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“Il gusto dell’Amore” conquista la diocesi di Ascoli: un’esperienza tra i sensi

Equipe di Pastorale Familiare della Diocesi di Ascoli Piceno

ROCCAFLUVIONEUna serata indimenticabile, capace di nutrire non solo il corpo ma anche lo spirito. Si è svolta Venerdì 20 Marzo 2026, dalle ore 20:00 alle ore 23:00, nel suggestivo salone del ristorante “Il Grottino – Donnarosa” a Roccafluvione, un’iniziativa originale e profondamente toccante: una cena sensoriale dedicata alle coppie di sposi della comunità del Piceno.

L’evento, dal titolo “Cena sponsale: Dio abita in noi“, ha registrato  la partecipazione entusiasta di oltre 100 persone, tra organizzatori e partecipanti: 10 le coppie dell’Equipe di Pastorale Familiare, che hanno organizzato l’incontro, e 40 le coppie di fidanzati e coniugi, che hanno partecipato alla serata, desiderosi di ritagliarsi un momento di pausa dalla routine quotidiana per riscoprire la bellezza del proprio legame.

Presenti anche don Luigi Nardi e i coniugi Andrea Melchionna e Cristiana Santanché, codirettori dell’Ufficio di Pastorale Familiare della Diocesi di Ascoli Piceno.

Un percorso sensoriale che coinvolge anche l’anima

Lungi dall’essere una semplice cena, l’iniziativa ha proposto un vero e proprio percorso sensoriale e spirituale.

A rendere l’atmosfera intima ed accogliente, sono stati i tavoli, allestiti con cura dal team di sposi animatori capitanati dai direttori e coniugi Cristina e Andrea, e il caldo sottofondo musicale, con cui Andrea Cittadini e Marco Sabatini  (anche loro membri dell’Ufficio di Pastorale Familiare) hanno  accompagnato l’intera serata.

Il direttore don Luigi, insieme ai coniugi Maria Pia Lolli e Domenico Panichi, ha guidato i partecipanti attraverso quattro tappe, ognuna legata ad un aspetto della vita coniugale.

Attraverso i piatti gustosi previsti dal menu e le parole profonde di don Luigi, sono stati toccati diversi temi: la fisicità come linguaggio di tenerezza e sostegno reciproco; l’ascolto ed il dialogo come strumenti essenziali per la vita di coppia; la necessità di chiedere scusa e la capacità di sapersi donare il perdono reciproco; la bellezza di sapersi guardare sempre con occhi nuovi, nonostante le fatiche della quotidianità.

Un’iniziativa per nutrire la vocazione al matrimonio

Spesso, presi dalla cura dei figli, dagli impegni di lavoro e dalle quotidiane ed inevitabili incombenze familiari, gli sposi dimenticano di fermarsi e di curare anche la loro vita di coppia. La serata di Venerdì, invece, ha piacevolmente costretto i partecipanti a guardarsi negli occhi e a riscoprire il gusto di stare insieme, ricordando loro che nutrire il legame con attenzioni quotidiane, ascolto e condivisione trasforma la relazione in un luogo accogliente, stimolante e sicuro, fondamentale per la crescita reciproca e per la felicità propria e dell’intera famiglia.

Una bellissima iniziativa, che non è stata solo una cena, ma un modo profondo per nutrire la vocazione al matrimonio e fare comunità. L’iniziativa di una Chiesa che  si avvicina alla vita concreta delle persone e si fa “casa” per tutti. Una casa in cui l’amore viene celebrato, benedetto e accompagnato nel suo cammino quotidiano.