Di Paride Petrocchi
OFFIDA – Un momento di raccoglimento ha segnato la serata di domenica 15 marzo, quando il movimento di Comunione e Liberazione delle diocesi di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto si è riunito per commemorare il 21° anniversario della morte di don Luigi Giussani. L’occasione ha coinciso anche con il 44° anniversario del riconoscimento pontificio della Fraternità del Movimento.
La Santa Messa, celebrata alle ore 18.30 presso la Chiesa di Sant’Agostino, nel cuore del centro storico di Offida, si è svolta in un clima di fede, a pochi giorni da una notizia importante per il movimento: la conclusione, prevista per maggio 2026 a Milano, della fase diocesana del processo di beatificazione di monsignor Giussani.
A presiedere la celebrazione è stato il vescovo Gianpiero Palmieri, che nell’omelia ha offerto una riflessione sul Vangelo del cieco nato, soffermandosi sul tema dell’incontro autentico con Cristo.
«La vita messa a contatto con il Signore – ha sottolineato il vescovo – si illumina e percepisce la presenza di Dio nel mondo». Un incontro che, secondo mons. Palmieri, deve avvenire nella semplicità e nella sincerità, senza “sovrastrutture” che rischiano di complicare l’esperienza della fede. Proprio queste, ha spiegato, sono ciò che impedisce ai farisei del Vangelo di riconoscere l’opera di Dio, rendendoli “i veri ciechi”.
Il Vescovo ha richiamato anche il valore del cammino di discepolato, che porta gradualmente a riconoscere in Gesù il volto di Dio, e il significato del battesimo come risveglio alla luce: «Svegliati, tu che dormi… e Cristo ti illuminerà», ha ricordato citando la Lettera agli Efesini.
Un passaggio dell’omelia è stato dedicato anche alla comunità cristiana, descritta come luogo di fraternità autentica, radunata attorno alla Parola e all’Eucaristia, capace di riconoscere Cristo nella quotidianità e nei rapporti tra le persone.
Al termine della celebrazione, i partecipanti si sono spostati presso il Centro Pastorale Beato Bernardo, in piazza Beato Bernardo, per un momento conviviale che ha prolungato la serata in un clima di festa e condivisione, nel segno dell’eredità spirituale e culturale lasciata da don Giussani.

