionale dei Giornalisti e delle Giornaliste, che si terrà tra la fine di Maggio e l’inizio di Giugno 2026 a San Benedetto del Tronto, verranno decretati i vincitori o le vincitrici.

Oggi pubblichiamo l’articolo scritto dagli studenti Edoardo Calcagnoli, Vittorio De Angelis e Lorenzo Orsini, della classe 3ª H del Liceo Scientifico “Orsini” di Ascoli Piceno.

 

Di Edoardo Calcagnoli, Vittorio De Angelis e Lorenzo Orsini

MACERATA – Si sono spenti i riflettori sulla rassegna “Progetto Verde” a Villa Potenza, ma l’eco dell’iniziativa continua a risuonare tra le mura della città. Con la chiusura dei cancelli avvenuta domenica 22 Marzo 2026, il Centro Fiere di Macerata ha archiviato un’edizione che ha saputo trasformare il florovivaismo da semplice settore economico a vero e proprio manifesto di resilienza urbana e sociale.

L’evento, che ha visto una partecipazione straordinaria di famiglie e professionisti, non è stato solo una vetrina per piante e fiori, ma un’occasione per riflettere sul legame profondo tra l’uomo e l’ecosistema.

In questa edizione, la novità che ha riscosso maggior interesse è stata la presentazione dei progetti degli istituti agrari locali, i quali hanno dimostrato come anche un piccolo balcone o un orto di quartiere possano diventare presidi fondamentali per la biodiversità
urbana.

L’iniziativa, che a prima vista potrebbe sembrare una tradizionale fiera di primavera, è in realtà un progetto molto più ambizioso. Va infatti a sfidare la tendenza dominante della nostra epoca: quella di vivere una quotidianità sempre più smaterializzata, chiusa tra pareti di cemento e
schermi digitali, dove il contatto con la terra è diventato un lusso o una rarità.

Uno degli obiettivi centrali di Progetto Verde, tuttavia, oltre a promuovere le eccellenze del vivaismo marchigiano, è stato quello di restituire ai cittadini un senso di cura e di attesa. In un mondo che corre frenetico verso il consumo immediato, dedicarsi al giardinaggio o alla coltivazione diventa quasi un atto di ribellione: un modo per ritrovare una serenità interiore e una consapevolezza dei cicli naturali che la vita moderna tende a cancellare.

Vedere bambini e ragazzi osservare con stupore l’innesto di una pianta o la vitalità di un alveare didattico è la prova che esiste un bisogno latente di concretezza e di natura. Questi momenti di apprendimento non sono fini a sé stessi, ma aiutano i più giovani a sviluppare un senso di responsabilità verso l’ambiente circostante. Imparare che la crescita di un albero richiede tempo, pazienza e dedizione è una lezione che va ben oltre il giardinaggio: è una capacità fondamentale per affrontare le sfide della vita.

Nonostante le incertezze legate ai mutamenti climatici che colpiscono duramente l’agricoltura, il successo di questa edizione di “Progetto Verde” rappresenta un punto di svolta. Scegliere di portare un po’ di “verde” nelle proprie case non è solo una questione estetica: è un invito, rivolto a tutti noi, a rallentare intenzionalmente e a cercare un ritmo più umano in un tempo che sembra non volerlo concedere. Forse, proprio curando quel piccolo seme piantato durante la fiera, potremmo iniziare a costruire una società più attenta e sostenibile.